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Wiki Africa Trek02 Africa Archimedica PDF generato attraverso il toolkit opensource ''mwlib''. Per maggiori informazioni, vedi [[http://code.pediapress.com/ http://code.pediapress.com/]]. PDF generated at: Sun, 29 Jan 2012 16:33:01 UTC Indice Voci Guinea 1 Guinea 1 Conakry 14 Storia della Guinea 16 Mali 18 Mali 18 Bamako 30 Burkina Faso 34 Burkina Faso 34 Ouagadougou 42 Storia del Burkina Faso 45 Costa D'avorio 48 Costa d'Avorio 48 Yamoussoukro 56 Storia della Costa d'Avorio 58 Togo 63 Togo 63 Lomé 77 Storia del Togo 79 Benin 83 Benin 83 Porto-Novo 90 Storia del Benin 92 Regno del Benin 93 Niger Niger 99 99 Niamey 109 Storia del Niger 111 Campionato di calcio nigerino 114 Nigeria 117 Nigeria 117 Abuja 126 Storia della Nigeria 129 Politica della Nigeria 136 Economia della Nigeria 138 Musica della Nigeria 143 Note Fonti e autori delle voci 151 Fonti, licenze e autori delle immagini 153 Licenze della voce Licenza 156 1 Guinea Guinea Guinea (dettagli) '"Travail, Justice, Solidarité"(francese) "Lavoro, Giustizia, Solidarietà" Dati amministrativi Nome completo Repubblica di Guinea Nome ufficiale République de Guinée Lingue ufficiali francese Capitale Conakry (1.091.483 ab. / 1996) Politica Forma di governo Capo di Stato Capo di Governo Indipendenza Ingresso nell'ONU Repubblica semipresidenziale Alpha Condé Mohamed Said Fofana Dalla Francia, 2 ottobre 1958 8 ottobre, 1962 Superficie Totale 245.857 km² (75º) Guinea 2 % delle acque trascurabile Popolazione Totale 7.466.200 ab. ( ) (83º) Densità 30,4 ab./km² Geografia Continente Africa Fuso orario UTC +0 Economia Valuta PIL (PPA) PIL pro capite (PPA) ISU (2010) Franco guineano 10.501 milioni di $ (142º) 1.046 $ (2010) (166º) 0,340 (basso) (156º) Varie TLD .gn Prefisso tel. +224 Sigla autom. xx Inno nazionale Liberté Festa nazionale La Repubblica di Guinea (République de Guinée), nota anche informalmente come Guinea Conakry,[1] è uno Stato dell'Africa Occidentale. Confina con Guinea-Bissau e Senegal a nord, Mali a nord e nord-est, Costa d'Avorio a sud-est, Liberia a sud, e Sierra Leone ad ovest. Il suo territorio racchiude la sorgente dei fiumi Niger, Senegal, e Gambia. Dominato da vari regni africani, il paese divenne uno dei punti nevralgici della tratta degli schiavi, che lo spopolò. Divenuta colonia francese nel 1890, la Guinea ha raggiunto l'indipendenza per consultazione referendaria nel 1958; da allora fino al 1984 è stato retto dittatorialmente da Ahmed Sékou Tourè. Dopo questi la situazione politica si è fatta fosca: dal 1984 il regime non-democratico è proseguito con la presidenza di Lansana Contè, terminata il 23 dicembre 2008 con la morte del capo di stato dopo una grave malattia. La mattina del 23 dicembre l'esercito guineiano attua un colpo di stato militare sospendendo ogni attività politica e sindacale e sciogliendo l'Assemblea Nazionale. Dotata di notevoli risorse minerarie, la Guinea affida al loro sfruttamento lo sviluppo della propria Guinea economia, che conta non solo sull'attività mineraria ma anche su quella agricola. Nome Il nome Guinea (geograficamente assegnato a gran parte della costa occidentale dell'Africa, a sud del Deserto del Sahara e a nord del Golfo di Guinea) è di origine berbera ed è traducibile in "terra dei marroni". Storia Epoca precoloniale L'odierna Guinea prima di essere colonizzata fu parte di diversi imperi africani, il primo di questi fu l'Impero del Ghana, che conquistò questo territorio nel 900. Seguì il regno dei Soussou nei secoli dodicesimo e tredicesimo. Ancora dopo l'Impero del Mali prese il controllo della regione dopo la battaglia di Kirina nel 1235, ma aspri conflitti interni portarono alla sua dissoluzione nel 1610 circa. Subentrò l'Impero Songhai, uno stato molto più forte e solido dei precedenti, ma destinato anch'esso al declino a causa di scontri interni. Seguì un periodo di generale confusione, l'Impero Shongai aveva lasciato un grande vuoto. Il XVIII secolo fu molto importante per la Guinea, perché segnò l'inizio della diffusione dell'Islam e l'arrivo, nella regione del Futa Gialòn, dei Fula, gruppo etnico che è attualmente il più diffuso del paese. Quando i portoghesi arrivarono, trovarono il territorio diviso in varie signorie vassalle dei regni sudanesi. Epoca coloniale I portoghesi furono i primi a giungere in Guinea, avviando contatti con gli indigeni fin dal XV secolo. In seguito la Guinea fu al centro della tratta degli schiavi, che causò una drastica riduzione della sua popolazione. Per fermare il commercio di schiavi la Francia decise di stipulare patti con i capi locali. Nel 1890 la Guinea divenne una colonia francese e proprio i francesi fondarono la capitale, Conakry, sull'isola Tombo. In realtà i francesi erano penetrati nel territorio già in precedenza, ottenendo nel 1880 il protettorato sulla regione del Futa Gialòn. Nel 1895 la Guinea fu incorporata nell'Africa occidentale francese. In seguito al referendum promosso da Charles De Gaulle, la Guinea votò per la sua piena indipendenza il 28 settembre 1958. Il paese divenne ufficialmente indipendente il 2 ottobre dello stesso anno: il periodo coloniale si era quindi concluso. Indipendenza Periodo Tourè (1958-1984) Primo Capo di Stato fu Ahmed Sékou Tourè, leader del Partito Democratico della Guinea, che alle elezioni territoriali del 1957 aveva ottenuto 56 seggi su 60. Orientato su politiche socialiste, il paese riuscì comunque a ricevere un notevole flusso di capitale dai paesi capitalisti. Sotto Tourè la Guinea ebbe un sistema politico chiuso e monopartitico, sordo a questioni come diritti umani e libertà d'espressione: entrambe le cose vennero ripetutamente e abitualmente calpestate. Tourè fu un presidente tanto forte da essere considerato un dittatore[2]; estese il suo controllo anche ai media[3]. 3 Guinea L'economia fu condotta verso un controllo statale pressoché completo, attuato con nazionalizzazioni di massa. L'opposizione politica ricevette una durissima repressione e le riforme economiche di quegli non portarono a progressi economici particolari. Tourè, sostenuto per il suo nazionalismo etnico, si scontrò per la sua politica repressiva con la sua stessa etnia, i Malinkè. Ossessionato da possibili complotti alle sue spalle, Tourè, divenuto un vero e proprio dittatore, fece imprigionare gli oppositori presunti o effettivi in veri e propri gulag. Questa situazione portò molti cittadini ad emigrare verso i paesi vicini. 4 Ahmed Sékou Tourè. Presidenza Contè Tourè morì il 26 marzo 1984. Fu sostituito momentaneamente dal Primo Ministro Louis Lansana Beavogui, rovesciato il 3 aprile da una giunta militare guidata da Lansana Contè e Diarra Traorè. I due divennero rispettivamente presidente e primo ministro. Contè denunciò subito gli abusi di Tourè e il suo scarso rispetto dei diritti umani, liberando 250 prigionieri politici e invitando 200.000 emigrati a tornare nel paese. Inoltre si adoperò per cancellare molte delle misure politiche ed economiche introdotte dal dittatore, ma la povertà non diminuì esponenzialmente e non si avvertirono segni forti di un ritorno alla democrazia. Nel 1985 Traorè tentò di rovesciarlo con un colpo di stato, ma questa azione fallì e Traorè stesso venne giustiziato. Nel 1992 Contè annunciò il ritorno del potere nelle mani dei civili con delle elezioni presidenziali nel 1993 e delle elezioni parlamentari nel 1995, nelle quali la formazione del presidente, il Partito dell'unità e del progresso, conquistò 71 seggi su 114. Nonostante questi apparenti esercizi di democrazia, il controllo di Contè sul paese si fece sempre più saldo e andò consolidandosi negli anni. Parallelamente le proteste si intensificarono, culminando nell'assalto al palazzo presidenziale nel febbraio del 1996: vista l'emergenza Contè fu costretto a prendere il controllo dell'esercito e a dare un segnale di democratizzazione, nominando dopo tanto tempo un primo ministro, Sydia Tourè, che rappresentasse una divisione del potere. La situazione interna non parve cambiare e la riconferma del presidente nel 1998 rese il clima interno ancora più pericoloso. Nel settembre 2001 fu arrestato il principale membro dell'opposizione, Alpha Condè. Condè, catturato e processato, fu condannato a cinque anni di reclusione ma dopo non molto rilasciato, anche se trascorse un periodo di esilio in Francia. Intanto il presidente promosse sempre nel 2001 un referendum, per allungare il termine del mandato presidenziale: il referendum fu vinto con il 98,4% dei votanti a favore. Venne confermato per la terza volta nel 2003 con il 95,3% dei voti. Nel gennaio 2005 è sfuggito ad un probabile attentato alla sua vita, durante una sua rara apparizione pubblica a Conakry. Nel frattempo la corruzione ha raggiunto livelli altissimi, e la situazione economica non mostra grandi miglioramenti. Nel gennaio 2007 è cominciato un periodo di protesta generale a livello nazionale, che ha portato migliaia di guineani in piazza a protestare contro il presidente e il suo ormai lunghissimo mandato. Le proteste si sono fermate il 27 gennaio, dopo forti scontri tra manifestanti e polizia, che hanno causato circa 90 morti e 300 feriti[4]. Sull'orlo di una guerra civile e in crisi politica, la Guinea vede ormai sempre più prossima la possibilità di un radicale cambiamento politico. Il contestato presidente Lansana Conté ha nominato nel febbraio 2007 come nuovo primo ministro Eugene Camara, suo stretto collaboratore. Tale decisione è stata avversata duramente dall'opposizione. Il 1 marzo 2007 è diventato primo ministro Lansana Kouyatè, molto più gradito del predecessore: la sua nomina è stata approvata dagli oppositori del presidente[5]. Le proteste terminarono proprio grazie alla nomina di Kouyatè, poiché come imprescindibile condizione per la fine delle contestazioni vi era la scelta di un primo ministro che venisse approvato dalla popolazione[6]. Nonostante questo, Contè stesso ha detto che la nomina di Kouyatè non è derivata da pressioni ed ha affermato di esser soddisfatto dell'operato del primo ministro[7]. Come accennato prima, si temette la guerra civile: Stati Uniti e Unione Europea espressero la loro preoccupazione per i fatti di quei giorni e l'Unità di Crisi Internazionale ha chiarito che un Guinea eventuale conflitto civile guineano avrebbe compromesso la stabilità dei paesi confinanti[8]: proprio riguardo a ciò Lansana Contè ha incontrato il 20 febbraio il presidente della Liberia Ellen Johnson-Sirleaf e il presidente del Sierra Leone Ahmad Tejan Kabbah[9]. Il 23 dicembre 2008, a 74 anni, Conté è morto al termine di una grave malattia. La mattina del 23 dicembre l'esercito guineiano attua un colpo di stato militare sospendendo ogni attività politica e sindacale e sciogliendo l'Assemblea Nazionale e sospendendo la costituzione. Il 24 dicembre il Capitano Moussa Dadis Camara, in precedenza responsabile dei carburanti per le forze armate, si è posto alla guida dello Stato dell'Africa occidentale, annunciando le elezioni per il 2010. Nel novembre 2010 per la prima volta dopo più di 50 anni si sono svolte elezioni giudicate relativamente libere e trasparenti. Da queste elezioni esce vincitore il leader del partito d'opposizione Alpha Condé, che diventa Presidente e promette riforme per il Paese. Geografia Morfologia La Guinea si estende su un'area di 245.857 chilometri quadrati, poco più grande di quella del Regno Unito. Il paese si trova nella regione dell'Africa occidentale, poco più a sud della fascia del Sahel. Confina con la Guinea Bissau per 386 km, il Mali per 858 km e il Senegal per 330 km a nord, Mali e Costa d'Avorio per 610 km a est, e Sierra Leone per 652 km e Liberia per 563 km a sud; affaccia a ovest sul golfo di Guinea. Geograficamente ricca di diversità, la Guinea risulta molto varia sotto il profilo geografico. Il paese è diviso in quattro regioni principali: la Bassa Guinea, una stretta striscia costiera; la Guinea Centrale, una regione interna pastorale, caratterizzata da forti escursioni termiche; l'Alta Guinea si trova a nord, copre anche alcune aree di Sierra leone, Costa d'Avorio e Liberia e l'ambiente è quello della savana; e la Guinea delle foreste, che è appunto una zona con un grande patrimonio forestale e nella quale abbondano le piogge: anche per questo è la parte più popolata del paese e ha addirittura problemi di sovrappopolamento. In questa regione ripararono molti rifugiati scappati in seguito alle guerre civili in Sierra Leone, Liberia e Costa d'Avorio. Nella Guinea centrale vi è la regione del Fouta Djalon, abitata più che altro dall'etnia Fula. Tale regione, ricca di acque e situata ad un'altitudine di circa 900 metri, è la più importante del paese. Idrografia Molti fiumi attraversano la Guinea. Alcuni di questi sono Konkourè, Moa, Saint Paul, Saint John, Sankarani, Koro, Corubal, Gambia. I due fiumi più imoportanti sono Bafing (secondo per lunghezza); il Niger è il più lungo. Ha due affluenti: Bala e Milo; sfocia a delta nel Golfo di Guinea. Clima La Guinea, poco a nord dell'equatore, ha ovviamente un clima tropicale nelle zone costiere e anche in buona parte di quelle interne. La stagione delle piogge dura da aprile a novembre, e presenta temperature abbastanza alte ed elevata umidità. Al contrario, da novembre a marzo si ha una stagione secca, dannosa per lo sviluppo della vegetazione. Nonostante questo, piove in media 11 mesi su 12; all'estremo nord-est la stagione secca ha però una durata superiore: le zone settentrionali, essendo vicine alla fascia del Sahel, sono minacciate dalla siccità. Ma oltre questa, diversi sono i problemi ambientali: soprattutto nelle vicinanze della regione del Sahel avanza la desertificazione, e anche la deforestazione grava sul territorio. Infine, il suolo è danneggiato da inquinamento ed erosione. Notevoli le risorse del sottosuolo: anzitutto bauxite, ma anche ferro e diamanti. 5 Guinea 6 Popolazione Demografia La popolazione guineana conta 9.947.814 abitanti (luglio 2007). Il tasso annuo di crescita demografica è stato del 2.62% nel 2007, con un tasso di natalità del 41% e di mortalità del 15%. La mortalità infantile è altissima, miete 90 vittime ogni 1.000 nati vivi. Questo dato è in lento miglioramento, ma riflette una situazione sanitaria veramente critica. Breve l'aspettativa di vita: 50 anni per le donne e 48 per gli uomini. La popolazione è in continua crescita ed è in gran parte rurale: a parte Conakry le città non sono molto abitate. La densità è di 38 abitanti per chilometro quadrato, bassa ma irregolare: gli abitanti del paese si Conakry. concentrano specialmente nella regione delle foreste, dove sono affluiti molti rifugiati dalla Sierra Leone, dalla Costa d'Avorio e dalla Liberia durante le guerre civili in questi paesi. E sono proprio i rifugiati a variare ulteriormente la composizione etnica, linguistica e religiosa della Guinea. L'istruzione deve fare molti passi avanti: al 2005 l'analfabetismo tocca il 59% dei guineani. La situazione sanitaria sembra però migliorata dall'Iniziativa di Bamako, nel 1987, che ha portato un miglioramento dei principali indicatori sanitari[10]. Ma un grave problema è rappresentato dall'Aids, alla cui diffusione concorre anche la poligamia[11]. Etnie Nella Guinea la popolazione comprende 24 gruppi etnici. I più diffusi sono i Fula, che formano il 40% della popolazione e abitano soprattutto nella regione montuosa del Futa Gialòn. Il secondo gruppo è quello dei Mandinka, noto anche come Mandinko: costituiscono il 30% degli abitanti del territorio. Abitano soprattutto nella parte centro-orientale, nelle regioni di Kankan e Faranah. I terzi per numero di individui sono i Soussou, la cui lingua è il Susu, formano il 20% della popolazione. Sono concentrati quasi tutti a Conakry e nella regione di Kindia. Altri gruppi si spartiscono il restante 10%. Lingue La lingua ufficiale è il francese, ma sono largamente diffuse le lingue locali, appartenenti alle diverse etnie che abitano il territorio: Fula, Maninka, Susu e Wolof sono gli idiomi locali tra i più parlati. Modesta la diffusione dell'arabo, però favorita dal forte seguito che l'Islam ha in Guinea. Il Susu, parlato a Conakry e nelle zone costiere, non è una lingua franca ma la sua diffusione è comunque notevole tra la popolazione. Donne di etnia Fula. Guinea 7 Religione La composizione religiosa della popolazione guineana è la seguente: • Musulmani 85% • Cristiani 10% • Credenze tradizionali 5% In seguito alla colonizzazione e alla diffusione dell'Islam, i culti tradizionali africani hanno subito un ridimensionamento molto deciso, ma sono comunque ancora praticati da una percentuale consistente degli abitanti. La componente cristiana è divisa tra varie confessioni, ma in maggioranza si tratta di cattolici romani. Ordinamento dello stato Suddivisione amministrativa e principali città La Guinea è amministrativamente organizzata in 7 regioni, che a loro volta si dividono in 32 prefetture. La capitale Conakry gode dello status di regione ed è una zona speciale, che ha una propria prefettura. Le regioni della Guinea, più la capitale, sono qui elencate: • • • • • • Bokè Conakry Faranah Kankan Kindia Labé • Mamou • Nzérékoré Prefetture Prendono il nome dal capoluogo: Beyla (Beyla) sup. km². 17.452 popol. 161.347 densità 9 Cap. ab. 12.100 Boffa (Boffa) sup. km². 5.003 popol. 141.719 densità 28 Cap. ab. 2.000 Boké (Boké) sup. km². 10.053 popol. 225.207 densità 22 Cap. ab. 12.000 Coyah (Coyah) sup. km². 5.576 popol. 134.190 densità 24 Cap. ab. 1.400 Dabola (Dabola) sup. km². 6.000 popol. 97.986 densità 16 Cap. ab. 11.200 Dalaba (Dalaba) sup. km². 5.750 popol. 132.802 densità 23 Cap. ab. 11.000 Dinguiraye (Dinguiraye) sup. km². 11.000 popol. 133.502 densità 12 Cap. ab. 5.200 Faranah (Faranah) sup. km². 12.397 popol. 142.923 densità 12 Cap. ab. 8.000 Forécariah (Forécariah) sup. km². 4.265 popol. 116.464 densità 27 Cap. ab. 10.600 Fria (Fria) sup. km². 2.175 popol. 70.413 densità 32 Cap. ab. 8.000 Gaoual (Gaoual) sup. km². 11.503 popol. 135.657 densità 12 Cap. ab. 6.400 Guéckédou (Guéckédou) sup. km². 4.157 popol. 204.757 densità 49 Cap. ab. 2.800 Kankan (Kankan) sup. km². 11.564 popol. 229.861 densità 49 Cap. ab. 161.341 Kérouané (Kérouané) sup. km². 468 popol. 106.872 densità 228 Cap. ab. 6.200 Regioni della Guinea. Guinea Kindia (Kindia) sup. km². 8.828 popol. 216.052 densità 24 Cap. ab. 187.607 Kissidougou (Kissidougou) sup. km². 8.872 popol. 183.236 densità 21 Cap. ab. 30.724 Koubia (Koubia) sup. km². 1.476 popol. 98.053 densità 66 Cap. ab. 8.500 Koundara (Koundara) sup. km². 5.500 popol. 94.216 densità 17 Cap. ab. 12.000 Kouroussa (Kouroussa) sup. km². 16.405 popol. 136.926 densità 8 Cap. ab. 12.200 Labé (Labé) sup. km². 3.991 popol. 253.214 densità 63 Cap. ab. 249.515 Lélouma (Lélouma) sup. km². 2.149 popol. 138.467 densità 64 Lola (Lola) sup. km². 4.219 popol. 106.654 densità 25 Cap. ab. 1.700 Macenta (Macenta) sup. km². 8.710 popol. 193.109 densità 22 Cap. ab. 28.100 Mali (Mali) sup. km². 8.800 popol. 210.889 densità 24 Cap. ab. 4.700 Marnou (Marnou) sup. km². 6.159 popol. 190.525 densità 31 Cap. ab. 35.700 Mandiana (Mandiana) sup. km². 15.456 popol. 136.317 densità 9 cap. ab. 9.100 Nzérékoré (Nzérékoré) sup. km². 3.781 popol. 216.355 densità 57 Cap. ab. 182.772 Pita (Pita) sup. km². 4.000 popol. 227.912 densità 57 Cap. ab. 17.200 Siguiri (Siguiri) sup. km². 23.377 popol. 209.164 densità 9 Cap. ab. 37.400 Télimélé (Télimélé) sup. km². 8.080 popol. 243.256 densità 30 Cap. ab. 26.000 Tougué (Tougué) sup. km². 6.200 popol. 113.272 densità 18 Cap. ab. 21.900 Yornou (Yornou) sup. km². 2.183 popol. 74.417 densità 34 cap. ab. 3.100 Circa tre quarti dei guineani abita in zone rurali, le città sono in genere poco abitate. La capitale Conakry, con una popolazione di circa 2 milioni di abitanti[12], costituisce un'eccezione. Altre notabili città sono Kankan, Labè e Kindia. Conakry ospita il Museo Nazionale di Guinea e ha un certo numero di attrattive che la rendono la più grande città del paese. Gli altri centri spesso si sviluppano intorno ad attività economiche di punta, come quella estrattiva. Nzérékoré, a sud, è la più importante città della parte forestale della Guinea, e nel 1996 aveva più di 100.000 abitanti. Istituzioni La Guinea è una repubblica presidenziale. Attualmente, il Capo di Stato è Lansana Contè, in carica dal 1984, e il Capo di Governo Lansana Kouyatè, dal 1º marzo 2007. Il presidente ricopre anche il ruolo di capo delle forze armate. Il potere esecutivo è in mano al presidente e ai membri del suo gabinetto, nominato da lui in persona. mentre l'Assemblea Nazionale detiene il potere legislativo. L'Assemblea Nazionale ha 114 membri eletti ogni quattro anni. La formazione politica governativa, il Partito dell'unità e del progresso, è quella dominante. Esistono partiti d'opposizione, ma non hanno serie possibilità di andare al governo. 8 Guinea 9 Forze armate Le spese militari assorbono l'1,7% del PIL nel 2007, meno rispetto al 2,9% dell'anno precedente. Dal 1997 il presidente Contè si occupa in prima persona delle forze armate, che si trovano sotto il controllo del Ministero della Difesa. Questa decisione gli parve opportuna dopo che nel febbraio del 1996 una massa di suoi contestatori aveva assaltato il palazzo presidenziale: una gestione diretta delle forze armate gli avrebbe permesso di dare maggiore stabilità al suo governo. Le forze armate della Guinea si dividono in quattro branche: • • • • Esercito, che conta 10.000 membri ed è la branca più grande Marina, conta 900 membri Aeronautica, di non più di 700 memrbi Gendarmeria, con funzioni riguardanti la sicurezza interna. Politica Politica interna Sotto la presidenza di Tourè, che si potrebbe definire una dittatura, il partito dominante fu ovviamente quello del presidente, il Partito democratico della Guinea. In questo periodo, fatto di abusi e violazioni dei diritti umani, molte furono le restrizioni per i mezzi di informazione e particolarmente chiusi risultarono i sistemi economico e politico: nel primo lo stato fu messo al centro di ogni attività, il secondo fu caratterizzato da un rigido monopartitismo. Il regime si dimostrò abbastanza debole nel mantenere il controllo del potere; morto Tourè, il panorama politico mutò radicalmente. Quello stesso anno, il 1984, con un colpo di stato Lansana Contè prese la guida del paese insieme a Diarra Traorè, suo aiutante nel golpe. Contè deplorò le violenze e le scorrettezze del suo predecessore, promettendo una nuova costituzione e la formazione di un sistema politico democratico e liberale, oltre che aperto a chiunque. Ma la situazione interna non parve cambiare: la costituzione non fu sostituita e il monopartitismo restò, ma questa volta con il partito di Contè, Partito dell'unità e del progresso. Nel 1985 Traorè tentò di rovesciarlo, il tentativo fallì ma espresse apertamente il malcontento popolare, sempre crescente. Sebbene non ci fosse il terribile scenario di Tourè e venissero anzi registrati seri miglioramenti per i diritti umani, non si parlò di democrazia se on nei primi anni novanta, quando furono finalmente concesse delle elezioni. Queste ultime non furono altro che plebisciti per Contè, spesso contestati o boicottati dall'opposizione. Nel 1989 venne finalmente data una nuova costituzione al paese, che aprì al multipartitismo e segnò la fine, una volta per tutte, del regime. Ma ciò è relativo: da una parte i partiti di opposizione esistono e sono permessi, ma dall'altro Contè è ancora presidente e non si nutre alcuna speranza per un passaggio di poteri, se non ad un suo fidato. Questo è avvalorato dal fatto che il presidente ha affermato di essere sopra tutti[7]. Nonostante questo il potere dello stesso Contè è instabile: nel 1996 l'assalto di una folla di rivoltosi ala palazzo presidenziale lo ha costretto a mettersi a capo dell'apparato militare, attività che svolge ancora, segno di una continua attesa di altre rivolte: che si sono verificate. La mobilitazione generale del gennaio 2007 ha messo in seria crisi non solo il sistema politico interno, ma anche e soprattutto la stabilità dell'intera regione. Politica estera Le politiche socialiste di Tourè lo avvicinarono al modello sovietico prima, a quello cinese poi. Nonostante la nazionalizzazione generale dell'economia la Guinea riuscì però ad attirare investimenti, e quindi flussi di capitali, dai paesi capitalisti, con i quali i rapporti non furono mai apertamente ostili. Dopo la presa di potere di Contè l'apertura ai paesi occidentali è stata molto più netta: Tourè aveva avuto con essi delle relazioni sempre ambigue ed altalenanti. Nel 1975 furono ristabilite normali relazioni diplomatiche con l'ex madrepatria francese e con la Germania. Guinea Molto più complicate sono state nel tempo le relazioni della Guinea con i paesi vicini. Tourè nei primi anni sessanta inaugurò una politica di collaborazione con i paesi africani, ma quest'opera fu vanificata dalle tensioni avute con il Ghana nel 1966: quell'anno un colpo di stato rovesciò il presidente Nkrumah, che trovò rifugio in Guinea. Proprio questo causò tra i due paesi non poche tensioni. La Guinea entrò in uno stato di isolamento a livello regionale, al quale il dittatore tentò di porre rimedio inserendo il paese nell'Organizzazione per la valorizzazione del Senegal. La Guinea ha continuato i suoi programmi di cooperazione regionale, costituendo con Ghana e Mali l'Unione degli Stati Africani e aderì alla Carta dell'organizzazione dell'unità africana. Nel 1978 furono riallacciati normali rapporti con Senegal e Costa d'Avorio. Dal 1990 il paese ha offerto asilo a circa 700.000 rifugiati scappati dalla Liberia, dalla Sierra Leone e dalla Guinea Bissau, in fuga dalle guerre civili di questi paesi. La Guinea fa parte dell'ONU, dell'Unione Africana ed è associata all'Unione Europea. Economia Le condizioni economiche della Guinea sono molto precarie: nel 2006 il 47% dei guineani viveva sotto la soglia di povertà. Il paese fa parte della lista dei Paesi Meno Sviluppati, stilata dalle Nazioni Unite. L'Indice di Sviluppo Umano, pari a 0,456, è uno dei più bassi del mondo ma ha fatto registrare un discreto incremento. Per il suo sviluppo economico il paese cerca di contare sulle proprie riserve di bauxite e tenta di migliorare l'agricoltura: le grandi potenzialità per migliorare il settore agricolo sono date da condizioni geografiche favorevoli, ma un ostacolo serio è rappresentato dalle infrastrutture generalmente carenti. L'inflazione ha raggiunto il 29% ed è in fase di aumento: nel 2003 era appena del 6%; non si hanno dati certi riguardo alla disoccupazione. L'economia guineana è stata caratterizzata negli ultimi anni da tassi di crescita ridotti: nel 2005 e nel 2006 il PIL è cresciuto rispettivamente dell'1% e del 2%, ma le previsioni per il 2007 sono del 3,7%, segnando così un lieve rialzo. Il debito estero risulta abbastanza oneroso, ma dal 2006 è cominciato un piano di risanamento che ha portato in quello stesso anno ad una sua diminuzione. Dagli anni novanta il governo ha deciso di ridurre il peso dello stato sull'economia, prima quasi interamente statalizzata, specialmente per le attività commerciali; molte le misure per incrementare gli investimenti esteri, attratti soprattutto per la porzione mineraria dell'economia. Tuttavia questi sforzi sono stati a volte resi vani da corruzione ed inefficienza, nati anche da una situazione sociale poco incoraggiante: sia il sistema sanitario che quello della pubblica istruzione si dimostrano spesso carenti. E proprio questo è segno di una maturità economica che non è mai arrivata nel settore dei servizi. L'agricoltura impiega oltre il 70% della popolazione attiva e contribuisce alla formazione di un quarto del prodotto interno lordo. I porgrami di sviluppo del governo agiscono soprattutto in questo apparato economico, ancora oggi basilare per la crescita dell'economia. La superficie coltivata è molto limitata, corrisponde [[solo al 3% di quella totale. Le colture più importanti sono quelle alimentari:riso, mais, sorgo]], manioca, patate e altro, la maggiore produzione è quella di riso. Altre coltivazioni sono riservate alle esportazioni, come caffè, ananas, agrumi, arachidi e palme da olio. Ma il settore primario si basa Palazzo del Popolo, Conakry. anche sull'allevamento, praticato in massima parte nella Guinea centrale, regione pastorale interno. Il patrimonio zootecnico è costituito soprattutto da ovini, caprini e volatili. La pesca, finalizzata ovviamente alla vivacizzazione del commercio, è in via di sviluppo, anche se la strada da fare per sensibili miglioramenti è ancora lunga. Godendo di un notevole patrimonio forestale, sono disponibili considerevoli risorse di legname, utilizzato perlopiù come combustibile. 10 Guinea Il settore secondario racimola pochi addetti ma contribuisce per il 38,2% alla formazione del PIL. La produzione industriale è in lenta crescita. Lo sviluppo di questo settore è molto mediocre, perché soffre della mancanza di manodopera adeguatamente qualificata, molte aziende sono gestite da capitali stranieri misti. Gli stabilimenti presenti nel paese sono dediti alla lavorazione dei prodotti agricoli e del legname. Il sottosuolo dispone di buone risorse, specialmente bauxite, ferro, diamanti, uranio, oro; petrolio e carbone sono totalmente assenti. Lavoro nei campi praticato con metodi La Guinea è il secondo produttore mondiale di bauxite, dopo tradizionali. l'Australia: i più importanti giacimenti si trovano a Bokè e Kindia. ma anche l'estrazione del ferro è ben sviluppata, nella penisola di Kaloum, nella regione di Bokè, è presente un giacimento che è tra i più grandi del pianeta. Nonostante queste potenzialità, l'arretratezza economica impedisce di poterle sfruttare appieno; dopo l'agricoltura, proprio l'industria, più nello specifico quella estrattiva, è stata al centro di grandi sforzi per lo sviluppo. Visti i molti fiumi interni, la Guinea sfrutta il proprio potenziale idroelettrico per quanto riguarda l'energia. Il terziario è irrilevante per numero di individui impiegati e per importanza economica, ma in realtà forma oltre il 36% della ricchezza nazionale; nel terziario, come spesso accade nei paesi in via di sviluppo, la mancanza di addetti è compensata da una produttività maggiore che in settori che assorbono una parte maggiore di popolazione attiva. Bauxite e diamanti dominano le esportazioni, che consistono anche nei prodotti agricoli da esportazione già citati (caffè, arachidi etc.); le importazioni consistono in beni strumentali, alimentari e materie prime. Dopo anni di lieve passivo, attualmente la bilancia commerciale è in leggero attivo. La valuta è il franco guineano. Trasporti La rete di trasporti è insufficiente. Metropolitane e servizio tranviario sono assenti, ma in compenso la Guinea dispone di 1.086 km di ferrovie, non tutte connesse fra loro. La rete locale si collega con quelle di Liberia, Senegal e Costa d'Avorio. La linea di collegamento con la Liberia ha un cambio di scartamento di 1.000 mm, ma ne è stato proposto uno di 1.435 mm[13]. Treni e ferrovie possono avere uno sviluppo maggiore grazie all'esigenza di trasporti per attività economiche come quella mineraria; la rete che collegava Conakry a Bamako (capitale del Mali) è stata abbandonata. Al 2006, i trasporti interni avvengono soprattutto per automobile. La rete stradale è di 30.500 km, dei quali solo poco più di 5.000 asfaltati. Il trasporto aereo non è interno ma solo internazionale; nella Guinea ci sono 15 aeroporti, Conakry possiede un aeroporto internazionale, a Gbessia. Le idrovie sono composte da 1.295 km di acque navigabili, i porti principali sono Conakry e Kamsar. Ambiente Nella divisione in regioni naturali si è già indicata la varietà dei paesaggi vegetali che caratterizzano la Guinea. A una zona anfibia lungo la costa dove si hanno formazioni di mangrovie succede la zona forestale che si stende fino ai primi rilievi. Si tratta di una foresta pluviale con alberi d'alto fusto, ricca anche di essenze pregiate come l'ebano. La foresta prosegue verso i rilievi con lembi che si addossano ai fiumi (foresta a galleria) e trapassa infine nella savana alberata e arbustiva (specie nella parte più settentrionale lungo il Niger). Nelle zone più elevate del Fouta Djalon essa lascia il posto alle praterie. La fauna è quella caratteristica dell'Africa occidentale e gli esemplari più tipici si trovano nella zona sudanese, nel bacino del Niger. Vi predominano elefanti, bufali e soprattutto grandi antilopi. Nelle foreste a galleria del versante oceanico del Fouta Djalon si trovano numerose scimmie, presenti anche nella zona forestale. Abbondanti ovunque sono gli insetti, tra i quali hanno grande importanza, per i riflessi sul popolamento umano, la mosca tse-tse e 11 Guinea 12 l'anofele. Arte Come molti paesi dell'Africa occidentale, la Guinea ha tradizioni molto ricche in molti ambiti culturali, come letteratura. Letteratura Le notevoli influenze arabe non hanno impedito all'etnia Fula, la maggiore del paese, di sviluppare una propria tradizione poetica, che si può dire molto ricca: temi principali, la morale e la religione; l'etnia Mandingo si distingue per i suoi cantastorie, che raccontano le vicende guineane in forma leggendaria. Il primo scrittore guineano è stato uno schiavo vissuto in Spagna, Juan Latino, che nel XVI secolo compose opere in latino. Varia anche la tradizione narrativa, che ha potuto contare, prima dell'indipendenza, sull'autore Keita Fodeba. Fodeba, attore noto nel paese, ha rappresentato con opere teatrali le leggende della sua terra. Dopo l'indipendenza il panorama letterario mutò, poiché molti autori preferirono alla dittatura di Ahmed Sékou Tourè l'esilio. Lo stesso Tourè fu un autore di saggi, e molte delle opere composte in Guinea sotto di lui furono caratterizzate da una propaganda ideologica sempre presente; gli esuli mostrarono nei loro scritti un certo impegno politico, denunciando apertamente le feroci dittature che opprimevano l'Africa. Tra questi si sono distinti Alioune Fantourè e William Sassine: il primo ha denunciato con Il cerchio dei tropici, del 1972, la lotta interna per il potere, il secondo con San signor Baly del 1973 mette in risalto gli affanni degli uomini che vivono in società che li annientano. Numerosi i saggisti, come l'etnologo I. A. Sow e lo storico I. Kakè. Forme di letteratura più moderne e vivaci hanno sostituito, solo in parte e gradualmente, quella tradizionale. Attualmente, gli autori più popolari sono quelli tornati dall'esilio dopo la fine di Ahmed Tourè. Sport Lo sport più popolare è il calcio: benché la nazionale non sia mai riuscita ad accedere alle fasi finali dei Mondiali, ha partecipato a ben otto finali della Coppa d'Africa ed è arrivata ai quarti di finale alle edizioni del 2004 e del 2006. L'attuale allenatore della nazionale è Quique Setien, ex giocatore spagnolo, proveniente dalla Cantabria, che ha giocato in vari club del suo paese come Casablanca, Atletico Madrid e Racing Santander. Ma non è diffuso solo il calcio: presso Conakry è molto popolare il nuoto, e nel Futa Gialòn è praticabile l'escursionismo, per via della natura montagnosa della regione. Voci correlate • • • • Conakry Storia della Guinea Franco guineano Croce Rossa della Guinea Note [1] [2] [3] [4] Per distinguerla dalla Guinea-Bissau. Accueil | guineeconakry.info (http:/ / www. guineeconakry. info/ index. php?action=read& item=1135190294)) http:/ / www. fsa. ulaval. calpersonel/ Vernag?leadership/ disk/ Guinee-dicateur-enfantshtm "Guinea union chief calls off strike" (http:/ / english. aljazeera. net/ NR/ exeres/ C8DD5F97-88B8-4225-B288-8B6043097E9B. htm), Al Jazeera, January 28, 2007. [5] (FR) Lansana Kouyaté à la primature: Conakry et la Guinée profonde en effervescence! (http:/ / www. aminata. com/ index. php?option=com_content& task=view& id=377& Itemid=48). Aminata, 27-02-2007. URL consultato il 14-08-2009. Guinea 13 [6] (EN) Guinea: Conté dichiara lo 'Stato d'assedio' (http:/ / allafrica. com/ stories/ 200702131052. html). All africa news, 13-02-2007. URL consultato il 14-08-2009. [7] "I'm still the boss, says ailing Conte" (http:/ / www. int. iol. co. za/ index. php?set_id=1& click_id=68& art_id=nw20070615161926460C916371), AFP, June 15, 2007. [8] "Guinea lifts curfew but violence persists" (http:/ / www. afrol. com/ articles/ 24327), AFROL, February 14, 2007 [9] Saliou Samb, "Nervous presidents gather for talks" (http:/ / www. int. iol. co. za/ index. php?set_id=1& click_id=68& art_id=qw1172003402244B256), Reuters (IOL), February 21, 2007. [10] (EN) Implementazione dell'Iniziativa di Bamako: strategie in Benin e Guinea (http:/ / www. ncbi. nlm. nih. gov/ entrez/ query. fcgi?cmd=Retrieve& db=PubMed& list_uids=10173105& dopt=Abstract). URL consultato il 14-08-2009. [11] (EN) Status dell'HIV/AIDS in Guinea, 2005 (http:/ / www. who. int/ hiv/ HIVCP_GIN. pdf) (pdf). World Health Organisation. URL consultato il 14-08-2009. [12] "Background Note: Guinea" (http:/ / www. state. gov/ r/ pa/ ei/ bgn/ 2824. htm). Bureau of African Affairs, U.S. Department of State, January 2007. Accessed February 24, 2007. [13] Janes World Railways 2002-2003 p182 Collegamenti esterni • Scheda della Guinea dal sito Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?guinea) - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI • (EN) Wolof Language (http://www.omniglot.com/writing/wolof.htm) Educational site on Wolof, a language of Senegal and Guinea • Permanent UN Mission of the Republic of Guinea (http://www.un.int/guinea/) • (FR) Guinéenews - Formerly Boubah.com (http://www.guineenews.org/) Latest news about Guinea - Updated breaking news about the Republic of Guinea. • (FR) Aminata.com (http://aminata.com/) Online news source concerning Guinea • (EN) CIA World Factbook - Guinea (https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/gv. html) • (EN) BBC News Country Profile - Guinea (http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/africa/country_profiles/ 1032311.stm) Altri progetti • • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Guinée Wikinotizie contiene notizie di attualità: http://it.wikinews.org/wiki/Guinea Conakry 14 Conakry Conakry Kɔnakiri Stato: Coordinate: Abitanti : Guinea 9°31′00″N 13°42′00″W9.516667°N 13.7°O [1] Coordinate: 9°31′00″N 13°42′00″W9.516667°N 13.7°O [1] 1.857.153 (2008) Conakry Conakry (o anche Konakry, in alinké Kɔnakiri) è la capitale e la città più abitata della Guinea. Porto sull'Oceano Atlantico, e si sviluppa sul lembro settentrionale dell'isola Tombo. Storia Secondo la leggenda, il nome della città sarebbe frutto dell'unione del nome Cona, un tipo di vino locale prodotto dalla popolazione Baga, e la parola Nakiri, che significa l'altra riva. Conakry in Guinea Conakry 15 Conakry si sviluppò sull'Tombo all'estremità della penisola di Kaloum, alla quale è oggi collegata da un istmo, e sulla quale la città si è espansa. Conakry venne fondata dopo che i britannici cedettero l'isola alla Francia nel 1887. Divenne la capitale della Guinea Francese attorno al 1904 e prosperò come porto per le esportazioni guadagnandosi il nome di Parigi d'Africa, in particolare il suo sviluppo crebbe quando venne attivata la ferrovia (oggi chiusa) che la collegava a Kankan. Nel 1970 il conflitto tra l portoghesi e le forze dell'Partito Africano per l'Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC) nella confinante Guinea Portoghese (ora Guinea-Bissau) si spostò nella Repubblica di Guinea quando un gruppo di circa 350 soldati portoghesi sbarcarono vicino a Conakry, attaccarono la città e liberarono centinaia di prigionieri di guerra tenuti lì dal PAIGC. Monumento celebrativo della vittoria del 1970 sugli invasori portoghesi Conakry oggi Oggi la città è cresciuta lungo la penisola, formando cinque distretti principali. Partendo dalla punta della penisola questi sono Kaloum (il centro città), Dixinn (che ospita l'Università di Conakry e molte ambasciate), Ratoma (nota per la sua vita notturna), Matam e Matoto, dove si trova l'aeroporto Gbessia. Tra le attrazioni della città troviamo il Museo Nazionale della Guinea, diversi mercati, il Guinea Palais du Peuple, la Moschea Grande di Conakry, oltre alla sua vita notturna e alle vicine Iles de Los. La città è famosa per i suoi giardini botanici. Oltre all'università in città ha sede l'Istituto Politecnico di Conakry. Il sistema di numerazione delle strade di Conakry etichetta tutte le strade con KA, seguito da un numero a tre cifre: dispari per le strade orientate in direzione nord-sud, pari per quelle in direzione est-ovest (ad esempio KA002). Economia Conakry è la più grande città della Guinea e ne è il centro amministrativo, economico e delle comunicazioni. L'economia della città ruota attorno al porto, dotato di moderne strutture per la gestione e il carico dei cargo, attraverso i quali vengono imbarcati alluminio e banane. L'industria prevalente è quella alimentare e automobilistica. Personalità legate a Conakry • Alhassane Keita (1983), calciatore. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Conakry Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Conakry& language=it& params=9. 516667_N_-13. 7_E_ Storia della Guinea Storia della Guinea Epoca precoloniale Prima dell'arrivo degli Europei, l'Africa Occidentale conobbe un lungo periodo caratterizzato dal succedersi di grandi imperi, molti dei quali estesero la loro influenza al territorio che corrisponde all'odierna Guinea. Fra questi si possono citare l'Impero Ghana, l'impero Sosso (XII-XIII secolo), e l'Impero Mali. Si ritiene che questi regni e imperi fossero di etnie di origine bantu, sebbene molti di essi appartenessero di fatto al mondo arabo, spesso intrattenendo rapporti espliciti di vassallaggio con regni arabi del Nordafrica. Per esempio Mansa Musa, imperatore di Mali, fece nel 1235 circa un famoso viaggio di pellegrinaggio (hajj) alla Mecca. Uno degli ultimi imperi dell'Africa Occidentale fu quello Impero Songhai, che prosperò fino a circa metà del XVI secolo, per poi cadere di fronte a un esercito di invasione proveniente dal Marocco (battaglia di Tondibi, 1585). Dal crollo dell'impero Songhai nacquero numerosi piccoli regni, tra cui quello di Fouta Djallon, nella Guinea centrale, fondato da musulmani di etnia Fulani. Questo regno sopravvisse come stato indipendente dal 1735 fino al 1898. Colonizzazione francese Durante il colonialismo, la costa della Guinea conobbe le razzie dei mercanti di schiavi Europei. Tuttavia, fu solo a metà del XIX secolo i Francesi diedero inizio a una vera e propria conquista militare della regione. Nel 1898 i Francesi vinsero la battaglia decisiva contro Samori, imperatore dello stato di Ouassoulou, assicurandosi il controllo dell'intera regione. I confini attuali della Guinea sono frutto di un lungo processo di negoziazione fra la Francia, l'Inghilterra (che controllava la Sierra Leone), il Portogallo (che possedeva la Guinea-Bissau) e la Liberia. Durante l'occupazione francese, la Guinea era uno dei territori costituendi l'Africa Occidentale Francese, amministrata da un governatore insediato a Dakar. L'independenza e il regime di Touré Nel 1958, con il crollo della Quarta Repubblica Francese, le colonie francesi ebbero l'opportunità di scegliere fra una posizione di autonomia nel contesto della Comunità Francese o l'indipendenza immediata. A differenza della maggior parte delle altre colonie, la Guinea votò in modo netto per l'indipendenza. Questa decisione fu influenzata dal forte consenso popolare riscosso da Ahmed Sékou Touré, indipendentista e leader del Partito Democratico della Guinea (PDG), che aveva conquistato 56 seggi su 60 nelle elezioni territoriali del 1957. Il 2 ottobre 1958 la Guinea si autoproclamò repubblica indipendente e sovrana, e Touré ricevette l'incarico come primo presidente. Il rimpatrio dei molti francesi presenti in Guinea sottrasse al paese molti capitali e gran parte della funzionalità delle sue infrastrutture. Il governo di Touré adottò una linea politica socialista, allineandosi prima all'Unione Sovietica e poi alla Cina. Ciononostante, la Guinea continuò a ricevere aiuti e investimenti da diversi paesi occidentali, quali gli Stati Uniti e ovviamente la Francia. Come in molti altri stati africani nel periodo postcoloniale, la Guinea divenne rapidamente una dittatura con un solo partito politico legale, un'economia chiusa, e un regime autoritario e oppressivo. Touré, che inizialmente aveva mostrato di voler perseguire il dialogo fra le diverse etnie del paese, iniziò ad accentrare le posizioni di potere nelle mani di rappresentanti della sua etnia (Malinké). Complessivamente, il governo di Touré ebbe l'effetto di condurre l'economia della Guinea al collasso e di isolare il paese persino rispetto ai vicini stati africani socialisti. 16 Storia della Guinea Amministrazione Conté Touré morì il 26 marzo 1984 durante un intervento al cuore in una clinica degli Stati Uniti. Fu sostituito dal Primo Ministro Louis Lansana Beavogui, che rimase in carica solo pochi giorni; il 3 aprile 1984, infatti, una giunta militare guidata da Lansana Conté e Diarra Traoré prese il potere con un colpo di stato incruento. Conté divenne presidente, e dichiarò immediatamente di voler riparare i danni fatti dal precedente governo. Furono liberati oltre 250 prigionieri politici e circa 200.000 persone rientrarono dall'esilio. Nel 1992 Conté annunciò la fine del regime militare e indisse una elezione presidenziale (nel 1993) e parlamentare (nel 1995), vincendole entrambe col suo Partito di Unità e Progresso. Nel settembre del 2001 uno degli oppositori di Conté, Alpha Condé, fu imprigionato e poi esiliato con l'accusa di aver agito contro la sicurezza del paese. Nello stesso anno Conté vinse un referendum con il quale si prolungava la durata della carica presidenziale, e nel 2003 vinse nuovamente le elezioni (boicottate dall'opposizione). Bibliografia • (DE) Adama Sow: Chancen und Risiken von NGOs - Die Gewerkschaften in Guinea während der Unruhen 2007 [1] - EPU Research Papers: Issue 03/07, Stadtschlaining 2007 Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:History of Guinea Note [1] http:/ / www. aspr. ac. at/ epu/ research/ rp_0307. pdf 17 18 Mali Mali Mali (dettagli) (dettagli) Un popolo, un obiettivo, una fede Dati amministrativi Nome completo Repubblica del Mali Nome ufficiale République du Mali (fr) Mali ka Fasojamana (bm) Lingue ufficiali Francese Capitale [1] Bamako (1.809.106 ab. / 2009) Politica Forma di governo Repubblica presidenziale Capo di Stato Amadou Toumani Touré Capo di Governo Indipendenza Ingresso nell'ONU Cissé Mariam Kaïdama Sidibé dalla Francia nel 1960 1960 Superficie Totale % delle acque 1.240.142 km² (23º) 1,6 % Mali 19 Popolazione [2] Totale 14.517.176 Densità 10,9 ab./km² ab. (2009) (68º) Geografia Continente Africa Fuso orario UTC +0 Economia Valuta PIL (PPA) PIL pro capite (PPA) ISU (2010) Franco CFA 15.902 milioni di $ (129º) 1.252 $ (2010) (159º) 0,308 (basso) (160º) Varie TLD .ml Prefisso tel. +223 Sigla autom. RMM Inno nazionale Pour l'Afrique et pour toi, Mali Festa nazionale Il Mali (in francese République du Mali) è uno stato (1.240.142 km², 14.517.176 abitanti[2]; capitale Bamako) dell'Africa occidentale situato all'interno e senza sbocchi sul mare. Il Mali confina a nord con l'Algeria, ad est il Niger, a sud con il Burkina Faso e la Costa d'Avorio, a sud-ovest con la Guinea e ad ovest con il Senegal e la Mauritania. Il suo territorio, per la maggior parte pianeggiante, è costituito al nord da deserto, al sud dalla savana. Mali 20 Geografia Il Mali confina a ovest con il Senegal e la Mauritania, a nord con l'Algeria, a est con il Niger ed a sud con il Burkina Faso, la Costa d'Avorio e la Guinea. Morfologia e Idrografia Una prima zona morfologica, a Nord, è costituita dagli altipiani sedimentari sahariani tra i quali predomina il vasto massiccio dell' Adrar des Ifoghas, articolato in rilievi tabulari di scarsa altitudine, confinanti con ampie superfici sabbiose. Quest'area è quasi completamente priva di corsi d'acqua superficiali. La zona centrale del paese è una depressione occupata dal medio corso del Niger, che attraversa il Mali per 1800 km, in gran parte navigabili, e comprende nel suo bacino circa un quarto del paese. Proveniente dall'altopiano guineano, il Niger si impaluda nella depressione centrale in un ampio Savana - Zona meridionale dello stato, caratterizzata da arbusti sistema di laghi e bracci morti denominato Delta interno del Niger. L'ultima zona morfologica, a Sud, è costituita dalle propaggini settentrionali dell'altopiano guineano, unico grande declivio interrotto dalle vallate del Niger e dei suoi affluenti e dalla grande pianura di Kaarta a Sud-Ovest. Clima Data la latitudine, la presenza del deserto in gran parte del suo territorio, il fatto che non ha sbocchi sul mare, il Mali ha un clima subtropicale e arido. Durante la stagione secca, dal Sahara si levano sovente roventi ondate che provocano siccità ricorrenti. Popolazione Demografia La densità media di popolazione è molto bassa, e si innalza solo nelle regioni centromeridionali (soprattutto Sikasso e Ségou, con circa 30 ab./km²) dove si concentrano i 3/4 dei maliani e la totalità della popolazione urbana (circa 1/3 degli abitanti). Al contrario, nelle regioni sahariane del nord, che occupano oltre il 60% del territorio, la rarefazione demografica è massima. Il forte incremento demografico (superiore al 3% annuo a causa di un indice di fecondità di oltre 6 figli per donna) alimenta intensi flussi migratori, sia stagionali verso il Senegal (e prima della crisi del 2002, anche verso la Costa d'Avorio) sia verso l'Europa; molto alto è il numero degli emigrati stabili (800.000 ca); la comunità più numerosa vive in Francia (32.000 persone nel 2003). Il Mali si colloca nelle ultimissime posizioni (174°) della graduatoria dell'Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite. Le condizioni di vita sono precarie per la maggior parte della popolazione, come attestano l'alta mortalità infantile (122‰), la bassa speranza di vita (48 anni), l'elevato tasso di analfabetismo (81%) e le carenti condizioni igienico sanitarie che favoriscono il diffondersi di epidemie (per esempio di colera), il persistere di parassitosi e la propagazione dell'AIDS. Fiume Niger - Isole sabbiose instabili nei pressi di Koulikoro Mali 21 Etnie Bambara, Bozo, Dogon, Malinke, Sarakollé (Soninke), Songhai, Touareg Lingue Il francese è l'unica lingua ufficiale,è parlata ovunque e serve come lingua degli affari e del commercio, grazie alla scolarizzazione sempre maggiore e l'esplosione demografica, il francese cresce e le altre lingue minoritarie cominciano a scomparire. Nel paese è parlata anche la lingua tuareg nel nord.La lingua Bambara un tempo la più diffusa si sta ridimensionando drasticamente negli ultimi anni grazie alla diffusione del francese tra la popolazione e nell'Africa francofona in particolare. In alcune zone del paese il Soninke. Il Mali è pure membro dell'OIF. Pescatori Bozo Religione Musulmani (80%, in maggioranza sunniti), animisti (18%), cristiani (1%), altri (1%). Le circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche consistono in un'arcidiocesi con sede a Bamako, avente cinque diocesi suffraganee: Kayes, Mopti, San, Ségou e Sikasso. Fulbe. Conosciuti anche come Peul o Fulani, sono il secondo gruppo etnico maliano per quantità Storia Il Mali possiede una storia ricca e relativamente conosciuta. Il suo territorio è stato sede di tre grandi imperi: l'Impero del Ghana, l'Impero del Mali e l'Impero Songhai. I francesi iniziarono la colonizzazione del suo territorio nel 1864 e nel 1895 venne integrato nell'Africa Occidentale Francese con il nome di Sudan francese. Mansamusa, imperatore del Mali nel XIV secolo La Repubblica Sudanese e il Senegal proclamarono la loro indipendenza dalla Francia nel 1960 con il nome di Federazione del Mali. Appena alcuni mesi dopo il Senegal si separò e la Repubblica Sudanese prese il Mali 22 nome di Mali. Nei mesi seguenti fu eletto primo presidente della nazione Modibo Keita che in poco tempo instaurò un regime con partito unico, di orientamento marxista: Keita avviò una serie di disastrose iniziative economiche e politiche che piegarono l'economia del paese e resero fortemente impopolare il regime stesso. Nel 1968 Keita fu deposto con un sanguinoso colpo di stato militare che portò al potere Moussa Traoré. Nel 1991 Traoré fu spodestato da un colpo di stato, ma i militari anziché prendere le redini del paese decisero di formare un governo di transizione civile che portò nel 1992 alle prime elezioni democratiche, con Alpha Oumar Konare eletto presidente. Dopo la sua rielezione nel 1997, Konare continuò le riforme politiche e economiche, lottando contro la corruzione. Alla fine del suo secondo mandato, limite costituzionale per un presidente, fu sostituito nel 2002 da Amadou Toumani Touré che venne rieletto nel 2007 Ordinamento dello stato In base alla costituzione del 1992, il Mali è una repubblica parlamentare, con regime semipresidenziale. Il Capo dello Stato, che nomina il primo ministro, viene eletto a suffragio universale diretto con mandato quinquennale. L'Assemblea Nazionale (160 membri eletti ogni 5 anni, di cui 13 eletti dai maliani residenti all'estero) detiene il potere legislativo e il controllo sul governo. La pena di morte è stata sospesa nel 2002. Il paese è membro di ONU, Ua, WTO, Oci; fa parte dei paesi Acp e di organizzazioni regionali come l'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale (Waemu/Uemoa) e la Comunità Economica dell'Africa Occidentale (Cedeao/Ecowas). Suddivisioni storiche e amministrative Il Mali è suddiviso in otto regioni, più il distretto della capitale. Le regioni sono poi divise in 49 circondari (cercles). I circondari e il distretto della capitale sono divisi in 703 comuni (communes). Regioni del Mali Mali 23 Regioni Regione Capoluogo Abitanti Area km² Abitanti regione Densità Gao Gao 30.863 321.996 461.000 1,5 Kayes Kayes 49.431 197.760 1.093.000 5,5 Kidal Kidal 16.923 260.000 85.695 0,3 Koulikoro Koulikoro 16.134 89.833 1.170.000 13 Mopti Mopti 53.885 88.752 1.416.000 15,9 Ségou Ségou 64.890 56.127 1.316.000 23,4 Sikasso Sikasso 47.030 76.480 1.383.000 18,1 20.483 408.927 601.000 1,5 267 863.000 3232,2 Timbuctu Timbuctu Bamako Bamako Città principali • Bamako, la capitale • Aguelhok, Almoustarat, Andéramboukane, Anefis, Ansongo, Aourou, Araouane. • Bafoulabé, Ballé, Banamba, Bandiagara, Bankas, Bénéna, Bla, Bourem, Bouressa. • Diafarabé, Dialafara, Diamou, Didiéni, Diéma, Dilly, Dinagourou, Dioila, Dioura, Diré, Djenné, Doro, Douentza, Douna, Dyero. • Fana, Faléa, Faraba, Filamana. • Gao, Garalo, Gossi, Goundam, Gourma-Rharous. • Hombori. • I-n-Kak, I-n-Tabezas, I-n-Tallak. Kati • Kadioto, Kanioumé, Kaogaba, Kati, Kayes, Ké Maina, Kéniéba, Kidal, Kinyan, Kita, Kofo, Kolondiéba, Kona, Konenzé, Koulikoro, Koundian, Koury, Koussané, Koutiala, Ktéla, • Manankoro, Markala, Ménaka, Mopti, Mourdiah. • Nangaré, Nampala, Nara, Niafounke, Niono, Nioro du Sahel, Nyamina. • Ouatagouna, Ouolossébougou. • San, Sandaré, Sébékoro, Séféto Ouest, Ségou, Sévaré, Siby, Sikasso, Sokolo. • Taoudenni, Telatai, Ténenkou, Tessalit, Ti-n Essako, Timetrine, Timbuctu, Tominian, Toukoto. • Yanfolila, Yélimané, Yorosso. Mali 24 Istituzioni Istruzione • Tasso di alfabetizzazione: 43% (2005) • Studenti universitari: 6.073. Sanità Il sistema sanitario locale deve fronteggiare quotidianamente la malaria e la situazione generale del paese lascia aperti ampi spazi anche alla febbre gialla: inoltre molte malattie, trasmesse con il cibo e le bevande, si manifestano sotto forma di diarrea e di dissenteria: nel paese, oltre al tifo e alle epatiti sono molto diffuse le malattie da vermi intestinali, le dissenterie e la giardiasi. Il problema principale è quindi quello dell'acqua potabile e un deciso piano per la potabilizzazione delle acque e di distribuzione delle stesse permetterebbe di per sé di risolvere almeno in parte i problemi derivanti da questa situazione. Lo stato, in fatto di sanità, spende circa 5 dollari per abitante e ciò denota anche la mancanza di medici messi a disposizioni delle popolazioni: cifra esigua ed inadeguata alle reali necessità della popolazione. Ma adeguati progetti legati non solo alla progettazione ma anche alla effettiva realizzazione di piccole unità ospedaliere lungo il Niger potrebbero risolvere parte dei problemi (produzione di energia, di acqua potabile, di acqua per irrigazione e così via). È segnalata inoltre la presenza di filariosi, di focolai endemici di oncocercosi, della leishmaniosi cutanea e viscerale (più frequenti nelle zone aride), della tripanosomiasi (soprattutto in zone rurali), le febbri ricorrenti, il tifo da pidocchi, pulci o zecche e le febbri emorragiche di natura virale. Anche la tungosi è diffusa come la schistosomiasi (malattia dovuta a un parassita presente nelle acque dolci). Politica Dal 1991 la costituzione ha subito cambiamenti che hanno consentito la creazione di un sistema pluripartitico; l’assemblea nazionale è composta da 147 membri eletti ogni 5 anni a suffragio universale. Il capo dello stato è Amadou Toumanì Touré (soprannominato ATT), presidente del Mali dal maggio 2002, eletto democraticamente dopo la fine del mandato e le dimissioni di Alpha Oumar Konaré e rieletto nel 2007. A partire dall’autunno del 2008 si sono riacutizzate le tensioni nel Nord del paese tra il gruppo etnico Tuareg (accusato di sostenere la ribellione ancora latente nella regione di Kidal, al confine con quella di Gao) e le etnie maggioritarie nel paese. Violenze e intimidazioni contro elementi Tuareg da parte di ex miliziani Amadou Toumani Toure, Presidente del Mali dal 2003 filo-governativi si sono ripetuti senza che le autorità intervenissero a difesa delle vittime. La situazione resta tesa: si attendono gli esiti delle elezioni amministrative, previste per aprile 2009, sperando che il loro passaggio riporti la calma. Il 3 aprile 2011 il presidente Amadou Toumani Touré,dopo le dimissioni di Modibo Sidibe e di tutta l’equipe governativa, ha nominato capo del governo Cissé Mariam Kaïdama Sidibé prima donna della storia a ricoprire tale incarico in Mali. Mali 25 Relazioni estere e militari L'orientamento delle relazioni estere del Mali è diventato sempre più pragmatico e filo-occidentale nel corso del tempo. [3] Poiché con l'instaurazione nel 2002 di una forma democratica di governo, le relazioni del Mali con l'Occidente in generale e con gli Stati Uniti, in particolare, sono notevolmente migliorate.[3] Il Mali ha un rapporto ambivalente di lunga data con la Francia, ex potenza coloniale [3]. Il Mali è attivo in organizzazioni regionali come l'Unione Africana. [3] Lavorare per controllare e risolvere i diversi conflitti regionali, come quelli in Costa d'Avorio, Liberia e Sierra Leone, è uno dei principali Il President maliano, Amadou Toumani Touré, obiettivi della politica estera del paese [3]. Il Mali si sente minacciato con ex Presidente americano George W. Bush dalle potenziali ripercussioni dei conflitti nei paesi limitrofi, e le [3] relazioni con i vicini sono spesso difficili . L'insicurezza lungo i confini del nord, tra banditismo transfrontaliero e il terrorismo, rimangono questioni fortemente problematiche delle relazioni regionali [3]. Le forze armate del Mali consistono di un esercito, che comprende le forze terrestri e forze aeree [4], nonché i paramilitari della Gendarmeria e della Guardia Repubblicana, che sono tutti sotto il controllo del Ministero della Difesa edei Veterani del Mali, guidato da un civile.[5] L'esercito è sottopagato,male equipaggiato, e necessita di una razionalizzazione [5]. L'organizzazione della struttura delle forze armate ha sofferto molto l'incorporazione delle forze irregolari dei Tuareg nel proprio organico regolare a seguito di un accordo del 1992 tra il governo e le forze ribelli Tuareg. [5] L'esercito ha generalmente mantenuto un profilo basso, con la transizione democratica del 1992. Il presidente in carica, Amadou Toumani Touré, è un ex generale dell'esercito e come tale gode di ampio sostegno in ambito militare. [5] Nella relazione annuale sui diritti umani per il 2003, il Dipartimento di Stato americano, il controllo civile nominale delle forze di sicurezza è generalmente efficace, ma ha osservato alcuni "casi in cui elementi delle forze di sicurezza hanno agito in modo indipendente dell'autorità di governo".[5] Le potenze occidentali come gli Stati Uniti aiutano le forze armate del Mali con la formazione del personale militare e la dotazione di attrezzature e armi. .[6][7] Economia L'economia è prevalentemente agricola e i raccolti dipendono quasi interamente dall'irrigazione e dalle piene stagionali del Niger e dei suoi affluenti. La coltivazione di generi destinati al fabbisogno alimentare occupa circa l'86% della popolazione attiva; le colture principali sono il miglio, il riso, il sorgo, il mais, le arachidi, il cotone e la canna da zucchero. La popolazione del nord è votata soprattutto all’allevamento estensivo e transumante di copiose greggi che popolano tutta la fascia del Sahel; lungo il corso del fiume Niger la pesca è una delle attività più praticate assieme all’orticoltura: la pianura alluvionale del delta del Niger, durante la stagione invernale (settembre-dicembre) diventa una vera e propria risorsa irrigua. Da settembre a febbraio il Niger costituisce un canale di navigazione che taglia il paese da sud-ovest a nord-est, favorendo scambi commerciali di ogni sorta. Mali 26 Risorse Agricoltura La quasi totalità della popolazione attiva è occupata nell'agricoltura, settore che partecipa per il 46% alla formazione del prodotto nazionale lordo; tuttavia il terreno arabile e le colture arborescenti ricoprono meno del 2% del territorio. Oltre che per la scarsità di buoni terreni, il livello produttivo è generalmente molto basso per la piovosità insufficiente e comunque fortemente irregolare; si hanno poi ritardi ed errori dovuti alla organizzazione arcaica dell'attività agricola: al momento, neppure l'istituzione di un numero abbastanza considerevole di cooperative ha dato esiti Raccolta del cotone consistenti. Per quanto riguarda le coltivazioni tradizionali, destinate all'alimentazione locale e peraltro in larga misura decimate dalle tremende siccità che a più riprese hanno devastato il paese attorno alla metà degli anni settanta, prevalgono il miglio (6,9 milioni di q.), mentre il riso (3,7 milioni di q.), coltivato nelle zone irrigue del delta del Niger, è di introduzione recente, così come il mais. Importanti per l'alimentazione locale sono anche la manioca e la batata, nonché taluni ortaggi e legumi. Nelle zone irrigue si pratica in prevalenza un'agricoltura moderna e commerciale, in parte ad opera delle cooperative di contadini di recente istituzione. Disastrosi sono stati però i raccolti di 1980, 1982 e 1983 per i danni causati dalla siccità. Fra le colture predomina il cotone (2,4 milioni di q. tra fibra e semi), che è la principale voce dell'esportazione nazionale; seguono l'arachide (1,6 milioni di q.), il tè e la canna da zucchero. Altri prodotti destinati al commercio sono il tabacco, il karité o "albero del burro", il kapok, ecc. Purtroppo il paese non dispone di foreste, il legname è tutto importato attraverso il Burkina dal Ghana e dalla Costa d'Avorio ed i pochi sprazzi di foresta vengono distrutti per offrire legna da ardere alle genti del paese che non dispone di altra energia: degli sforzi dovranno essere fatti per arrestare la desertificazione con piantagioni di Curcas che fra le tante doti, coi semi, offrirà gas ed energia alle popolazioni del paese; sono solo prodotti discreti quantitativi di gomma arabica. Da rilevare poi il grave fenomeno del contrabbando di prodotti alimentari, avviati ai più vantaggiosi mercati della Costa d'Avorio, del Burkina Faso e del Senegal. Attori e politiche agricole Le strategie di valorizzazione del mondo rurale hanno sempre rivestito un ruolo fondamentale sia nelle politiche delle potenze coloniali che in quelle dello stato post-coloniale. Attualmente la Loi d'Orientation Agricole si articola attorno a cinque temi maggiori: • il primo descrive gli obiettivi generali e le strategie di sviluppo agricolo; • il secondo tratta delle questioni legate allo statuto dei lavoratori, delle exploitations agricoles, alle organizzazioni contadine e alla formazione professionale legata al settore primario, al fine di migliorare la qualità delle risorse umane e di rafforzare le organizzazioni agricole; • il terzo si rapporta ai fattori di produzione ovvero l’insieme delle attività e beni materiali che concorrono al miglioramento della produzione agricola (gestione razionale della terra, della risorse naturali, del finanziamento all’agricoltura, dell’accesso all’acqua, della realizzazione di infrastrutture e di equipaggiamento, di sostenere la ricerca agronomica); • il quarto concerne da una parte le strategie di sviluppo e dall’altra la promozione delle filiere e dei mercati (crescita produttiva nei diversi sotto settori, trasformazione dei prodotti e creazione di valore aggiunto, qualità dei prodotti agricoli, organizzazione del mercato interno, accesso ai mercati esteri); Mali 27 • il quinto tratta del quadro istituzionale che accompagnerà l’entrata in vigore della legge. Allevamento Allevatori nomadi Fiera del bestiame. Mercato allestito a Kambila La pesca viene effettuata solo sul fiume Niger, visto che il Mali è privo di sbocchi sul mare, ed è destinato esclusivamente all'autoconsumo della popolazione. Risorse minerarie Il Mali possiede estesi giacimenti di fosfati, oro, uranio, ferro,bauxite, manganese e sale, sebbene siano poco sfruttati a causa delle infrastrutture carenti. Molto più modesti i giacimenti diamantiferi situati nel sud-ovest del paese. Pesca nel Mali - piroga sul fiume Niger Industria L'industria del Mali presenta ancora i segni di un'industria arretrata e ancora molto legata al settore primario. Le industrie presenti sono concentrate quasi esclusivamente nelle vicinanze di Bamako e comprendono: industrie chimiche, tessili, alimentari, diamantifere e del cemento, oltre a quelle agroalimentari. L'industria garantisce il 26% delle entrate. Trasporti La rete dei trasporti del Mali è molto limitata e Bamako. La discarica di Bamako, uno dei rari esempi di terziario comprende, oltre a strade poco e mal asfaltate che collegano Bamako con Segou, l'utilizzo di imbarcazioni per spostarsi sul fiume Niger. Nel nord del paese si usano prevalentemente cammelli negli spostamenti. Mali 28 Un miglioramento delle comunicazioni aiuterebbe il Mali ad intraprendere un certo sviluppo, visto che molte delle attività terziarie si svolgono sulle poche strade esistenti e i cibi, facilmente deperibili, giungono nelle zone dove non è possibile la coltivazione in tempi molto lunghi, creando così anche problemi sanitari in quelle zone. Turismo Il turismo può contare su un buon numero di attrattive quali: la moschee in stile sudanese, la famosissima città di Timbuctu (Timbuctù) ed anche il deserto, situato nel nord del paese. Le entrate del turismo ammontano a 71 milioni di dollari, ed è in continua crescita, dato che nel 1995 erano solo 19 i milioni. I turisti crescono ad un ritmo annuale del 18.4%. Esportazioni Le esportazioni ammontano a 1.140 milioni dollari U.S.A., esse costituiscono il 36% del P.I.L. Importazioni le importazioni costituiscono il 41% del prodotto interno lordo e ammontano a 1.200 mil. $ U.S.A. Ambiente Le condizioni climatiche differenziate tra le plaghe del Nord e dell'Est e le rimanenti del Paese si riflettono anche sul paesaggio vegetale. Di pari passo con la progressiva diminuzione delle precipitazioni che si riscontra procedendo verso nord si verifica anche un progressivo impoverimento del paesaggio vegetale. In corrispondenza delle zone irrigate dal Niger e dal Senegal ed in quelle più favorite dalle precipitazioni, si è sviluppata la savana arborea con alberi (acacie gommifere, Tamarindus indica, baobab, ecc.) sovente di grandi proporzioni, inframezzati da formazioni erbose che in corrispondenza della zona deltizia del Niger si sono sviluppate in forme rigogliose. Allorché ci si allontana da queste regioni, subentra la savana con copertura di arbusti inframezzati da graminacee. Tra gli arbusti occorre ricordare la Capparis decidua che sul Niger, presso Tombouctou, assume forma arborescente. Nelle zone a precipitazioni più scarse del sahel alligna la steppa a piante xerofile e, con minor frequenza, erbacee, finché nelle regioni più settentrionali si presenta la tipica vegetazione sahariana a palme dattilifere, limitata alle oasi. In quanto alla fauna la savana è la sede dei grandi erbivori (giraffe, antilopi, elefanti) e dei carnivori (leoni, leopardi, ghepardi, licaoni, iene, genette, gatti selvatici, sciacalli). Nelle acque delle lagune, degli stagni e dei fiumi vivono ippopotami e coccodrilli. Nelle zone settentrionali troviamo anche la lince, la volpe bionda delle sabbie, il fennec. Comune in tutta la vasta regione desertica è, tra gli animali domestici, il dromedario, che non è però autoctono. Ricchissima è l'avifauna, che trova nelle zone anfibie del delta l'ambiente adatto, specie per trampolieri e palmipedi. Numerosi gli anfibi ed i pesci nel Niger. Mali 29 Cultura Le tradizioni musicali del Mali derivano dai griot, che sono noti come "Custodi di memorie". La Musica maliana è varia e ha diversi generi. Alcune famose influenze nella musica del Mali sono del virtouso musicista Kora ,Toumani Diabaté, le profonde radici del chitarrista blues Ali Farka Touré, il gruppo tuareg Tinariwen, e numerosi artisti afro-pop come Salif Keita, il duo Amadou & Mariam, Oumou Sangare, e Habib Koité.[8] Anche se la letteratura del Mali è meno famosa della sua musica [9],il Mali è sempre stato uno dei paesi con i più vivaci centri intellettuali. Il duo musicali maliano Amadou & Mariam sono La tradizione letteraria [10] del Mali in passato è stata trasmessa conosciuti internazionalmente per la loro musica che combina influnze maliani e internazionali. principalmente con il passaparola, con jalis a recitare o cantare stori [10][11] conosciute a memoria. Amadou Hampâté Bâ, lo storico più conosciuto del Mali, ha trascorso gran parte della sua vita a scrivere di queste tradizioni orali perché il mondo se ne ricordi. [11] Il romanzo più conosciuto di uno scrittore del Mali è Yambo Ouologuem, Le Devoir de violenza, che ha vinto il Premio Renaudot 1968, ma la cui eredità è stata segnata dalle accuse di plagio.[10][11] Altri noti scrittori del Mali Baba Traoré comprendono, Modibo Keita Sounkalo, Massa Makan Diabaté, Moussa Konaté, e Fily Dabo Sissoko [10][11] Altri ben conosciuti scrittori maliani includono: Baba Traoré, Modibo Sounkalo Keita, Massa Makan Diabaté, Moussa Konaté, and Fily Dabo Sissoko.[10][11]. La variegata cultura quotidiana dei maliani riflette la diversità etnica e geografica del paese. [12] La maggior parte dei maliani indossa fluenti abiti colorati chiamati boubous che sono tipici dell'Africa occidentale. I maliani partecipano spesso a feste tradizionali, balli e cerimonie.[12] Riso e miglio sono la base della cucina del Mali, che è fortemente basata su cereali. [13][14] I cereali sono generalmente preparati con salse a base di foglie di spinaci, come o foglie di baobab, con pomodoro, o con salsa di arachidi, e può essere accompagnata da pezzi di carne alla griglia (tipicamente di pollo, agnello, manzo o capra). [13][14] La cucina del Mali varia regionalmente. [13][14] Sport • Di nazionalità maliana è il giocatore del Paris Saint-Germain Mohamed Sissoko (di passaporto francese), acquistato a luglio 2011 dalla Juventus. • Mahamet Diagouraga, calciatore franco-maliano. Note [1] (FR) Risultati provvisori del censimento 2009 forniti dall'INSTAT-Institut National de la Statistique (http:/ / instat. gov. ml/ documentation/ bamako. pdf) (pdf). URL consultato il 14.04.2010. [2] (FR) Risultati provvisori del censimento 2009 forniti dall'INSTAT-Institut National de la Statistique (http:/ / instat. gov. ml/ documentation/ mali. pdf) (pdf). URL consultato il 14.04.2010. [3] Mali country profile, p. 17. [4] CIA - The World Factbook - Mali (https:/ / www. cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ geos/ ml. html) [5] Mali country profile, p. 18. [6] U.S. Government Provides Equipment to Malian Army (http:/ / www. africom. mil/ getArticle. asp?art=3601& blog=all). U.S. Africa Command, 2009. URL consultato il 6 maggio 2010. [7] Joint Military Exercise FLINTLOCK to be Held In Mali (http:/ / www. africom. mil/ getArticle. asp?art=2223). U.S. Africa Command, 2008. URL consultato il 6 maggio 2010. [8] Michelle Crabill e Bruce Tiso. Mali Resource Website (http:/ / www. fcps. edu/ KingsParkES/ technology/ mali/ malihis. htm). Fairfax County Public Schools. January 2003. Retrieved on June 4, 2008. [9] Velton, p. 29. [10] Milet & Manaud, p. 128. [11] Velton, p. 28. Mali 30 [12] Pye-Smith & Drisdelle, p. 13. [13] Velton, p. 30. [14] Milet & Manaud, p. 146. Bibliografia • La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984) Voci correlate • Croce Rossa del Mali • Rotte africane dei migranti • Rotte dei migranti africani nel Sahara Altri progetti • • • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Mali Wikizionario contiene la voce di dizionario: http://it.wiktionary.org/wiki/Mali Wikinotizie contiene notizie di attualità: http://it.wikinews.org/wiki/Mali Collegamenti esterni • Scheda del Mali dal sito Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?mali) - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI Bamako Bamako Stato: Regione: Coordinate: Mali Bamako Capital District 12°39′N 8°00′W12.65°N 8°O Altitudine: 330 m s.l.m. Superficie: 252 km² [1] Coordinate: 12°39′N 8°00′W12.65°N 8°O [1] Bamako 31 [2] Abitanti : 1.809.106 Densità: 7.178,99 ab./km² (2009) Fuso orario: UTC+0 Bamako Bamako è la capitale e la città più popolosa del Mali. Sorge sul Niger, nelle vicinanze delle rapide che separano la valle del Niger superiore e la valle del medio Niger, nella parte sud-occidentale del paese. Buon porto fluviale e principale centro amministrativo e commerciale del Mali, è attivo nella produzione di caucciù, resina e legname, così come nel tessile, nella carne lavorata, nel metallo e nel settore ittico. È scalo aereo internazionale. Storia Bamako è abitata sin dal paleolitico, anche se la leggendaria fondazione è fissata nel XVI secolo. Bamako, in origine Bammako («stagno del coccodrillo» in lingua bambara) sarebbe stata fondata verso la fine del XVI secolo dai Nairé anticamente chiamati Niakate, che erano Sarakollé. Niaréla è uno dei quartieri più antichi di Bamako. La città fu un importante centro commerciale nonché principale centro dell'insegnamento dell'Islam, sotto l'impero del Mali, ma entrò in declino nel XIX secolo. Alla fine del XIX secolo Bamako è un grosso villaggio fortificato di 600 abitanti, quando il 1º febbraio 1883, i francesi, con il generale Gustave Borgnis-Desbordes, la conquistarono. Nel 1904, viene inaugurata la linea ferroviaria Dakar-Niger. Nel 1905, iniziò la costruzione dell'Hôpital du point G, il vecchio ospedale. Nel 1908 Bamako diventa capitale del Sudan francese, e tra il 1903 ed il 1907 è costruito il palazzo di Koulouba, palazzo del governatore; successivamente si riunirà la presidenza della Repubblica a partire dall'Indipendenza nel 1960. Il 20 dicembre 1918, Bamako diviene un comune misto amministrato da un sindaco. Nel 1927 è costruita la cattedrale mentre la "Maison des artisans" nel 1931. Nel 1947 viene eretto un primo ponte sul Niger, e la grande moschea di Bamako risale al 1948. Il 18 novembre 1955 Bamako diventa un comune a pieno titolo, il suo sindaco, Modibo Keïta, è eletto la prima volta un anno più tardi. La popolazione di Bamako, assai cresciuta, nel 1960 raggiunge circa i 160 000 abitanti. Il 22 settembre 1960 è proclamata l'indipendenza del Mali e Bamako diventa capitale della nuova repubblica. Bamako 32 Suddivisione amministrativa La città costituisce una regione autonoma, chiamata "Distretto di Bamako" (District de Bamako), non appartenente ad alcuna delle Regioni del Mali. Il distretto è a sua volta suddiviso in sei comuni (communes), numerati da I a VI in numeri romani. Comune Popolazione 2009[2] Commune I 335.407 Commune II 159.805 Commune III 128.872 Commune IV 300.085 Commune V 414.668 Commune VI 470.269 Totale 1.809.106 Quartieri • • • • • • • • • • • • • • Hippodrome, sede di molte ambasciate Niaréla, uno dei più antichi quartieri di Bamako Korofina Badalabougou Torokorobougou Bamako Coura Djicoroni Baco Djicoroni (= "oltre il fiume") Missira Médina Coura Bankoni Magnambougou Point G, sede dell'ospedale Koulouba, centro amministrativo e sede del governo Città gemellate • • • Angers, dal 1974 Rochester, dal 1975 Maubeuge Personalità legate a Bamako • • • • • • Mahamadou Diarra, calciatore del Real Madrid Aminata Dramane Traoré, scrittrice e politica Dabo Filly, scrittore Ahmadou Keita, cestista Seydou Keita, calciatore del Barcellona Amadou & Mariam, Musicisti di livello internazionale Bamako 33 Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Bamako& language=it& params=12. 65_N_-8_E_ [2] (FR) Risultati provvisori del censimento 2009 forniti dall'INSTAT-Institut National de la Statistique (http:/ / instat. gov. ml/ documentation/ bamako. pdf) (pdf). URL consultato il 14.04.2010. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Bamako Collegamenti esterni • Budapest-Bamako (http://www.budapest-bamako.org) 34 Burkina Faso Burkina Faso Burkina Faso (dettagli) (dettagli) Unité, Progrès, Justice (francese: Unità, Progresso, Giustizia) Dati amministrativi Nome completo Burkina Faso Nome ufficiale Burkina Faso Lingue ufficiali francese Capitale Ouagadougou (1 181 702 ab. / 2006) Politica Forma di governo Capo di Stato Capo di Governo Indipendenza Ingresso nell'ONU Repubblica semipresidenziale de iure (Dittatura militare de facto) Blaise Compaoré Tertius Zongo Dalla Francia, 5 agosto 1960 20 settembre 1960 Superficie Totale 274 200 km² (72º) Burkina Faso 35 % delle acque 0,1 % Popolazione Totale 15 224 780 ab. (2009) (64º) Densità 50,07 ab./km² Geografia Continente Africa Fuso orario UTC 0 Economia Valuta PIL (PPA) Franco CFA 18.712 milioni di $ (123º) PIL pro capite (PPA) 1.360 $ (2010) (156º) ISU (2010) 0,305 (basso) (161º) Varie TLD .bf Prefisso tel. +226 Sigla autom. BF Inno nazionale Une Seule Nuit Festa nazionale 11 dicembre Il Burkina Faso, già Repubblica dell'Alto Volta, è uno stato (274.200 km², abitanti 15.224.780 nel 2009[1]) dell'Africa Occidentale privo di sbocchi sul mare e confinante con Mali a nord, Niger a est, Benin a sud-est, Togo e Ghana a sud e Costa d'Avorio a sud-ovest. È una repubblica semi-presidenziale. L'attuale capo dello stato è Blaise Compaoré. Il capo del governo è Tertius Zongo. La lingua nazionale è il francese. Dapprima colonia, ottenne l'indipendenza dalla Francia nel 1960 e divenne Repubblica dell'Alto Volta. Il nome attuale, Burkina Faso, fu istituito il 4 agosto 1984 dal presidente rivoluzionario Thomas Sankara, e significa "la terra degli uomini integri" nella lingua more e nella lingua bamanankan parlate rispettivamente dall'etnia mossi e dell'etnia dioula. Burkina Faso Storia Preistoria Come tutta l'Africa occidentale, la regione del Burkina Faso fu abitata fin dall'antichità (dal 12.000 al 5.000 a.C.) da popolazioni di cacciatori-raccoglitori; strumenti di pietra di questo periodo sono stati ritrovati a partire dal 1973. I primi insediamenti agricoli apparvero fra il 3600 e il 2600 a.C. Fra il XV e il X secolo a.C. si sviluppò l'uso del ferro, della ceramica e della pietra levigata; a questo periodo risalgono anche i primi ritrovamenti che testimoniano riti funebri. Fra i popoli che abitarono il Burkina Faso ci furono sicuramente i Dogon, localizzati nella parte settentrionale della regione, in seguito migrati verso Bandiagara. Altre popolazioni non ancora identificate costruirono alte mura nel sudovest e in Costa d'Avorio. Fra il XV e il XVI secolo d.C. la regione del Burkina Faso fu uno dei centri economici più importanti dell'impero Songhai. Colonizzazione I francesi iniziarono la colonizzazione della regione del Burkina Faso nel 1896, sottomettendo il regno Mossi di Ouagadougou. Il regno divenne un protettorato, e nel 1898 l'intera regione era sotto il controllo francese. Nel 1904, il protettorato fu annesso all'Africa Occidentale Francese, insieme agli odierni Senegal e Niger. I Burkinabe parteciparono alla Prima guerra mondiale all'interno della fanteria senegalese (tirailleurs sénégalais). Nel 1919, il Burkina Faso divenne una colonia separata (col nome di Alto Volta); il primo governatore fu François Charles Alexis Édouard Hesling. Il 5 settembre 1932, la colonia fu smembrata e suddivisa fra Costa d'Avorio, Mali e Niger. Fu ricostituita il 4 settembre 1947, con gli stessi confini che aveva in precedenza. Indipendenza L'Alto Volta ottenne l'autogoverno l'11 dicembre 1958, diventando una repubblica membro della Comunità Franco-Africana (La Communauté Franco-Africaine). Due anni dopo la Francia concesse l'indipendenza. Come per molti altri stati africani, il periodo successivo all'indipendenza fu caratterizzato da una forte instabilità politica. Un primo colpo di stato, nel 1966, portò al potere i militari fino al 1978. Il secondo colpo di stato, nel 1980, fu messo in atto da Saye Zerbo, rovesciato due anni dopo. Nel 1983 venne arrestato Thomas Sankara, già primo ministro, ma a seguito di ciò si scatenarono numerose rivolte popolari che portarono al potere proprio quest'ultimo. Sankara cercò di cambiare radicalmente il paese, in primis dal nome cambiato da Alto Volta a Burkina Faso, ed attuò una serie di vaste riforme sociali. Sankara sarà ricordato anche per essere stato il primo presidente africano ad aver denunciato la piaga dell'AIDS oltre che per le sue numerose critiche ai paesi più sviluppati sul problema del debito estero degli stati africani. Sankara verrà tuttavia fatto uccidere nel 1987 dal suo vice Blaise Compaoré che instaurerà un regime militare tuttora vigente. 36 Burkina Faso 37 Geografia Morfologia L'altitudine media del Burkina Faso è di 400 m; si tratta quindi di una regione relativamente piana, con poche eccezioni localizzate. La gran parte del territorio del Burkina Faso è costituito da un penepiano, in alcune zone mosso da poche colline, ultime vestigia di un massiccio del Precambriano. Il sudovest è invece dominato da un massiccio di arenaria; qui si trova la più alta vetta del paese, il Ténakourou (749 m s.l.m.). I bordi del massiccio sono costituiti da ripide scarpate, con dislivelli fino a 150 m. La Piazza dell'ONU ad Ouagadougou, Burkina Faso Idrografia Il vecchio nome del paese, Alto Volta, si doveva a quattro importanti fiumi che ne attraversano il territorio: il Comoé, il Mouhoun (precedentemente chiamato Volta Nero), il Nakambé ("Volta Bianco") e il Nazinon ("Volta Rosso"). Il Mouhoun e il Comoé sono i due unici corsi d'acqua con presenza di acqua tutto l'anno. Il bacino del fiume Niger costituisce il 27% della superficie del Paese. I tributari (Béli, Gorouol, Goudébo e Dargol) hanno andamento stagionale; sono in secca per circa metà dell'anno, ma possono anche causare notevoli inondazioni. Fra i numerosi laghi del Burkina Faso, i principali sono il Tingrela, il Bam e il Dem, oltre ai grandi bacini di Oursi, Béli, Yomboli e Markoye. La siccità è un problema ricorrente del paese, specialmente nella zona settentrionale. Clima Il clima del Burkina Faso è principalmente tropicale, con due stagioni distinte: la stagione delle piogge, da maggio-giugno a settembre (più breve nel nord), con precipitazioni comprese fra i 600 e i 900 mm; e la stagione secca, in cui soffia l'harmattan, un vento secco e caldo proveniente dal Sahara. Popolazione Gli abitanti del Burkina Faso sono chiamati Burkinabé (pronunciato [burkiːnəˈbeː]). La popolazione è concentrata nella parte centrale e meridionale del paese. A causa del forte tasso di disoccupazione, centinata di migliaia di Burkinabé migrano stagionalmente nei paesi confinanti in cerca di lavoro. Demografia Un negozio. L'aspettativa di vita in Burkina Faso è di poco inferiore ai 50 anni; l'età media degli abitanti è 17. Il tasso di crescita della popolazione, secondo una stima del 2000, è di 2,71%. Queste valutazioni tengono conto del forte impatto dell'AIDS (il 4% della popolazione ne è affetto) come causa di morte nel paese. Burkina Faso 38 Etnie I Burkinabé sono suddivisi in due grandi gruppi etnico-culturali: i Voltaici e i Mande, a cui si aggiungono circa 5 000 Europei. I Voltaici, più numerosi, includono il sottogruppo dei Mossi, che costituiscono circa metà della popolazione. I Bobo occupano la regione sud-occidentale di Bobo-Dioulasso mentre le aree aride del Sahel sono abitate da Tuareg, Peul e Hausa. Venditori a Bobo-Dioulasso. Religione Circa il 50% della popolazione è di fede islamica, e il 30% cristiana. Il restante 20% è costituito principalmente da seguaci delle religioni africane tradizionali animiste. Elementi della tradizione animista si ritrovano anche nelle pratiche di culto cristiane e musulmane dei Burkinabé. Lingue Il francese è l'unica lingua ufficiale del paese, ma quella più parlata è la Lingua More. Sono parlate numerose lingue locali e dialetti (ben 67)[2]. Ordinamento dello stato Suddivisione amministrativa Il Burkina Faso è suddiviso in 13 regioni, 45 province, e 351 dipartimenti. Regioni: • • • • • Alti Bacini Altopiano Centrale Boucle du Mouhoun Cascate Centro • • • • Centro-Est Centro-Nord Centro-Ovest Centro-Sud • • • • Est Nord Sahel Sud-Ovest Province: • Balé • Komandjoari • Passoré • Bam • Kompienga • Poni • Banwa • Kossi • Sanguié • Bazèga • Koulpélogo • Sanmatenga • Bougouriba • Kouritenga • Séno • Boulgou • Kourwéogo • Sissili • Boulkiemdé • Léraba • Soum • Comoé • Loroum • Sourou • Ganzourgou • Mouhoun • Tapoa • Gnagna • Nahouri • Tuy • Gourma • Namentenga • Yagha • Houet • Nayala • Yatenga • Ioba • Noumbiel • Ziro Burkina Faso 39 • Kadiogo • Oubritenga • Zondoma • Kénédougou • Oudalan • Zoundwéogo Città principali La capitale è Ouagadougou, chiamata dai locali "Ouaga". Altre città importanti sono Bobo-Dioulasso, Koudougou, Ouahigouya e Banfora. Istituzioni Il Burkina Faso, in base alla Costituzione del 1991 è una repubblica presidenziale, dove il capo dello stato, in carica per cinque anni, detiene il potere esecutivo, ed ha il potere di nominare il primo ministro. Il parlamento è composto da 111 membri, mentre il potere giudiziario ha il suo vertice nella Corte suprema che tiene le sue sedute a Ouagadougou. Istruzione L'istruzione è obbligatoria per i ragazzi tra i 7 ed i 13 anni. Nonostante questo, ed il fatto che sia gratuita, il tasso di alfabetizzazione è molto basso: 28,5% nel 2005. Nel paese esistono tre università: nella capitale Ouagadougou, a Bobo-Dioulasso e a Koudougou. Politica Economia Con un PIL procapite di 1.300 $, il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo. Gran parte della sua economia è finanziata da aiuti internazionali. L'elevatissimo tasso di disoccupazione causa un altrettanto notevole fenomeno di emigrazione; circa tre milioni di Burkinabé vivono stabilmente in Costa d'Avorio. Questo fenomeno causa periodicamente attriti con i paesi confinanti. Agricoltura L'80% della popolazione occupata si dedica all'agricoltura e all'allevamento. Fra le colture principali ci sono sorgo, miglio, mais, arachidi, riso e cotone. L'attività agricola è minacciata costantemente dalla siccità, che si riflette nella scarsità di terreni destinabili alla coltivazione (intorno al 18% del territorio), localizzati soprattutto nel sud del paese. Risorse minerarie Altre risorse, di minore rilievo, sono quelle minerarie: soprattutto rame, ferro, manganese (a Tambao) e oro. Infine, relativamente attivo è il settore dell'artigianato. Burkina Faso Commercio A Ouagadougou si tiene ogni due anni una delle più importanti fiere di prodotti artigianali dell'intera Africa, il SIAO (Salon International de l'Artisanat de Ouagadougou). Trasporti Il paese dispone di una rete ferroviaria complessiva di soli 600 km, ma è in fase di costruzione una linea che collegherà la capitale a Tambao che si sta sviluppando in virtù dell'attività estrattiva. Sono presenti anche circa 12 000 km di strade, di cui solo una piccola parte (circa il 16%) è asfaltata. L'unico aeroporto internazionale si trova nella capitale Ouagadougou. Cinema Il cinema del Burkina Faso rappresenta una parte importante dell'industria filmografica dell'Africa Occidentale. Il contributo del Burkina Faso al cinema Africano risale alla costituzione del film festival FESPACO (Festival Panafrican du Cinéma et de la Télévision de Ouagadougou), lanciato come settimana del cinema nel 1969. Molti dei produttori nazionali sono conosciuti a livello internazionale e hanno vinto premi internazionali. Per molti anni la sede della Federation of Panafrican Filmmakers (FEPACI) fu in Ouagadougou, salvata nel 1983 da un periodo di inattività dall'entusiastico intervento e contributo economico del Presidente Sankara (nel 2006 il Secretariat del FEPACI si trasferisce in Sud Africa ma la sede centrale dell'organizzazione rimane a Ouagaoudougou). Tra i registi più conosciuti del Burkina Faso: Gaston Kaboré, Idrissa Ouedraogo e Dani Kouyate. Il Burkina Faso produce anche famose serie televisive quali Bobodjiouf. Tra i produttori più conosciuti a livello internazionale: Ouedraogo, Kabore, Yameogo, and Kouyate. Ambiente Il mantello vegetale ricopre quasi tutto il territorio, salvo alcuni spuntoni rocciosi e le falesie delle zolle tabulari più alte. Si tratta della cosiddetta savana, detta in francese brousse, associazione mista arborea ed erbacea, molto rigogliosa nella stagione umida, mentre in quella secca il ciclo vegetativo si arresta. A seconda delle condizioni climatiche e altimetriche possiamo distinguere tre tipi di savana: arborea, erbacea e spinosa, i quali però non si succedono regolarmente, ma si alternano in modo alquanto irregolare, anche in rapporto alla funzione bioselettiva dei terreni e all'opera di deforestazione condotta dall'uomo e dagli incendi spontanei, che sono frequenti nella stagione secca. Nella parte meridionale del Paese domina però la savana arborea, anche se molto spesso è stata sostituita dalle colture. In quella centro-settentrionale compare invece più frequentemente la savana erbacea che talvolta cede il passo a quella spinosa, mentre verso nord trapassa insensibilmente nella steppa pre-desertica, con erbe basse e qualche pianta gommifera. La vegetazione arborea è molto varia, ma presenta quasi dovunque adattamenti xerofili, per resistere alla lunga siccità. Le radici sono profonde, i tronchi molto grossi si allargano talvolta a bottiglia per immagazzinare l'acqua, il fogliame si sviluppa a ombrello per proteggere dall'arsura l'apparato radicale. L'albero più tipico è il baobab (Adansonia digitata), l'albero feticcio delle popolazioni africane. Non mancano le acacie, le mimose e le euforbie. Un albero caratteristico è il formaggere (del genere Bombax), che colpisce per la sua altezza (fino a 25 m), mentre alberi utili sono il karité (Butyrospermum parkii) che somiglia «ad un grande pero con frutti simili a noci, contenenti una polpa grassa che dà un burro molto apprezzato» (Migliorini), il nerè (Parkia biglobosa), che produce dei baccelli da cui si ricava un condimento, l'albero del kapok (Ceiba pentandra), che dà una fibra tessile, la palma dum e il tamarindo. Questi alberi sono anche coltivati attorno ai villaggi. 40 Burkina Faso La fauna presenta in tutto il Paese caratteri di grande mobilità in rapporto all'andamento del ciclo climatico ed è costituita in massima parte da erbivori che conducono vita associata in branchi. Nel Nord ci sono elefanti, giraffe, antilopi e leoni. Più a sud accanto alle antilopi si possono trovare i bufali, numerosi roditori ed anche le termiti. La densità di questa fauna va lentamente rarefacendosi, per quanto il Burkina Faso sia ancora un Paese non raggiunto dai cacciatori. Sport Ogni anno a novembre si svolge il Tour du Faso. Inoltre sta avendo un notevole successo il calcio. Tradizioni Festività L'11 dicembre si festeggia la Festa della Repubblica. Note [1] (FR) Dati preliminari del censimento 2006 dal sito dell'Institut National de la Statistique e de la Démographie (http:/ / www. insd. bf/ Documents/ Publications/ INSD/ Publications/ Resultats_enquetes/ Autres enq/ Rapport_preliminaire_RGPH06. pdf) (pdf). URL consultato il 05-05-2008. [2] Tra essi circa 60 000 persone parlano un dialetto tuareg (Sudlow 2001: 6). Bibliografia • La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984) • David Sudlow, The Tamasheq of North-East Burkina Faso, Köln, Köppe, 2001 - ISBN 3-89645-380-7 • Carlo Batà "L'Africa di Thomas Sankara" - Edizioni Achab - www.edizioni-achab.it • Vittorio Martinelli con Sofia Massai, La voce nel deserto, Zona Editrice, 2009 Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Burkina Faso Collegamenti esterni • (FR) Premier Ministère (http://www.primature.gov.bf/) Governo 41 Ouagadougou 42 Ouagadougou Ouagadougou Traffico cittadino nella Piazza delle Nazioni Unite Stato: Burkina Faso Regione: Centro Provincia: Kadiogo Coordinate: 12°21′N 1°32′W12.35°N 1.53333°O [1]Coordinate: Abitanti : [2] 1.273.355 12°21′N 1°32′W12.35°N 1.53333°O [1] (2006) Ouagadougou Sito istituzionale [3] Ouagadougou è la capitale del Burkina Faso, la città più grande del Paese ed il suo centro culturale, economico ed amministrativo. Ouagadougou 43 Storia Fondata nell'XI secolo, il suo nome - spesso abbreviato in Ouaga - risale al XV secolo: all'epoca, l'area era popolata da due etnie differenti, gli Yonyonse ed i Ninsi, costantemente in lotta tra loro. Nel 1441 Wubri, condottiero Yonyonse e una delle principali figure della storia del Burkina Faso, condusse la sua etnia alla vittoria e mutò il nome del luogo da “Kumbee-Tenga” (nome attribuito dai Ninsi) a “Wogodogo”, che significava "il luogo dove le persone ottengono onore e rispetto". Capitale dell'Impero Mossi, a seguito della conquista francese dell'area nel 1896 entrò a far parte della colonia dell'Alto Volta (Haute Volta) e ne divenne capitale nel 1919; in quest'occasione si mutò il nome della città da Kombemtinga a Ouagadougou, che deriva da una deformazione di "Wogodogo" e rispetta l'ortografia e la pronuncia francese. Ouagadougou divenne nel 1960 la capitale dell'indipendente Repubblica dell'Alto Volta, ribattezzata Burkina Faso nel 1984. Posizione e clima La città è collocata approssimativamente nel centro del paese (12,4° N 1,5° O). Il clima è piuttosto caldo, come nel resto dell'area sudanese-sahariana: le precipitazioni non superano i 750mm annui, si distinguono la stagione delle piogge (da maggio ad ottobre) con una temperatura media di 30 °C, la stagione fredda (dicembre e gennaio) con una temperatura media di 19 °C e la stagione calda (aprile e maggio), in cui si raggiungono anche i 40 °C. I venti principali che interessano Ouagadougou sono un vento secco ed il monsone. Ordinamento e popolazione Si è sviluppata attorno al palazzo imperiale di Mogho Naaba ed è diventata un centro urbano rilevante proprio grazie alla presenza coloniale. L'organizzazione amministrativa del dipartimento di Ouagadougou è diverso da quella di tutti gli altri, ad esclusione del distretto di Bobo-Dioulasso, secondo del Paese per popolazione: esiste infatti un'ulteriore suddivisione amministrativa in 5 distretti (in francese arrondissement), ognuno dei quali ha un proprio sindaco ed un proprio consiglio che lo amministra. I distretti di Ouagadougou Distretto N. settori N. villaggi Abitanti[2] Baskuy 12 0 180.512 Bogodogo 5 2 374.473 Boulmiougou 4 4 366.182 Nongremasson 6 5 188.329 Sig-Noghin 3 3 163.859 Economia La moneta ufficiale del Burkina Faso è il Franco CFA. Dispone di un aeroporto internazionale, una tratta ferroviaria la collega ad Abidjan nella Costa d'Avorio e un'altra a Kaya nel nord del paese. Infine una strada la collega a Niamey, nel Niger. I mezzi di trasporto più diffusi in città sono le motociclette e le biciclette, anche se negli ultimi anni è cresciuto il numero delle automobili; nelle ore di punta il traffico è molto intenso. Ouagadougou possiede un'industria limitata, principalmente nel settore alimentare e tessile, e vi si svolgono il Gran mercato di Ouagadougou, uno dei più grandi dell'Africa occidentale, ed un festival biennale dell'artigianato, che sostiene di essere il più importante dell'Africa. Il settore alberghiero e della ristorazione è stato recentemente sviluppato ed ora Ouagadougou 44 sono presenti anche alberghi di lusso. In città ci sono due ospedali nazionali, il Centro ospedaliero nazionale Yalgado Ouedraogo (CHNYO) e il Centro ospedaliero nazionale pediatrico Charles De Gaulle (CHNP-CDG), e numerose altre infrastrutture sanitarie. Nella popolazione la medicina tradizionale gode ancora di notevole fiducia. Strutture La città possiede pochi edifici moderni importanti, ad eccezione della sede della West African Central Bank, e la vecchia Moschea centrale resta uno degli edifici più alti e significativi. Altre attrazioni comprendono il Museo nazionale del Burkina Faso, il Palazzo Moro-Naba e diversi mercatini di artigianato, oltre alla Cattedrale di Ouagadougou ed alla Maison du Peuple. Nella città si trovano alcuni parchi. Il principale è il parco Bangr-Weoogo, bosco un tempo considerato sacro e sede di riti iniziatici; con l'arrivo dei colonizzatori ha perso tali valenze ed è stato riconosciuto e tutelato come parco urbano (1932-1936), nel 1985 sono state rinnovate la sua conformazione e le sue finalità e nel 2001 il bosco ha assunto la denominazione di "Parco urbano Brang-Weoogo”, che significa "bosco della conoscenza". Il parco si estende per circa 263 ettari. Il parco denominato "L’Unité Pedagogique” è un giardino botanico di 8 ettari popolato da animali in semilibertà; un museo al suo interno illustra la storia nazionale. Il Giardino dell'amicizia Ouaga-Loudun è un altro spazio verde, rinnovato nel 1996 e legato al gemellaggio tra Ouagadougou and Loudun (Francia), collocato nel centro della città vicino alla Piazza delle Nazioni Unite. La Piazza della grande Lione ed la statua di un leone rampante collocatavi testimoniano i legami con Lione. Di fronte alla stazione ferroviaria si trova il monumento chiamato “Naba Koom”, una statua alta 6m raffigurante una donna. A 30km dalla città in direzione orientale si trovano il Parco di Ziniare e “Laongo”, dove blocchi di granito lavorati da numerosi scultori testimoniano i legami che legano artisti internazionali a Ouagadougou. A 55 km a Nord-Ovest dal centro cittadino il Museo Manega espone tutti gli strumenti musicali del Burkina Faso. Lingua e cultura Il nuovo palazzo presidenziale La lingua ufficiale è il francese e le principali lingue locali sono More, Djula e Fulfulde, dal 1994 l'insegnamento del francese si affianca a quello di una lingua locale. Il tasso di scolarizzazione e di alfabetizzazione non è molto alto. L'Università di Ouagadougou, fondata nel 1974 e a carattere pubblico, è stata la prima istituzione di istruzione superiore del Burkina Faso. Negli ultimi anni le autorità hanno investito sulle comunicazioni ed i media per favorire lo sviluppo e sensibilizzare la popolazione per favorire il rispetto di norme igieniche e sradicare criminalità, prostituzione e analfabetismo. Ouagadougou costituisce un centro culturale grazie al SIAO (fiera internazionale di arte ed artigianato), al FESPACO, festival panafricano di cinema e televisione, e ad alcune altre rassegne organizzate dalla municipalità (FESPAM, FITMO e FESTIVO). Sono presenti molti cinema, oltre a nightclub e centri culturali francesi, americani e Zaka. Sport Cattedrale di Ouagadougou. Ouagadougou è la città dove ha disputato la sua ultima corsa Fausto Coppi, prima di contrarre la malaria. Ouagadougou Città gemellate • • • • • • • Francia, Lione Francia, Grenoble Canada, Québec Italia, Torino Italia, San Miniato Belgio, Leuze-en-Hainaut Kuwait, Kuwait City Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Ouagadougou& language=it& params=12_21__N_1_32__W_ [2] (FR) Dati preliminari del censimento 2006 dal sito dell'Institut National de la Statistique e de la Démographie (http:/ / www. insd. bf/ Documents/ Publications/ INSD/ Publications/ Resultats_enquetes/ Autres enq/ Rapport_preliminaire_RGPH06. pdf) (pdf). URL consultato il 12-05-2008. [3] http:/ / www. mairie-ouaga. bf/ Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/ Category:Ouagadougou. Collegamenti esterni • Ouagadougou (http://www.mairie-ouaga.bf/) sito ufficiale Storia del Burkina Faso Preistoria Come gran parte delle nazioni dell'Africa occidentale, il Burkina Faso era abitato ai primordi dell'umanità da popolazioni di cacciatori e raccoglitori di bacche nella parte nord-occidentale della regione in un'epoca databile tra il 12000 a.C. e il 5000 a.C. ed i loro strumenti (raschiatoi, scalpelli e punte di freccia) sono stati scoperti nel 1973. Alcuni insediamenti apparvero tra il 3600 a.C. ed il 2600 a.C. con la costruzione di fattorie di cui sono rimaste tracce evidenti. L'utilizzo di materiali come il ferro, la ceramica e la pietra liscia si svilupparono tra il 1500 a.C. e il 1000 a.C., in concomitanza con il sorgere di una coscienza religiosa come testimoniato dai resti di alcune sepolture cerimoniali. Sino alla fine del XIX secolo questa regione fu dominata dalla cultura del regno Mossi fondato da popolazioni migrate dal Ghana settentrionale (dove attualmente ancora esiste il gruppo etnico dei Dagomba ad essa ricollegabile). Per secoli i Mossi furono una popolazione di agricoltori e guerrieri e grazie alla loro potenza riuscirono a sconfiggere tutti i tentativi apportati dai musulmani provenienti da nord-ovest di convertire la regione all'Islam. Sono state trovate anche tracce della cultura Dogon soprattutto nelle regioni centrali, centro-settentrionali e occidentali, ma questi insediamenti vennero poi abbandonati tra il XV secolo e il XVI secolo per colonizzare le cime del Bandiagara. Sparsi un po' ovunque nella regione sud-occidentale del Burkina-Faso si trovano resti di alte muraglie ma nulla ancora è stato possibile ricostruire dei loro edificatori. Tra il XV ed il XVI secolo il Burkina-Faso fu un importante crocevia economico per l'Impero Shongay. 45 Storia del Burkina Faso Il periodo coloniale Nel 1896 il regno Mossi venne conquistato dai francesi con la presa della capitale Ouagadougou e divenne un protettorato francese. Nel 1898 venne conquistata gran parte del territorio che avrebbe in seguito costituito l'attuale Burkina-Faso. Nel 1904 questi territori vennero integrati nell'Africa Occidentale Francese nel cuore dell' Haut-Sénégal-Niger. Durante la Prima guerra mondiale i suoi abitanti combatterono nei battaglioni francesi dei Tirailleurs sénégalais e nel 1919 la regione divenne una colonia separata. Il 1 marzo 1919 François Charles Alexis Édouard Hesling divenne il primo governatore della nuova realtà coloniale dell'Alto Volta che venne disgregata il 5 settembre 1932 divenendo parte territoriale di Costa d'Avorio, Mali e Niger ma già nel 1937 essa venne ricostituita con il nome di Alto Costa. Dopo la Seconda guerra mondiale la popolazione Mossi fece pressione per tornare una colonia autonoma e il 4 settembre 1947 l'Alto Volta tornò nuovamente ad esistere. Il 23 luglio 1956 la Francia iniziò a riorganizzare le proprie colonie d'oltremare cominciando ad assegnare loro un maggiore grado di autonomia con l'attuazione delle cosiddetta Loi Cadre. Questo processo terminò l'11 dicembre 1958 quando l'Alto Volta divenne una repubblica autonoma all'interno del territorio coloniale francese. L'indipendenza Il 5 agosto 1960 l'Alto Volta ottenne la piena indipendenza ed elesse come primo Presidente della Repubblica Maurice Yaméogo, leader del movimento politico Union démocratique voltaïque (UDV). La costituzione del 1960 prevedeva l'elezione di un presidente e di una assemblea generale tramite suffragio universale con una durata di cinque anni. Appena giunto al potere, tuttavia, Yaméogo bandì tutti i partiti politici tranne l'UDV e il suo governo si protrasse fino al 1966 quando, a seguito di una massiccia protesta popolare soprattutto da parte di studenti e classi lavoratrici, un colpo di stato depose Yaméogo. La giunta militare che depose Yaméogo era guidata dal colonnello Sangoulé Lamizana che divenne il nuovo capo di stato, sospendendo la Costituzione e l'Assemblea Nazionale. La sua giunta militare restò al potere per quattro anni, e il 14 giugno 1970 una nuova elezione a suffragio universale ratificò una nuova costituzione che prevedeva un periodo di transizione verso il governo civile di quattro anni. Lamizana rimase al potere per tutti gli anni '70 come capo di un governo misto di militari e civili ed approvò una nuova Costituzione nel 1977 venendo rieletto con libere elezioni nel 1978. Il 25 novembre 1980 un nuovo colpo di stato militare guidato dal colonnello Saye Zerbo depose Lamizana ed istituì un Comitato Militare di Salvezza Nazionale come suprema autorità di governo che annullò la Costituzione promulgata nel 1977. Tuttavia anche il governo del colonnello Zerbo venne a sua volta destituito il 7 novembre 1982 da un nuovo colpo di stato guidato dal maggiore Jean-Baptiste Ouédraogo e dal Consiglio di Salvezza Nazionale (CSP). Pur continuando a negare la Costituzione e a bandire tutti i partiti politici, la nuova giunta del CSP promise una fase di transizione per il ritorno alla guida civile del paese ed una nuova Costituzione. All'interno del CSP sorsero presto dei conflitti intestini tra i moderati e la fazione radicale guidata dal capitano Thomas Sankara che venne eletto Primo Ministro nel gennaio 1983. Le lotte di fazione all'interno del CSP e la politica di sinistra di Sankara portarono presto al suo arresto ed il movimento sorto in tutto il paese per il suo rilascio portarono ad un nuovo colpo di stato guidato dal capitano Blaise Compaoré il 4 agosto 1983. Dopo il colpo di stato lo stesso Sankara formò il Consiglio Nazionale della Rivoluzione (CNR) del quale si elesse egli stesso Presidente. Al fine di mobilitare le masse al suo programma politico, Sankara istitutì parallelamente dei consigli politici denominati Comitati per la Difesa della Rivoluzione i cui membri mantenevano segreta la propria identità. Ancora attualmente poco si sa sui componenti di questi direttorati tranne il fatto che la sua leadership era capitanata da intellettuali di inclinazione politica marxista-leninista. Il 4 agosto 1984 l'Alto Volta cambiò denominazione chiamandosi Burkina Faso, ovvero Terra di uomini onesti, nome con il quale Thomas Sankara intendeva infondere nella popolazione un sentimento di partecipazione attiva alle 46 Storia del Burkina Faso sue iniziative per un salto di qualità verso la modernità del suo paese, cercando nel contempo di attuare un vero e proprio strappo culturale e politico con il passato. Il 25 dicembre 1985 la tensione con il Mali per il controllo dei giacimenti minerari della Striscia di Agacher portarono il Burkina Faso ad uno scontro diretto che durò circa cinque giorni ed ebbe come conseguenza la morte di circa 100 persone; le ostilità ebbero termine grazie all'intervento di mediazione del Presidente della Costa d'Avorio Félix Houphouët-Boigny e viene ricordato in Burkina Faso come la guerra di Natale. Secondo i suoi detrattori i tentativi di riforme strutturali tentati da Sankara implicarono decisive e strette misure di austerity che minarono enormemente la sua popolarità e la sua figura carismatica agli occhi della popolazione e del suo stesso movimento politico. Per moltissimi Africani, tuttavia, Sankara è ancora oggi un mito, capace di vaccinare in 3 settimane oltre metà dei bambini del Paese contro febbre gialla, meningite e morbillo, di portare avanti con determinazione (anche usando le maniere forti) programmi sanitari e di scolarizzazione, di combattere la corruzione e gli sprechi della politica, primo leader africano ad avviare progetti contro la desertificazione e a trattare con l'Occidente per la cancellazione del debito estero dei Paesi africani nonché primo leader ad aver denunciato il diffondersi della piaga dell'AIDS in Africa. Durante il governo Sankara tutti i principali indici della qualità della vita migliorarono sensibilmente. Il 15 ottobre 1987 Thomas Sankara venne assassinato a Ouagadougou durante un colpo di stato guidato da alcuni ufficiali dell’esercito, alla testa del capitano Blaise Compaoré (l’attuale presidente del Burkina Faso), compagno di lotta e braccio destro di Sankara. Blaise Compaoré, insieme al capitano Henry Zongo ed al maggiore Jean-Baptiste Boukary Lengani composero un triumvirato al comando del Fronte Popolare il cui scopo era di continuare l'opera rivoluzionaria e rimediare alle deviazioni di Sankara dagli obiettivi originari rivoluzionari. Per assicurarsi l'adesione al nuovo governo della classe media del paese, il triumvirato abbandonò gran parte delle misure economiche populiste di Sankara e accettarono in una nuova coalizione politica sorta nel 1989 alcune formazioni non marxiste. A questa iniziativa si oppose l'Organisation pour la Démocratie Populaire/Mouvement du Travail (ODP/MT) ed il 18 settembre 1989, mentre Compaoré si trovava in una visita diplomatica in Asia gli altri due membri del triumvirato, Lengani e Zongo, vennero arrestati con l'accusa di voler rovesciare il Fronte Popolare; dopo essere stati sommariamente accusati di tradimento e condannati vennero giustiziati la stessa notte dell'arresto. Dopo il suo ritorno Compaorè riorganizzò un nuovo governo tenendo per sé la carica di Ministro della Difesa e della Sicurezza. Voci correlate • Alto Volta Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:History of Burkina Faso 47 48 Costa D'avorio Costa d'Avorio Costa D'Avorio (dettagli) (dettagli) Unione, Disciplina, Lavoro Dati amministrativi Nome completo Repubblica della Costa d'Avorio Nome ufficiale République de Côte d'Ivoire Lingue ufficiali francese Capitale Yamoussoukro 1 (299.243 (cens.1998) ab.) Politica Forma di governo Capo di Stato Capo di Governo Indipendenza Ingresso nell'ONU Repubblica Alassane Ouattara Guillaume Soro Dalla Francia il 7 agosto 1960 20 settembre 1960 Superficie Totale % delle acque 322.460 km² (67º) 1,4 % Costa d'Avorio 49 Popolazione Totale 21,500,000 (stima 2011) ab. (56º) Densità 67 ab./km² Geografia Continente Africa Fuso orario UTC +0 Economia Valuta PIL (PPA) Franco CFA 35.752 milioni di $ (97º) PIL pro capite (PPA) 1.681 $ (2010) (150º) ISU (2010) 0,397 (basso) (149º) Varie TLD .ci Prefisso tel. +225 Sigla autom. CI Inno nazionale L'Abidjanaise Festa nazionale 1 La città più importante è Abidjan La Repubblica di Costa d'Avorio (conosciuta dal 1985 come République de Côte d'Ivoire) è uno Stato dell'Africa occidentale. Confina ad ovest con la Liberia e la Guinea, a nord con il Mali e il Burkina Faso, ad est con il Ghana e a sud con il Golfo di Guinea. La Costa d'Avorio è una repubblica presidenziale con capitale Yamoussoukro; la lingua ufficiale è il francese. Nonostante il suo sviluppo economico sia insidiato dall'agitazione politica dovuta alla dilagante corruzione, la Costa d'Avorio rimane uno degli stati più prosperi dell'Africa occidentale. Circa un quarto della popolazione vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno.[1] Costa d'Avorio Il nome Il paese è conosciuto in italiano come Costa d'Avorio e corrispondentemente tradotto in altre lingue: Elfenbeinküste in tedesco, Costa de Marfil in spagnolo, Ivory Coast in inglese, Ακτή Ελεφαντόδοντος in greco, Fildişi Sahilleri in turco e così via. A causa del disordine che tutti questi nomi avrebbero potuto produrre nelle tribune internazionali, nell'ottobre 1985 il governo chiese che il paese fosse conosciuto in ogni lingua come Côte d'Ivoire (e non Côte-d'Ivoire come avrebbe dovuto esserlo in tipografia corretta francese). Infatti, secondo la legge nazionale, il nome del paese non può essere tradotto dal francese. Malgrado ciò, il nome continua ad essere tradotto nelle varie lingue. Però la Côte d'Ivoire fa applicare con tenacia questa sua volontà in ambito ONU, dove il nome non è mai tradotto, neanche in inglese. Storia La Costa d'Avorio, ex colonia francese, ha ottenuto l'indipendenza nel 7 agosto 1960. Tra il 1900 e il 1911, la popolazione ivoriana fu vittima di genocidio, riducendosi da 1,5 milioni a 160.000, a causa della schiavitù imposta dal colonialismo francese. Il suo presidente fondatore è stato Félix Houphouët-Boigny, in carica fino al 1993. Geografia Morfologia La Costa d'Avorio è un paese dell'Africa occidentale subsahariana. La costa occidentale è caratterizzata dalla presenza di scogli, baie e promontori rocciosi; quella orientale è percorsa da grandi e profonde lagune, gran parte delle quali risulta inaccessibile al mare a causa della presenza di piccoli arcipelaghi sabbiosi che formano una barriera naturale tra la zona litoranea e il mare aperto. L'entroterra è caratterizzato da fitte foreste pluviali, dimora e rifugio di più di 200 specie di piante. Le foreste digradano rapidamente verso nord lasciando il posto ad una vegetazione più rada, tipica delle savane. Gli unici rilievi presenti si trovano nelle regioni occidentali di Man e Odienné, tra cui spiccano i monti Nimba, alti più di 1.750 metri. Fiumi I fiumi principali sono il Bandama, il Sassandra e il Comoé, nessuno dei quali navigabile poiché interrotti in più punti da rapide o soggetti a siccità durante la stagione secca. Si dovette attendere il 1950 perché venisse costruito il primo canale, nella laguna Ebrié, ad Abidjan. Clima Il clima della Costa d'Avorio è caldo e umido, equatoriale sulla costa meridionale, tropicale nel centro e arido nella parte settentrionale. Sono individuabili tre stagioni: da novembre a marzo il clima è caldo e secco, da aprile a maggio torrido e secco e da giugno a ottobre caldo e umido. 50 Costa d'Avorio Popolazione 21.075.010 Demografia Densità: 54 abitanti per km² Etnie La popolazione odierna della Costa d'Avorio appartiene a circa 60 gruppi etnici, raggruppabili in cinque grandi ceppi accomunati da caratteristiche socio-culturali o etno-linguistiche: Akan, i Gur o Voltaici (come i Senufo), Kru, Mandé del Nord e Mandé del Sud. Gli Akan sono il gruppo etnico maggiore (42,1% della popolazione) e si trovano prevalentemente nelle regioni orientali e centrali dello stato. I gruppi principali, per quanto riguarda le regioni settentrionali, sono i Mandé del Nord (16,5% della popolazione) ed i Voltaici (17,6%). Anche se questi gruppi etnici sono originari del Nord, molte persone che vi appartengono vivono oggi nelle regioni meridionali della nazione; ad esempio, circa il 23% dei Mandé del Nord vive ad Abidjan. Nelle regioni occidentali la popolazione si divide tra i gruppi etnici dei Kru (12,7%) e dei Mandé del Sud (10%). Dagli anni quaranta, agli autoctoni del paese si aggiunsero i lavoratori provenienti dal Burkina Faso, che si installarono nelle piantagioni di caffè e di cacao. Anche dopo l'abolizione del lavoro forzato la Costa d'Avorio continuò ad attrarre ondate di migranti dai paesi limitrofi. Félix Houphouët-Boigny favorì questo flusso introducendo la legge di libera proprietà della terra, con lo slogan "the land belongs to those that develop it". Oggi gli stranieri ammontano a circa il 25% della popolazione ivoriana e appartengono principalmente al gruppo etnico dei Voltaici e dei Mandé del Nord. Di questi, circa il 50% è nato nel paese. Nel paese si riscontra anche la presenza di cittadini di origine francese, inglese, spagnola, statunitense e canadese. 51 Costa d'Avorio Lingue La lingua ufficiale della Costa d'Avorio è il francese che è parlato da circa il 70% della popolazione,[2] mentre la lingua dioula è il dialetto commerciale (creolo) più utilizzato nelle transazioni quotidiane. C'è anche l'Agni Religioni La religione predominante è il Cristianesimo (45,4%, in maggioranza cattolici), segue l'Islam (38,6%); mentre l'11% pratica i culti animisti indigeni. Una parte della popolazione (5%) non si considera seguace di alcuna religione. Ordinamento dello Stato Suddivisione amministrativa Le regioni della Costa d'Avorio: (1) Agnéby (2) Bafing (3) Basso Sassandra (4) Denguélé (5) Montagne (6) Fromager (7) Alto Sassandra (8) Laghi (9) Lagune (10) Marahoué (11) Medio Cavally (12) Medio Comoé (13) N'zi-Comoé (14) Savane (15) Bandama Sud (16) Comoé Sud (17) Valle del Bandama (18) Worodougou (19) Zanzan 52 Costa d'Avorio 53 Regione Nome ufficiale [3] Area (km²) Popolazione Capoluogo Agnéby Agnéby 720.000 9.080 Agboville Alto Sassandra Haut-Sassandra 1.186.600 15.200 Daloa Bafing Bafing 178.400 8.720 Touba Bandama Sud Sud-Bandama 826.300 10.650 Divo Basso Sassandra Bas-Sassandra 25.800 San-Pédro Comoé Sud Sud-Comoé 536.500 6.250 Aboisso Denguélé Denguélé 277.000 20.600 Odienné Fromager Fromager 679.900 6.900 Gagnoa Laghi Lacs 597.500 8.940 Yamoussoukro Lagune Lagunes 4.210.200 14.200 Abidjan Marahoué Marahoué 651.700 8.500 Bouaflé Medio Cavally Moyen-Cavally 443.200 14.150 Guiglo Medio Comoé Moyen-Comoé 488.200 6.900 Abengourou Montagne Montagnes 1.125.800 16.000 Man N'zi-Comoé N'zi-Comoé 909.800 19.560 Dimbokro Savane Savanes 1.215.100 40.323 Korhogo Valle del Bandama Vallée du Bandama 1.335.500 28.530 Bouaké Worodougou Worodougou 400.200 21.900 Séguéla Zanzan Zanzan 839.000 38.000 Bondoukou Città principali Due sono le città principali: Abidjan, capitale economica del paese, e l'odierna capitale Yamoussoukro. Istituzioni Le istituzioni sono 19. Politica Dal 1983 la capitale ufficiale è Yamoussoukro; comunque, Abidjan resta il centro amministrativo. La maggior parte dei paesi mantiene la propria ambasciata ad Abidjan. La popolazione continua a soffrire a causa del continuo stato di guerra civile. Le organizzazioni internazionali per i Diritti Umani hanno segnalato problemi relativi al trattamento dei civili prigionieri da parte di entrambi gli schieramenti e la ricomparsa del fenomeno dei bambini ridotti in schiavitù e impiegati come lavoratori nella produzione del cacao. Economia La Costa d'Avorio possiede una delle economie più prospere dell'Africa, benché fragile poiché basata principalmente sull'esportazione di materie prime. Il suo mercato dipende pesantemente dal settore agricolo; infatti quasi il 70% del popolo ivoriano è impiegato in qualche forma di attività agricola. Il paese è inoltre il maggior produttore ed esportatore mondiale di caffè, semi di cacao e olio di palma. Conseguentemente, l'economia è altamente sensibile alle fluttuazioni dei prezzi internazionali Costa d'Avorio di questi prodotti e alle condizioni meteorologiche. Dall'indipendenza del 1960 fino ai primi anni ottanta il paese godette di un lungo periodo di notevole sviluppo economico, conquistandosi in tal modo un posto tra i paesi in via di sviluppo a medio reddito. Negli anni successivi l'economia subì però un forte arresto a causa del crollo dei prezzi dei principali prodotti d'esportazione e subì ulteriori danni a causa della siccità che interessò il paese. Fu inaugurato un programma di privatizzazione e il governo tentò, senza successo, di differenziare l'economia nazionale. Nonostante tutti questi sforzi, la Côte d'Ivoire continuò a dipendere ancora in gran parte dall'agricoltura e dalle attività ad essa collegate; a tutt'oggi quelle stesse attività danno lavoro a circa il 68% della popolazione del paese. Oltre a caffè, cacao e olio di palma, lo stato produce ed esporta grandi quantità di banane e ananas (soprattutto nell'Unione Europea), noci, canna da zucchero, cotone, sesamo, copra, arachidi e caucciù. Ma è anche produttore di manioca, riso, mais, miglio, patate dolci e sorgo, destinati soprattutto al consumo locale. Un altro settore di notevole rilevanza divenne, a partire dal 1977, quello manifatturiero, grazie soprattutto alla scoperta di giacimenti di petrolio al largo della costa. Il principale legname destinato all'esportazione è il mogano e, per quanto riguarda le estrazioni minerarie, bisogna segnalare la presenza di notevoli quantità di diamanti, manganese, nichel, bauxite e oro. Nel 2002 il PIL pro capite raggiungeva i 710 dollari. Molto sviluppata è la pesca, soprattutto per quanto riguarda il tonno, lavorato ed esportato anche all'estero. Ambiente Flora La foresta Tai è un parco nazionale di interesse scientifico che si estende su un territorio di 350.000 ettari nella regione sud-occidentale della Costa d'Avorio, ai confini con la Liberia. Rappresenta l'ultima porzione intatta della grande distesa di alberi. Fauna La fauna indigena comprende bufali, scimpanzé e altri primati, antilopi e gazzelle di vario genere, fra cui alcune delle specie tipiche della foresta tropicale africana come il bongo e i vari cefalofi "duikers" fra cui il raro cephalophus zebra, elefanti, e diverse specie di rettili fra cui serpenti anche velenosi. Arte L'arte della Costa d'Avorio si contraddistingue per le peculiarità delle varie popolazioni che la abitano. Per i Baulé e per i Guro la produzione artistica è strettamente collegata sia alle esigenze agricole sia alla tradizionale religione ancestrale e quindi tipiche sono sia le maschere, raffiguranti animali legati all'alimentazione, sia quelle rappresentanti figure umane impreziosite da elementi simbolici, come il sole, la fecondità e la potenza.[4] Per gli Agni, invece, le sculture in terracotta, rappresentanti teste o figure di antenati illustri rappresentano la massima espressione artistica. Sport Calcio La Costa d'Avorio si è qualificata per la prima volta nella sua storia ai Mondiali di calcio nel 2006, nell'edizione disputata in Germania, concludendo le qualificazioni in testa al Gruppo 3 della Zona Africana, davanti al Camerun. Ai Mondiali, si è piazzata terza nel proprio gruppo, in un girone non facile, mancando così il passaggio agli ottavi di finale; precisamente, dopo aver perso di misura le prime due partite, sempre per 2-1, contro le forti nazionali di 54 Costa d'Avorio Argentina ed Olanda, ha vinto per 3-2 l'ultima partita contro la Serbia e Montenegro. Successivamente, la selezione ivoriana è riuscita a qualificarsi anche ai Mondiali del 2010 in Sudafrica, vincendo il proprio gruppo di qualificazione. Anche stavolta la Costa d'Avorio ha trovato un girone non facile, finendo insieme a Brasile, Portogallo e Corea del Nord. Tradizioni La Costa d'Avorio riunisce una sessantina di etnie (malinké, senoufo, lobi, dan, krou, baoulé, akan...) ed ognuna di esse possiede ricche usanze e molteplici riti iniziatici. Sul piano artistico, queste etnie, in particolare i dan e i baoulé, hanno prodotto maschere e statue di rara bellezza, che oggi figurano tra le opere più quotate sul mercato artistico africano. A parte i malinké e i dioula, convertiti all'islamismo, la maggior parte delle etnie sono animiste, ossia venerano un dio unico presente in modo diffuso nell'insieme dell'universo. Anche i culti si basano su una serie di intermediari di natura concreta, come geni, antenati, dei secondari, al fine di captare le influenze benefiche e di tenere lontane le potenze maligne. Bisogna assistere alle cerimonie iniziatiche e alle feste rituali, costellate di danze al suono di tam tam, flauti e zucche utilizzate come strumenti, come per esempio i riti di Poro, dell'etnia sénoufo, o la danza dei trampolieri, nel paese di Yacouba. Le feste tradizionali possono essere legate ai raccolti (festa dell'ignam), all'iniziazione a una nuova fascia d'età, a occasioni come funerali, ecc. Ogni etnia possiede le sue tradizioni, e per questo le feste hanno un calendario molto variabile. Per quanto riguarda i costumi, i villaggi della savana presentano un'organizzazione sociale molto rigida. Ogni individuo ha il suo posto all'interno di una serie di legami familiari e dello spirito di clan. All'interno di queste gruppi, la solidarietà tra i membri, la sottomissione al capo e il rispetto dei tabù sono regole assolute. Per tale motivo un visitatore non può entrare in un villaggio, e ancor meno in una casa, senza essere stato invitato dal capo villaggio, con il quale avrà preso contatto in precedenza, attraverso la mediazione di una guida. Note [1] [2] [3] [4] http:/ / hdr. undp. org/ en/ media/ HDI_2008_EN_Tables. pdf http:/ / www. francophonie. org/ IMG/ pdf/ Fcs_enjeu_21esiecle. pdf Stima del 2002 "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.467 Fonti Le fonti di questo articolo sono il CIA World Factbook 2000 e il sito web del Dipartimento di Stato USA del 2003. (L'articolo è in parte tradotto dalla wikipedia in lingua inglese). Per la seconda parte della Storia vedi: 'Côte d'Ivoire Carving up the country' The Economist March 10th 2007, pp.45-46. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Côte d'Ivoire • Wikiversità contiene informazioni: http://it.wikiversity.org/wiki/Costa d'Avorio: laboratorio africano Collegamenti esterni • Scheda della Costa d'Avorio dal sito Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?costa_avorio) Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI. • (FR) Journal d'information et d'actualité sur l'Afrique - Côte d'Ivoire (http://www.jeuneafrique.com/pays/ cote_ivoire/cote_ivoire.asp) • (EN) Lonely Planet country profile (http://www.lonelyplanet.com/destinations/africa/cote_divoire/) 55 Costa d'Avorio 56 • (EN) BBC country profile (http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/africa/country_profiles/1043014.stm) • (EN) AfricaST country profile (http://www.africast.com/country.php?strCountry=Ivory Coast) Yamoussoukro Yamoussoukro Stato: Regione: Coordinate: Costa d'Avorio Laghi 6°49′00″N 5°16′00″W6.816667°N 5.283333°O Superficie: 3.500 km² Abitanti : 200.659 (2005) Densità: 57,33 ab./km² Sindaco: N'Dri Koffi Apollinaire [1] Coordinate: 6°49′00″N 5°16′00″W6.816667°N 5.283333°O [1] Yamoussoukro Sito istituzionale [2] Yamoussoukro è la capitale amministrativa della Costa d'Avorio, situata 240 km a nord di Abidjan. Yamoussoukro Storia Periodo coloniale La Regina Yamousso, nipote di Kouassi N'Go, governava il villaggio di N'Gokro all'epoca della colonizzazione francese. Il villaggio contava 475 abitanti ed era uno dei 129 villaggi Akoué. Vennero stabilite delle relazioni commerciali e diplomatiche, ma nel 1909, su ordini del capo di Djamlabo, gli Akoué si rivoltarono contro l'amministrazione. La stazione di Bonzi, a sette chilometri da Yamoussoukro sulla strada Bouaflé, venne messa a fuoco, e l'amministratore francese, Simon Maurice, fu risparmiato solo grazie all'intervento di Kouassi N'Go. Questo rispettato ex-capo persuase gli Akoué a non scatenare una guerra che avrebbe potuto finire solo con un disastro. Con il ritorno alla normalità della situazione, Simon Maurice, giudicando che Bonzi era diventata insicura, decise di trasferire la stazione militare francese a N'Gokro, dove l'amministrazione francese fece costruire una piramide in memoria di Kouassi N'Go, capo degli Akoué, e in omaggio a Yamousso, N'Gokro venne ribattezzata Yamoussoukro. Nel 1919, la stazione civile di Yamoussoukro venne rimossa, e Félix Houphouët-Boigny divenne capo del villaggio nel 1939. Passò un lungo periodo in cui Yamoussoukro, piccola cittadina agricola, rimase nell'ombra, fino a dopo la guerra, quando vide la creazione dell'African Agricultural Trade Union, e le prime conferenze dei suoi dirigenti. Ma fu solo con l'indipendenza che Yamoussoukro iniziò finalmente a crescere. Dall'indipendenza Dopo il 1964, il presidente Félix Houphouët-Boigny fece dei piani ambiziosi per la città ed iniziò a costruire. In un giorno del 1965, successivamente chiamato la "Grande Lezione di Yamoussoukro", egli visitò le piantagioni con i leader del paese, invitandoli a riportare nei loro villaggi gli sforzi e i conseguimenti agricoli della regione. Il 21 luglio 1977, Houphouët-Boigny offrì le sue piantagioni allo Stato. Nel marzo 1983, Yamoussoukro divenne la capitale politica ed amministrativa della Costa d'Avorio, dopo che, nel giro di un secolo, lo erano state Grand-Bassam (1893), Bingerville (1900) e Abidjan (1933). La maggior parte delle attività economiche si svolgono comunque tuttora ad Abidjan. Il 6 novembre 2004, l'Aeroporto di Yamoussoukro venne attaccato dalla fanteria francese, dopo che un aereo militare proveniente dall'aeroporto aveva bombardato i soldati dell'ONU, oltre a degli obiettivi dei ribelli, e nove militari francesi e un civile statunitense erano rimasti uccisi. Due Sukhoi Su-25 della Costa d'Avorio e diversi elicotteri Mil Mi-24 vennero distrutti, vale a dire la maggior parte delle forze aeree della nazione. La folla cercò di attaccare le truppe francesi in seguito all'incursione nell'aeroporto. Luoghi di interesse Yamoussoukro è sede di quello che viene dichiarato come il luogo di culto cristiano più alto e più grande del pianeta: la Basilica di Nostra Signora della Pace di Yamoussoukro, consacrata da Papa Giovanni Paolo II il 10 settembre 1990. Luoghi degni di interesse sono la Diga di Kossou, la Fondazione Félix Houphouët-Boigny, la Casa del PDCI-GDR, le varie scuole dell'Istituto Politecnico Félix Houphouët-Boigny, l'aeroporto internazionale (con una media di 600 passeggeri e 36 voli nel 1995, è l'unico aeroporto in Africa che poteva ospitare il Concorde), il Municipio, il Tempio Protestante, la Moschea e il Palazzo degli Ospiti. 57 Yamoussoukro Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/ Category:Yamoussoukro Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Yamoussoukro& language=it& params=6. 816667_N_-5. 283333_E_ [2] http:/ / yamoussoukro. org/ en/ index. htm Storia della Costa d'Avorio Non si sa molto della storia della Costa d'Avorio nel periodo precedente l'arrivo delle navi europee, i primi contatti avvennero nel 1637 quando alcuni missionari francesi approdarono nei pressi di Assinie vicino al confine con la Costa d'Oro (attuale Ghana). Epoca precoloniale Il gruppo etnico principale vi giunse in epoca piuttosto recente, dalle zone vicine: il popolo Kru migrò dalla Liberia attorno al 1600; i Senoufo e i Lubi vi giunsero scendendo verso sud dal Burkina Faso e dal Mali. Bisogna aspettare il XVIII e XIX secolo perché vi giungesse anche il popolo Akan, inclusi i Baoulé, che emigrarono dal Ghana nell'area orientale del paese, insieme ai Malinké, migrati nello stesso periodo dalla Guinea verso il nordovest della Costa d'Avorio. In confronto con il confinante Ghana, la Côte d'Ivoire non ha sofferto molto dal traffico di schiavi. Le navi dei mercanti di schiavi preferivano altre zone lungo la costa che offrivano approdi migliori. Inizi del colonialismo europeo in Africa La storia degli imperi coloniali è dominata da due periodi fondamentali. Il primo periodo inizia alla fine del Quattrocento e si chiude alla fine del Settecento, il secondo si apre all’alba del XIX secolo e si prolunga fino al 1950. Il primo è caratterizzato da tentativi di espansione commerciale: dall’oltremare si importano merci di grande valore (oro, pietre preziose, spezie e schiavi) in quanto i costi di trasporto sono molto alti. La seconda fase invece prende piede con la rivoluzione industriale che abbassa i costi di trasporto e aumenta il consumo di materie prime. Fino al 1880, l’Inghilterra è dominatrice assolta della corsa coloniale, seguita dai Paesi Bassi e dalla Francia. Dopo il 1880, la rivalità fra le potenze coloniali acquisisce una nuova dimensione, dopo la comparsa di nuovi concorrenti (Germania,Italia,Stati Uniti,Belgio e Giappone). La colonizzazione di estende dall’Africa subsahariana, ultima regione a subire l’espansione territoriale europea. La conquista dell’Africa nera, terminata intorno al 1913, segna, in pratica, la fine della spartizione della Terra. All’alba dell’era industriale, la colonizzazione interessa il 18% delle terre emerse e circa il 3% della popolazione. Intorno al 1938, momento del suo apogeo, s’impone sul 42% delle superfici e sul 32% degli abitanti del pianeta. L’esplorazione dell’Africa inizia nel ‘400, quando gli Europei cercano una via alternativa per le Indie, da dove importavano le spezie. Questo commercio, prima della conquista ottomana della Terra Santa, era in mano a mercanti italiani (in particolare genovesi). Così nel 1400, alcuni navigatori italiani, e poi portoghesi, cominciarono a esplorare la costa occidentale dell’Africa. Nel 1498, Vasco de Gama doppia il capo di Buona Speranza, aprendo quindi una via marittima diretta tra l’Europa e le Indie. Progressivamente gli Europei esplorano le coste dell’Africa e risalgono i grandi fiumi dove trovano mercati d’oro, pietre preziose, schiavi, avorio e caffè. Fino al XIX secolo, il continente africano presentava solo forme di colonialismo commerciale diffuso lungo le coste. Dal XIX secolo inizia il colonialismo moderno, voluto allo sfruttamento delle risorse dei paesi colonizzati. Ebbe inizio così la corsa alle colonie in Africa: le potenze europee (soprattutto Gran Bretagna e Francia) inviano 58 Storia della Costa d'Avorio militari per occupare i vasti territori africani nell’entroterra. Questi territori, secondo gli europei, formalmente non appartenevano a nessuno e venivano occupati sia con la forza, si con la diplomazia, con trattati coi capi delle tribù africane che in questa maniera cedevano sovranità alle potenze europee. Inizi del colonialismo europeo in Costa d’Avorio I portoghesi, seguiti da olandesi e francesi, iniziarono a commerciare con l’Africa occidentale nel 1500 ma, la scarsità di porti naturali della Costa d’Avorio, impedì una colonizzazione europea del suo territorio. L’unico commercio che si sviluppò nel 1600 su quello dell’avorio, che condusse gli elefanti della zona all’estinzione, tanto che questo, all’inizio del 1700 cessò del tutto. A metà del 1800 i Francesi istituirono i primi avamposti di Assimie e Grand-Bassam, i Francesi stipularono dei trattati con i capi locali ai quali pagavano un dazio per l’uso della terra. La sconfitta della Francia nella guerra Franco-Prussiana (nel 1871) costrinse i francesi a ritirare le loro guarigioni militari ai loro avamposti nell’Africa occidentale, lasciandovi solo le comunità di mercanti. L’avamposto di Grand-Bassam fu affidato a un armatore di Marsiglia, Arthur Verdier, che nel 1878 divenne il ministro residente (agente diplomatico) francese nella regione, col compito di restaurare i presidi militari per proteggere le installazioni commerciali. Nel 1885, Francia e Germania, organizzarono una conferenza a Berlino per regolare la “corsa alle colonie” in Africa. Nel 1886 la Francia procede all’occupazione effettiva della Costa d’Avorio (chiamata in francese Côte-d'Ivoire). L’anno dopo il tenente Louis Gustav Binger, intraprese un viaggio d’esplorazione di due anni al’interno della Costa d’Avorio. Durante il viaggio, egli negoziò quattro trattati con capi locali della Costa d’Avorio e nello stesso anno un suo agente (Laplène) negoziò altri cinque trattati che estesero l’influenza francese su tutto il paese fino al bacino del Niger. Nel 1889 anche la Gran Bretagna riconobbe la sovranità francese su quest’area, la Francia promosse Laplène a governatore del territorio. Nel 1893 la Costa d’Avorio fu proclamata una colonia francese e Binger, a cui era stato incaricato di diventare capitano, fu nominato governatore. La capitale della colonia fu Grand-Bassam, successivamente trasferita a Bingerville, dal 1893 al 1896, Abidjan iniziò a svilupparsi e negli anni ’30 diventò la città più importante della colonia. Accordi con la Liberia nel 1892 e con la Gran Bretagna nel 1893 permisero di fissare i confini occidentali e orientali della colonia. Ma i confini settentrionali non furono fissati fino al 1947 perché i francesi speravano di annettere parti dell’alto-volta (attuale Burkina Faso) e del Sudan francese (attuale Mali) alla colonia della Costa d’Avorio. Il 10 marzo 1893 la Costa d’Avorio diventò colonia francese. Binger cominciò una serie di campagne militari contro Samari-Ture, fondatore dell’impero Luassdu che resistette ai francesi nell’Africa occidentale dal 1882 fino alla cattura nel 1898. Samari-Ture importava armi da fuoco moderne dalla colonia britannica del Sierra Leone. La conquista delle miniere d’oro di Buè (poste tra Mali e Guinea) gli promise di formare un esercito moderno con più di 30.000 soldati, organizzati su modello europeo. I francesi riuscirono a catturarlo solo nel 1898 e a pacificare la regione. Epoca francese La Francia si interessò alla Côte d'Ivoire intorno al 1840, persuadendo i capi locali a dare il monopolio dei commerci lungo la costa ai mercanti francesi. Successivamente, i francesi costruirono delle basi navali per tenere lontano gli altri mercanti e iniziarono una conquista sistematica dell'interno. L'occupazione fu ottenuta soltanto intorno al 1890 dopo una lunga guerra contro i Mandinka, originari per lo più del Gambia.Tra il 1900 e il 1911, la popolazione ivoriana fu vittima di un genocidio, riducendosi da 1,5 milioni a 160.000, a causa della schiavitù imposta dal colonialismo francese. La resistenza armata da parte dei Baoulé e di altri gruppi dell'est continuò fino al 1917. I francesi avevano un obiettivo prevalente: stimolare la produzione di generi per l'esportazione. In breve tempo furono avviate lungo la costa delle piantagioni per la produzione di caffè, cacao e olio di palma. La Côte d'Ivoire divenne l'unico paese dell'Africa Occidentale con una apprezzabile popolazione di 'coloni'; altrove in Africa Occidentale e Centrale i francesi e gli inglesi erano essenzialmente dei burocrati. Di conseguenza, un terzo delle piantagioni di cacao, caffè e banane erano nelle mani di cittadini francesi e un odiato sistema di lavoro forzato divenne la spina dorsale dell'economia. Nel 1900 i francesi introdussero la tassa del testatico col ché potranno iniziare una serie di 59 Storia della Costa d'Avorio lavori pubblici nella colonia. In breve tempo furono avviate lungo la costa delle piantagioni per la produzione di caffè, cacao e olio di palma. Durante la seconda guerra mondiale (1943) tutte le colonie dell’Africa occidentale passarono al potere di Charles de Gaulle. Fino al 1958, Parigi amministrava la Costa d’Avorio, nominandovi i propri governatori. Nel dicembre 1958, dopo un referendum, la Costa d’Avorio proclamò l’indipendenza. L'indipendenza Félix Houphouët-Boigny, figlio di un capo Baoulé, era destinato a diventare l'artefice dell'indipendenza della Côte d'Ivoire. Nel 1944 fondò il primo sindacato agricolo dei coltivatori di cacao, come lui stesso era. Irritati dal fatto che la politica coloniale favoriva i proprietari di piantagioni francesi, essi si unirono per reclutare lavoratori migranti per le loro stesse aziende agricole. Houphouët-Boigny assunse in breve un ruolo di rilievo e in un anno venne eletto al Parlamento di Parigi. Un anno dopo la Francia aboliva il lavoro forzato. Man mano che Houphouët-Boigny cominciò ad apprezzare il denaro e il potere, e divenne più amichevole nei confronti dei Francesi, lasciò gradualmente cadere le rivendicazioni più radicali. La Francia lo ricompensò facendolo diventare il primo Africano a diventare ministro in un governo Europeo. Al momento della indipendenza della Côte d'Ivoire nel 1960, il Paese era nettamente il più prospero dell'Africa Occidentale Francese, dal paese proveniva oltre il 40% alle esportazioni totali della regione. Quando Houphouët-Boigny divenne il primo presidente del Paese, il suo esecutivo assicurò ai coltivatori prezzi elevati per stimolare ulteriormente la produzione. La produzione di caffè aumentò in modo significativo lanciando la Côte d'Ivoire al terzo posto come volume totale esportato dopo Brasile e Colombia. Per il cacao avvenne lo stesso: entro il 1979 i Paese era il maggiore produttore mondiale, diventando anche il maggior esportatore Africano di ananas e olio di palma. Tecnici francesi avevano pilotato da dietro le quinte questo programma, a cui spesso ci si riferiva come al 'miracolo Ivoriano'. Nel resto dell'Africa gli Europei venivano espulsi a seguito dei processi di indipendenza; in Côte d'Ivoire al contrario aumentavano vistosamente. La comunità Francese crebbe da 10000 a 50000 unità, la maggior parte dei quali insegnanti e consiglieri. Per 20 anni l'economia mantenne un tasso annuo di crescita di quasi il 10%, il maggiore fra i paesi Africani non esportatori di petrolio. Il governo di Houphouët-Boigny Houphouët-Boigny governò con una fermezza definita da alcuni "pugno di ferro" e da altri "metodo paternalistico". La stampa non era indipendente ed era ammesso un unico partito politico. Houphouët-Boigny fu anche il maggior ideatore Africano di progetti faraonici. Fu aspramente criticato per avere utilizzato ingentissime risorse allo scopo di trasformare il suo villaggio, Yamoussoukro, nella nuova capitale. All'inizio degli anni ottanta l'economia Ivoriana fu scossa dai contraccolpi della recessione internazionale e dalla siccità locale. Anche a causa del taglio indiscriminato degli alberi da alto fusto e della caduta del prezzo dello zucchero, il debito estero triplicò. L'eco dell'aumento della criminalità ad Abidjan arrivò sino in Europa. Il miracolo era finito. Nel 1982 Laurent Gbagbo fonda in esilio il Fronte Popolare Ivoriano, ispirandosi al Partito Socialista Francese. Nel 1990, centinaia di lavoratori civili scioperarono, insieme agli studenti che protestavano contro la corruzione istituzionale. L'agitazione forzò il governo ad accettare la democrazia multipartitica. Houphouët-Boigny divenne sempre più debole e morì nel 1993. Il suo successore fu Henri Konan-Bédié. Il governo Bédié Nell'ottobre 1995, Bédié venne confermato alla presidenza con il 96% dei voti contro un'opposizione frammentata e disorganizzata. Il suo governo perse però in breve tempo il sostegno internazionale. Bédié favorì l'aumento della corruzione, causando la diffusione del malcontento anche all'interno dell'esercito. Mandò in prigione diverse centinaia di sostenitori dell'opposizione ma d'altro canto migliorò l'economia, almeno superficialmente, con la diminuzione dell'inflazione e un tentativo di eliminare il debito estero. 60 Storia della Costa d'Avorio L'ivorianità Al contrario di Houphouët-Boigny, che fu molto attento nell'evitare ogni forma di conflitto etnico lasciano l'accesso alle posizioni di potere a tutti i cittadini indipendentemente dalla provenienza Bedié enfatizzò il concetto di "ivorianità" (Ivoirité) tramite il quale escluse dalle elezioni presidenziali Alassane Ouattara, suo principale rivale e candidato dell'opposizione, usando come pretesto le sue origini del Burkina Faso. Le altre cariche pubbliche rimasero aperte a tutti gli Ivoriani, così come tutti (ivoriani di prima o più generazioni) furono chiamati alle votazioni. La decisione dell'esclusione di Ouattara infiammò l'opposizione, in gran parte sostenuta dagli Ivoiriani del nord, per lo più di origini straniera, tra cui moltissimi del Burkina Faso. Reagendo all'esclusione del suo candidato migliore, l'opposizione boicottò in maniera massiccia lo scrutinio e denunciò la manovra. Poco dopo, il presidente Bédié allontanava il generale Gueï, capo dell'esercito, dopo che quest'ultimo aveva rifiutato di impegnare le sue truppe contro l'opposizione. Quattro anni dopo essere stato allontanato, cioè il 24 dicembre 1999, il generale Robert Gueï, alla testa di un gruppo di soldati, rovesciò il governo di Henri Konan Bédié. Accolto come un riparatore dei torti dalla popolazione, il generale Gueï promise di ridurre il crimine e la corruzione; i generali fecero pressioni per introdurre severe misure di austerità economica, e auspicarono una società meno dispendiosa, anche attraverso campagne di sensibilizzazione lungo le strade. L'esercito instaurò, il 4 gennaio 2000 un Comitato di Salute Pubblica con il compito di condurre al più presto a libere elezioni nel paese. Il governo Gbagbo Il 1 agosto 2000, la Costa d'Avorio si dotò di una nuova costituzione, approvata dall'86% degli elettori ivoriani in occasione di un plebiscito popolare condotto nel mese precedente. Grazie alla nuova costituzione, il generale Gueï, su modello del suo predecessore, Henri Konan Bédié, decise a sua volta di invocare il concetto di ivorianità per escludere Alassane Ouattara dalla corsa elettorale per una seconda volta. Il generale Gueï e Laurent Gbagbo si trovarono allora ad essere i soli candidati alla presidenza del paese. Laurent Gbagbo, candidato del Fronte Popolare Ivoriano, sfidò il generale Robert Guéi, capo del Comitato di Salute Pubblica, alla presidenza del paese. L'elezione, tenutasi nell'ottobre del 2000 non fu né pacifica né democratica, la vigilia delle elezioni fu segnata da agitazioni sia tra le file dell'esercito che tra i civili. Il tentativo di brogli elettorali da parte di Guéi I risultati delle elezioni del 2002 portò a un sollevamento popolare, che causò la morte di 180 persone e la sua rapida sostituzione con il vincitore delle elezioni, Gbagbo. Appena eletto, il presidente Gbagbo respinse la legittimità politica di Alassane Ouattara, capo del RDR (raccolta dei repubblicani) scatenando violente proteste nel nord del paese. 61 Storia della Costa d'Avorio Il colpo di stato Il 19 settembre 2002, truppe di ribelli provenienti dal nord guadagnarono il controllo di gran parte del paese. L'ex presidente Guéi rimase ucciso nei combattimenti. Una prima tregua con i ribelli, che godevano del pieno appoggio della popolazione del nord, prevalentemente musulmana, si rivelò di breve durata e ripresero i combattimenti per conquistare le principali zone di coltivazione del cacao. La Francia inviò delle truppe per il rispetto dei confini della tregua; milizie irregolari, comprendenti signori della guerra e combattenti provenienti dalla Liberia e dalla Sierra Leone, approfittarono della crisi per impossessarsi di parte delle regioni occidentali. Nel gennaio 2003, il presidente Gbagbo e i capi dei ribelli firmarono degli accordi per la creazione di un 'governo di unità nazionale'. Il coprifuoco fu tolto e le truppe Francesi ripulirono il confine occidentale del paese, che era fuori controllo. Ma i problemi centrali rimasero e nessuna delle due fazioni riuscì a realizzare i propri obiettivi. Da allora, il governo di unità nazionale si è dimostrato estremamente instabile. Nel marzo 2004, 120 persone furono uccise durante un raduno dell'opposizione. Un rapporto sull'accaduto concluse che le uccisioni erano state premeditate. Nonostante i mediatori delle Nazioni Unite fossero sul posto, le relazioni tra Gbagbo e l'opposizione continuarono a deteriorarsi. Il 31 ottobre 2010 si sono svolte nuove elezioni presidenziali: tra i candidati vi erano Alassane Ouattara, candidato dell'Unione dei repubblicani della Costa d'Avorio e Laurent Gbagbo, candidato del Fronte Popolare Ivoriano, che ottennero rispettivamente il 32,08% e il 38,02%. Il 28 novembre si è svolto il ballottaggio, al termine del quale Ouattara ha annunciato la sua vittoria con il 54,10% dei voti. Gbagbo, contestando il risultato a lui avverso, non ha lasciato la Presidenza nonostante le innumerevoli pressioni provenienti anche dall'estero. Con il fallimento di tutte le trattative diplomatiche si è così giunti ad un nuovo sanguinoso scontro tra opposte fazioni che ha percorso tutto il paese. Dopo l'intervento di truppe francesi, l'11 aprile 2011 Gbagbo viene arrestato ed Alassane Ouattara diventa il nuovo presidente della Costa d'Avorio. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:History of Côte d'Ivoire 62 63 Togo Togo Togo (dettagli) (dettagli) Travail, Liberté, Patrie (Traduzione: Lavoro, Libertà, Patria) Dati amministrativi Nome completo Repubblica togolese Nome ufficiale République Togolaise Lingue ufficiali francese e numerose lingue locali Capitale Lomé (700.000 ab. / 1998) Politica Forma di governo Repubblica Capo di Stato Faure Gnassingbe Capo di Governo Yawovi Agboyibo Indipendenza Ingresso nell'ONU Dalla Francia 27 aprile 1960 20 settembre 1960 Superficie Totale % delle acque 56.785 km² (122º) 4,2 % Popolazione Totale 5.548.702 ab. (2006) (107º) Togo 64 Densità 97,7 ab./km² Geografia Continente Africa Fuso orario UTC 0 Economia Valuta PIL (PPA) Franco CFA 5.662 milioni di $ (153º) PIL pro capite (PPA) 858 $ (2010) (171º) ISU (2010) 0,428 (basso) (139º) Varie TLD .tg Prefisso tel. +228 Sigla autom. TG Inno nazionale Salut à toi, pays de nos aïeux (Salve a te, paese dei nostri avi) Festa nazionale 27 aprile - Festa dell'indipendenza Il Togo, ufficialmente Repubblica Togolese (in francese République Togolaise), è uno stato dell'Africa Occidentale. Confina a ovest con il Ghana, a est con il Benin, a nord con il Burkina Faso. Si affaccia per un breve tratto (soltanto 56 km) sul Golfo di Guinea a sud; in questo tratto di costa si trova la capitale Lomé. Lo stato è vasto 56.785 km² ed è abitato da 6.145.000 abitanti con una densità di 97,7 ab/km². La lingua ufficiale è il francese (è membro dell'associazione dei paesi francofoni) ma vi si parlano molte altre lingue africane. Col nome di Togoland fu colonia prima della Germania e poi della Francia, da cui ottenne l'indipendenza nel 1960. Circa il 40 % della popolazione vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno.[1] Togo Il nome Originariamente, il nome "Togo" indicava un insediamento del popolo Ewe che si trovava sulle sponde del lago omonimo. In lingua ewe, to-go significa approssimativamente "andare all'acqua". Presso il villaggio di Togo i tedeschi trattarono con un capo locale ottenendo il controllo della regione, che battezzarono Togoland ("terra di Togo"). In seguito, "Togo" divenne un modo comune per riferirsi all'intera colonia tedesca, e il villaggio di Togo fu ribattezzato Togoville. Storia Storia antica Della storia del Togo prima dell'avvento dei portoghesi (fine XV secolo) si sa poco. Il popolo più antico della regione è quello dei Tamberna, che vivevano nel nord in famiglie estese, in villaggi di case fortificate. Molte tribù entrarono in Togo dalle regioni confinanti fra l'XI e il XIX secolo: gli Ewe dalla Nigeria e dal Benin, i Mina dal Ghana. Fra il XVIII e il XIX secolo, i popoli del Togo subirono l'influenza dei potenti regni di Ashanti (a ovest) e Dahomey (a est). La colonizzazione I primi Europei a raggiungere le coste del Togo furono molto probabilmente i portoghesi, nel XV secolo, seguiti dai danesi, dai francesi e dagli inglesi. Gli Europei iniziarono a commerciare con le popolazioni locali, soprattutto con la compravendita di schiavi. Il popolo Mina fu quello che strinse con i bianchi i rapporti commerciali più importanti; compravano schiavi dai Kabyé e da altri popoli dell'entroterra e li rivendevano agli Europei. Gli europei non tentarono di occupare il Togo fino al XVIII secolo. Dapprima fu la Danimarca a rivendicare il proprio diritto al controllo della regione. Nel 1884, il diplomatico tedesco Gustav Nachtigal stipulò una serie di patti commerciali con il sovrano locale Mlapa III (i cosiddetti trattati di Togoville). Tali patti diedero origine a un rapporto privilegiato fra le popolazioni locali e la Germania; l'intera regione (ribattezzata Togoland) divenne in seguito protettorato e poi colonia tedesca. I tedeschi introdussero tecniche molto moderne per la coltivazione di cacao, caffè e cotone e svilupparono le infrastrutture del paese fino a renderle tra le migliori nell'Africa del tempo, esercitando al contempo un controllo dispotico sui nativi. Nella prima guerra mondiale le esigue truppe tedesche che presidiavano il Togo capitolarono in poche settimane di fronte ai britannici e ai francesi, che si spartirono il paese. Un mandato della Società delle Nazioni sancì in seguito la situazione creata dagli eventi bellici. Indipendenza Durante il periodo coloniale, i Mina videro crescere la loro influenza politica ed economica grazie ai loro antichi legami con gli Europei e al fatto di vivere in prossimità della costa. Gli Ewe, al contrario, si ritrovarono divisi e indeboliti dalla spartizione del Togo fra britannici e francesi, e da entrambi i lati del confine iniziarono a premere per la riunificazione. Le speranze degli Ewe svanirono quando il Togoland britannico votò a favore dell'unificazione con il Ghana, che stava proprio allora ottenendo l'indipendenza. Il Togoland francese, invece, dichiarò la propria indipendenza nell'aprile del 1960, costituendo il moderno stato del Togo. Sylvanus Olympio fu eletto primo presidente del Togo. 65 Togo Colpo di stato militare Nel 1963, il Togo fu teatro del primo colpo di stato militare in Africa. Olympio fu rovesciato da un gruppo di 626 veterani togolesi dell'esercito francese il 13 gennaio 1963. A tali veterani Olympio aveva precedentemente negato l'accesso nell'esercito regolare del Togo. Il giorno dopo il colpo di stato, Olympio fu ucciso, e al suo posto subentrò il primo ministro, l'Ing. Nicolas Grunitzky. Nel 1967, Grunitzky fu deposto dal sergente Étienne Eyadéma, che controllava l'esercito, e che instaurò un regime monopartitico. Eyadéma nazionalizzò le principali risorse Koffi Panou col politico francese Charles Debbasch economiche del paese (a partire dalle miniere di fosfati), espropriandole alle società straniere che le avevano acquisite nel periodo coloniale. In segno di emancipazione dagli Europei, egli ordinò a tutti i togolesi che avevano un nome di battesimo europeo di cambiarlo con un nome locale; egli stesso si fece da allora chiamare Gnassingbé Eyadéma. Nonostante queste iniziative anticolonialiste, Eyadéma continuò a intrattenere rapporti commerciali e politici con l'Europa, e in particolare la Francia. Negli anni del regime di Eyadéma, molte organizzazioni internazionali (tra cui Amnesty International), denunciarono frequenti violazioni dei diritti umani da parte dei militari e del governo togolese, criticando anche l'appoggio a Eyadéma fornito dalla Francia. All'inizio degli anni novanta, sotto forti pressioni internazionali, Eyadéma rassegnò le dimissioni da capo del governo. Appena dopo l'elezione del primo ministro ad interim, tuttavia, l'esercito iniziò a mettere in atto una serie di azioni terroristiche tra cui il bombardamento dell'abitazione del primo ministro e una serie di attentati e omicidi politici ai danni della stampa, di sindacati e altre organizzazioni che si opponevano a Eyadéma. Il Togo apparve sull'orlo della guerra civile; molti profughi fuggirono in Benin e in Ghana. Nel 1993 si tennero le prime elezioni formalmente multipartitiche, che videro la vittoria quasi plebiscitaria di Eyadéma (96% dei voti). Nel corso del suo governo, Eyadéma si macchiò di numerose altre azioni antidemocratiche che portarono a un progressivo isolamento del Togo sulla scena internazionale. Tra l'altro, fece ripetutamente modificare la costituzione in modo da rimanere in carica per tutta la vita. Il secondo colpo di stato Il 5 febbraio 2005, Eyadéma morì di un attacco di cuore. Secondo la costituzione vigente all'epoca, a succedergli alla guida di un governo di transizione (della durata massima di 60 giorni) avrebbe dovuto essere Fambaré Ouattara Natchaba, portavoce del Parlamento. In quel momento, tuttavia, Natchaba si trovava fuori dal paese. L'esercito togolese, controllato da Faure Gnassingbé (figlio di Eyadéma), chiuse le frontiere; l'aereo dell'Air France su cui Natchaba stava rientrando nel paese dovette atterrare in Benin. Il giorno successivo, il parlamento procedette a rimuovere Natchaba dalle sue funzioni, sostituendolo con Gnassingbé, che divenne quindi presidente ad interim. Inoltre, il parlamento modificò la costituzione eliminando il vincolo di 60 giorni come durata massima della presidenza ad interim; in questo modo, la fine del mandato di Gnassingbé venne a coincidere con la fine del mandato del padre, fissato per il 2008. Queste manovre furono eseguite, almeno formalmente, nei limiti della legalità; tuttavia, da molte parti (incluse l'Unione Africana e le Nazioni Unite) si denunciò l'accaduto come un nuovo colpo di stato militare, essendo le azioni del parlamento visibilmente pilotate dall'esercito, fedele alla famiglia Eyadéma. Le manifestazioni popolari contro Gnassingbé furono soffocate nel sangue; diversi episodi, come il massacro di civili in una rappresaglia dell'esercito ad Aného, furono taciute dai mass media togolesi. Pochi giorni dopo, in risposta alle crescenti pressioni internazionali, Gnassingbé decise di indire nuove elezioni, rassegnando le proprie dimissioni il 25 febbraio. Le elezioni, che si tennero il 24 aprile seguente, che confermarono Gnassinbé come presidente del Togo, furono oggetto di molti sospetti e denunce di irregolarità e brogli, anche a causa della mancanza di osservatori internazionali durante 66 Togo lo svolgimento dell'elezione. Geografia Il Togo è un piccolo (56.785 km²) stato dell'Africa guineana situato pochi gradi ad est del Meridiano di Greenwich e a nord dell'Equatore. Confina a sud con il Golfo di Guinea (56 km), a ovest con il Ghana (877 km), a nord con il Burkina Faso (126 km) e ad est con il Benin (644 km). La sua conformazione è quella di una lunga striscia di terra che dalla costa a sud si dirama vero nord-nord-ovest. La sua larghezza media (110 km) è circa un quinto della sua lunghezza (540 km) dal punto più meridionale situato a Lomé fino al suo punto più settentrionale nella regione Savanes. Morfologia Nel nord il territorio è caratterizzato dalla presenza della savana situata in una zona abbastanza pianeggiante; al centro del paese il terreno è di tipo collinare. Da sud-ovest a nord-est si snoda la catena montuosa dei Monti del Togo, di altezza poco rilevante (il monte più alto dello stato è il Pic Baumann, 986 m). Nella zona meridionale si estende un altopiano (di altezza compresa fra 100 e 300 m) che va a unirsi lentamente in un bassopiano costiero ricco di ampie zone paludose e lagunari. Idrografia L'idrografia del paese è definita da due bacini: quello del fiume Oti, che nasce nel nord del Benin e diventa poi immissario del Lago Volta (Ghana), e quello del fiume Mono che nasce dai Monti del Togo per poi formare gran parte della Immagine satellitare del Togo pianura costiera e sfociare nel Golfo di Guinea. Il Mono alimenta il lago artificiale di Nangbéto. Vicino al mare è presente una vasta laguna, la cui parte più importante è detta Lago Togo; è separata dal mare da una stretta striscia di terra dove si trova una zona densamente abitata e coltivata. 67 Togo 68 Clima Il clima è tipicamente tropicale con le temperature medie che variano dai 27 °C, che si registrano nel breve tratto costiero, ai circa 30 °C delle regioni più settentrionali con un clima più secco e non più tropicale ma caratteristico della savana. A sud vi sono due stagioni della pioggia (la prima tra aprile e luglio e la seconda tra ottobre e novembre) anche se la media delle precipitazioni non è molto elevata (circa 1.000 mm nelle zone montuose, le più piovose). Popolazioni Demografia Con 5.548.702 di abitanti (dato del 2006), il Togo si colloca alla 107a posizione nella classifica mondiale degli stati per popolazione. La densità di popolazione è di 97,7 ab/km². Gran parte della popolazione (il 65% circa) vive in villaggi rurali ed è dedita all'agricoltura o alla pastorizia. La popolazione del Togo è in forte crescita: dal 1961 (anno successivo all'indipendenza) al 2003 è quintuplicata. Andamento demografico nello stato fino al 2003. L'immagine non è aggiornata Etnie Nel paese sono presenti circa 45 diverse etnie; le più importanti e numerose sono gli Ewe a sud (36%), i Kabyé a nord (22%), i Uaci o Ouatchis (14%), i Mina, i Mossi, gli Aja e i Kotokoli a nord-est (16%) . Lingue La lingua ufficiale è il francese, un'altra lingua europea parlata, solo in alcune regioni, è il tedesco. Sono diffuse anche numerose lingue africane, tra cui molti dialetti della lingua ewe, lingua kotokoli e kabye. Le lingue indigene dello stato si suddividono in due gruppi: nella parte centro-meridionale ci sono le lingue gbe (o lingue kwa), appartenenti alla famiglia guineiana; in quella centro-settentrionale predominano le lingue gur (appartenenti alla famiglia africana occidentale). Complessivamente sono stati catalogati 39 diversi idiomi in uso corrente nel paese.[2] Mappa delle lingue GBE parlate attorno alla zona costiera del Togo Togo 69 Religione Il 51% dei togolesi sono animisti. Il secondo maggior gruppo religioso è costituito dai cristiani (29% di cui 21% cattolici, 7% protestanti e il rimanente 1% di altre confessioni cristiane); il resto della popolazione è principalmente di fede islamica.[3] Nella valutazione di questi dati occorre comunque considerare che la maggior parte dei togolesi cristiani o musulmani mantiene anche, almeno in parte, il sistema di credenze e di riti tradizionali delle religioni animiste locali. Fra i prodotti specifici di questo sincretismo religioso c'è il Voudou, molto diffuso in Togo come nei paesi circostanti (in particolare nel Benin). Ordinamento dello stato Suddivisione amministrativa Il Togo è suddiviso amministrativamente in regioni (régions), a loro volta suddivise in prefetture (préfectures). Fa eccezione la capitale Lomé, che non appartiene ad alcuna prefettura, e che ha la qualifica amministrativa di comune (commune). Le regioni sono cinque: da nord a sud, sono la Région des Savanes ("regione delle savane", capitale Dapaong, suddivisa in 4 prefetture), la Région de la Kara ("regione di Kara", capitale Kara, suddivisa in 7 prefetture), la Région Centrale ("regione centrale", capitale Sokodé, suddivisa in 4 prefetture), la Région des Plateaux ("regione degli altopiani", capitale Atakpamé, suddivisa in 9 prefetture) e la Région Maritime ("regione marittima", capitale Lomé, suddivisa in 6 prefetture e un comune). Città principali Le città più importanti dello stato sono Lomé, la capitale, e Sokodé; importanti sono anche da nord a sud Niamtougou, Kara (anticamente Lama-Kara), Bassar, Atakpamé, Kpalimé, Tabligbo, Tsévié, Togoville (città di importanza storica) e Aného. Nella maggior parte dei casi, queste città possono essere considerate come grandi villaggi; fatta eccezione per Lomé, non superano i 100.000 abitanti, hanno pochissime infrastrutture, le strade sono quasi tutte sterrate, e le abitazioni sono di tipo quasi rurale, organizzate in quartieri che si sviluppano in modo sostanzialmente caotico attorno al centro (in genere segnato dai mercati locali). Istituzioni Ordinamento politico Secondo la costituzione del 1992 (approvata con un referendum) il presidente e capo del governo viene eletto ogni cinque anni con suffragio universale. Viene eletta ogni cinque anni anche l'Assemblea di 81 membri che controlla il potere legislativo. Istruzione Nel Togo l'istruzione è obbligatoria dai 6 ai 12 anni; nonostante ciò il tasso di alfabetizzazione è appena al 63%. È presente un forte dislivello del tasso di alfabetizzazione tra uomini (77,4%) e donne (49,9%)[4]. La scolarizzazione varia anche in maniera significativa di regione in regione; raggiunge il 93% nella zona di Lomé, attestandosi intorno al 50% nella Région Maritime e nella Région des Plateaux, e solo al 20% circa nella Région des Savanes. Le scuole sono in parte statali, e in parte amministrate da privati o dalle missioni cristiane. Il principale istituto universitario del paese è l'Università di Lomé. Togo 70 Economia Il Togo fa parte della Comunità finanziaria africana (CFA); la moneta ufficiale è quindi il Franco CFA, legato all'Euro ed emesso dalla banca centrale degli stati della CFA situata a Dakar, in Senegal. Produzione alimentare Il PIL è di 2.061 milioni di dollari (dato della Banca Mondiale, 2005), pari a 380 dollari per persona. L'economia dipende pesantemente dall'agricoltura, sia commerciale che di sussistenza, che impiega il 65% della forza lavoro locale. I proventi di cacao, caffè e cotone, in particolare, costituiscono da soli il 30% dei guadagni dovuti alle esportazioni; il governo togolese sta cercando di diversificare la coltura di esportazione. Oltre all'attività agricola rimane un settore fondamentale la pesca, praticata sia nel mare che nei fiumi e laghi, e l'allevamento, principalmente di sussistenza. Agricoltura, pesca e allevamento sono teoricamente sufficienti a soddisfare le necessità alimentari di base del paese; talvolta, tuttavia, la distribuzione delle derrate non raggiunge in modo efficace tutte le regioni. Contadini al lavoro Estrazione mineraria La principale risorsa mineraria del Togo sono i fosfati, che costituiscono circa il 50% delle esportazioni complessive del paese; questo settore ha comunque sofferto molto a causa del crollo dei prezzi nel mercato internazionale e della crescente concorrenza straniera. Altre risorse minerarie minori sono giacimenti di ferro e cave di marmo. Un piccolo allevamento di capre Industria manifatturiera L'industria manifatturiera rappresenta proporzioni assai limitate di impiego e guadagno; si producono soprattutto cemento, olio di palma e farina. Un ruolo minore viene anche svolto dall'industria tessile. Turismo Il Togo rappresenta una delle principali mete del turismo statunitense ed europeo in Africa occidentale. Le principali attrazioni sono le spiagge incontaminate, ma parte del turismo è diretto verso mete naturalistiche (i parchi nazionali, i Monti del Togo) e culturali (i villaggi delle popolazioni locali). L'instabilità politica e la presenza di un regime di tipo dittatoriale, tuttavia, hanno causato negli ultimi decenni un forte calo di visitatori; nonostante ciò rimane un'importante destinazione turistica. Togo 71 Importazioni Il Togo non riesce ad essere autosufficiente in diversi settori. Vengono importati soprattutto prodotti delle industrie tessili, materiale tecnologico, materiali da costruzione e petrolio. Quest'ultima importazione supplisce alla quasi totale assenza di risorse energetiche nel paese, che storicamente ha utilizzato a questo scopo soprattutto il legname proveniente dalle foreste. I principali partner commerciali del Togo sono Francia, Paesi Bassi, Germania, Italia e Stati Uniti d'America. Trasporti I Trasporti in Togo sono molto carenti. Gran parte delle strade che attraversano il paese non sono asfaltate (5.144 km su 7.520 km totali) e non sono presenti autostrade. Le linee ferroviarie ammontano a un totale di 525 km, con collegamenti internazionali verso Benin e Burkina Faso e (con cambio di scartamento) verso il Ghana. Le autolinee sono limitate alla capitale e alle vie stradali principali del paese. Il porto e l'aeroporto principali del paese si trovano a Lomé. Politica Dopo un periodo di dittatura iniziato immediatamente dopo l'indipendenza, dagli anni novanta in Togo si è avviato un processo che avrebbe dovuto portare in breve tempo a una democrazia multipartitica. Sebbene questa transizione sia formalmente avvenuta, molte istituzioni internazionali (incluse l'Unione Africana e le Nazioni Unite) hanno accusato l'attuale presidente Faure Gnassingbé, salito al potere nel 2005, di aver dato luogo a un colpo di stato. L'istituto statunitense Freedom House cataloga attualmente il Togo come paese "non libero".[5] Il partito di maggioranza è il Raggruppamento del popolo togolese (Rassemblement du peuple togolais, RPT), partito unico durante la dittatura. Di importanza rilevante nell'opposizione ci sono il Raggruppamento per il sostegno della democrazia e dello sviluppo (Rassemblement pour le soutien de la démocratie et du développement, RSDD) e l'Unione per la democrazia e il progresso sociale (Union pour la démocratie et le progrès social, UDPS). Dalla fine degli anni settanta non avvengono esecuzioni, la pena di morte è rimasta in vigore fino al 2009. Il 23 giugno 2009 il parlamento del Togo ha votato all'unanimità l'abolizione della pena di morte nel Paese. Ambiente Flora e fauna Nel paese domina una vegetazione e boscosa o fitta, nelle regioni costiere principalmente da vari tipi di centro-meridionale si possono ancora pluviale. una fauna tipica della savana il manto vegetale è composto mangrovie e nella parte trovare ampie zone di foresta Nel Togo vivono numerose specie animali, anche se mai in grandi quantità. Tra i mammiferi vi sono ippopotami, giraffe, antilopi d'acqua, cefalofi, oribi, bufali, cinghiali, facoceri, iene, cercopitechi verdi e babbuini; presenti, ma rarissimi, sono gli elefanti e i leoni. Tra i rettili, è endemico della zona il pitone reale. Nel Togo si trovano più di 670 specie di uccelli (di cui 65 rari o accidentali), tra cui la tortora a testa azzurra, la gru, il marabù africano, diverse specie di Lagonosticta e Il pitone reale o pitone palla è originario della zona Togo 72 Lonchura e moltissimi altri. La grande varietà faunistica è stata favorita in passato dalla vastità delle foreste; oggi, il disboscamento sta progressivamente riducendo la biodiversità dell'area. Tutela dell'ambiente L'ente responsabile della tutela dell'ambiente è il Dipartimento delle foreste, della caccia e dell'ambiente (Direction des Forêts, des Chasses et de l'Environnement), facente capo al Ministero dell'ambiente e del turismo (Ministère de l'Environnement et du Tourisme).[6] Il 7,5 % del La tortora a testa azzurra è un uccello caratteristico dell'Africa Occidentale territorio nazionale (ovvero la quasi totalità delle aree boschive rimaste) è zona protetta. I due più grandi parchi del paese sono il Parco Nazionale di Keran, che tutela aree di savana, e il Parco Nazionale Fazao-Malfacassa che tutela aree di savana fitta semi-umida collinare. L'aumento della popolazione del paese ha dato origine a un veloce processo di deforestazione (con conseguente desertificazione) a causa dell'aumento della richiesta del legname, principalmente per uso energetico (il Togo non possiede risorse energetiche). Il governo ha lanciato negli ultimi anni un programma di rimboschimento per cercare di arginare questo fenomeno. Nel 1983 e nel 1994, inoltre, sono stati firmati dal governo togolese i trattati per il legname tropicale. Sono stati anche ratificati numerosi accordi internazionali a tutela dell'ambiente, e in particolare in materia di biodiversità, desertificazione, protezione delle specie in pericolo, abolizione dei test nucleari e protezione dell'ozonosfera.[7] Arte Abitazioni rurali dei Tamberna La grande varietà etnica e linguistica del Togo corrisponde a un altrettanto considerevole varietà in termini di cultura, tradizioni e stile di vita. Il Togo è uno dei paesi dell'Africa culturalmente più eterogeneo, e tra le culture di diversi gruppi ci sono spesso enormi differenze. Per esempio, gli Ewe ritengono la nascita di gemelli un evento di ottimo auspicio, e offrono noci di cola e acqua a statuette che raffigurano gli spiriti gemelli, chiamati Ibéji (diventati ormai caratteristici del popolo); per i Bassari, al contrario, la nascita di due gemelli è una grave disgrazia, e anticamente uno dei due o entrambi i gemelli venivano uccisi per timore delle conseguenze nefaste del loro concepimento.[8] I tratti comuni a tutte le culture togolesi, per contro, sono quelli tipici dell'Africa subsahariana in genere e dell'Africa occidentale in particolare. Il culto degli antenati è molto diffuso nonostante l'alta percentuale di cristiani e musulmani; i Kokomba, per esempio, dispongono presso gli ingressi delle abitazioni feticci che raffigurano i defunti, ai quali vengono fatte offerte propiziatorie. I feticci sono molto diffusi anche in relazione al vudù, che nella città togolese di Ouidah ha uno dei più importanti centri di culto. Nella maggior parte delle culture togolesi, come in gran parte dell'Africa occidentale, la società è suddivisa in classi per genere ed età, e il passaggio da una classe all'altra è segnata da riti di iniziazione. Togo 73 Gran parte della popolazione vive in un ambiente rurale, in cui sopravvivono usanze e tradizioni precoloniali. La tecnologia di stampo occidentale è diffusa quasi esclusivamente nei centri cittadini, e anche qui in misura piuttosto ridotta. Le diverse etnie hanno un diverso rapporto con le innovazioni portate dagli Europei; per esempio, i Tamberna del Togo centrale hanno mantenuto in gran parte lo stile di vita tradizionale; i loro villaggi rurali sono fatti da costruzioni fortificate in mattoni cotti al sole e col tetto di paglia. Scuola togolese Musica La musica tradizionale togolese conta numerosi diversi stili, corrispondenti alle diverse etnie che popolano il paese. Gli strumenti musicali tipici includono numerose percussioni, il flauto, l'arco musicale e il litofono (tipico della regione degli altopiani). Le canzoni sono in genere in lingua ewe, ma esistono anche tradizioni canore in lingua fon e yoruba. Anche nel Togo, come in altre nazioni dell'Africa occidentale, è diffusa la figura del griot (una sorta di cantastorie). La musica tradizionale ha spesso la funzione principale di accompagnare danze rituali, anch'esse numerosissime. Nella Région Maritime si danzano l'adéhoun (una danza dei cacciatori) e l'akpéssè, caratterizzate da fantasiosi costumi. Nella Région des Plateaux è diffusa la tchébé, una danza acrobatica sui trampoli. Nella Région Central si ballano due danze sensuali dette lawa e abalé. Nelle regioni di Kara e delle savane si danza l'idjombé durante i rituali legati alla circoncisione, ed è diffusa anche una "danza di purificazione" detta habyè nella quale, tradizionalmente, i ballerini si nutrivano di rettili vivi. Altri balli delle regioni settentrionali sono la kpatcha (nelle zone di Landa e Kétao) e il kondi (zona di Dapaong).[9] Letteratura La storia del Togo, e in particolare l'alternarsi di differenti influenze europee (tedesca, francese, inglese) non ha favorito lo sviluppo di una vera e propria tradizione letteraria. Uno dei primi autori togolesi fu Félix Couchoro, che a partire dal 1929 pubblicò romanzi in lingua francese in cui raccontava la storia del proprio paese da un punto di vista fortemente anti-colonialista. Nei primi anni cinquanta David Ananou pubblicò Le fils du fétiche ("il figlio del feticcio"), un romanzo che viene considerato una pietra miliare della letteratura togolese. Altri scrittori e poeti piuttosto noti sono Jeannette Ahonsou-Abots, Henriette Akofa, Victor Aladji, Gad Ami, Gnoussira Analla, Pyabelo Kouly Chaold, Yves-Emmanuel Dogbé, Emilie Anifrani Ehah, Christiane Akoua Ekue, Julien Atsou Guenou, Tété Michel Kpomassié, Koffi Mawuli Agokla e Laklaba Talakaena. Dogbé ha anche il merito di aver fondato un'importante casa editrice togolese, la Akpagnon. Nella letteratura togolese, fatto insolito per la letteratura africana, si trovano diverse opere ambientate in altri paesi, come L'africain du Groenland di Kpomassié, opera autobiografica in cui l'autore narra della permanenza presso gli inuit della Groenlandia, o Memories of Twelve Years Spent in Togo 74 Germany di Chaold. Fra le nuove generazioni di scrittori che hanno iniziato a pubblicare negli anni 2000 si possono citare Fatou Biramah, Kouméalo Anaté e Lauren Ekué. Anche il teatro togolese iniziò a svilupparsi negli anni cinquanta, con opere in lingua francese. La più celebre opera letteraria precedente all'indipendenza è Fasi (1956), di Anomou Pedro Santos. Dopo l'indipendenza emersero diversi nuovi autori, come Modest D'Almeida, Gilbert Laclé, Henri Ajavon, Senouvo Agbota Zinsou, Kossi Efoui e Koffi Gomez. Gomez è anche a capo della più importante compagnia teatrale del paese.[10] Sport Durante le Olimpiadi di Pechino 2008 il Togo ha vinto la sua prima medaglia (bronzo) a livello olimpionico nel Kayak slalom maschile con l'atleta Benjamin Boukpeti. Calcio Tra tutti gli sport più conosciuti il più praticato nel paese ed anche l'unico nel quale il Togo ha avuto alcuni successi è sicuramente il calcio. Il calcio ha una lunga tradizione nel Togo; lo si gioca dagli anni venti, e dal 1933 esiste un campionato di calcio nazionale, che a partire dall'indipendenza fu gestito dalla Federazione togolese di calcio. Alcuni calciatori togolesi hanno fatto fortuna all'estero; fra questi si può citare Emmanuel Adebayor, attualmente militante nel Tottenham Hotspur F.C.. La nazionale di calcio del Togo si è guadagnata a sorpresa la qualificazione ai Mondiali di Germania 2006, classificandosi al primo posto nel gruppo 1 della Zona Africana, davanti al Senegal. Il Togo ha avuto la sola soddisfazione della qualificazione, venendo eliminato senza vincere nemmeno una partita. Emmanuel Adebayor, calciatore togolese del Tottenham Hotspur F.C. L'attentato alla Coppa d'Africa 2010 L'8 gennaio 2010 nell'enclave angolana di Cabinda la squadra è rimasta vittima di un attentato ai due pullman che la conducevano in Angola, dove la rappresentativa togolese si apprestava a disputare la Coppa d'Africa 2010: l'autista è morto, mentre due giocatori sono rimasti feriti. La federazione togolese ha chiesto il rinvio della manifestazione, ma la proposta è stata bocciata dalla CAF. Il giorno dopo, morti anche l'addetto stampa e l'allenatore in seconda, il Togo si è ritirato dalla competizione. Dopo un ripensamento dei giocatori, decisi a giocare per onorare la memoria dei colleghi deceduti, il governo togolese ha deciso di ritirare ufficialmente la squadra e indire tre giorni di lutto nazionale. Tradizioni Artigianato L'artigiato togolese presenta una grande varietà di prodotti, tra cui tessuti, ceramiche, sculture, gioielli e batik. Anche queste forme di arte popolare variano in funzione della regione e dell'etnia. Fra i luoghi rinomati per i tessuti c'è la zona di Assahoun, dove si realizzano teli in vivaci colori e fantasie geometriche. Kouvé è invece nota per gli oggetti in terracotta. A Kloto si fabbricano oggetti in corda come cinghie e borse, ma anche oggetti in ceramica; mentre i batik più rinomati sono quelli di Palimé, che riproducono in stile naif scene di vita, animali e altri soggetti quotidiani. A Tchamba vengono realizzati molti tipi di oggetti usando foglie di palma. Per il vasellame, infine, i centri più Togo 75 importanti sono nella regione delle savane. Cucina La cucina togolese viene spesso considerata come una delle migliori dell'Africa Occidentale. Caratteristica dell'arte culinaria è una salsa con cui vengono serviti molti cibi detta semplicemente sauce (che in francese appunto vuol dire salsa). Un piatto molto comune è il riz sauce arachide, riso con salsa d'arachidi. Ogni regione ha le sue specialità: nella regione costiera è diffuso il lamounou déssi o sauce de poisson (salsa di pesce fresco), altre salse sono quelle di aglan (granchio), tomate (pomodoro), aubergine (melanzana) ed épinard (spinaci). Il vino di palma nel sud e lo tchakpallo (miglio fermentato) nel nord sono le bevande alcoliche che vengono consumate maggiormente. Feste nazionali In Togo, data la coesistenza di Islam e Cristianesimo, si celebrano numerose feste religiose. A queste si aggiungono alcune importanti ricorrenze storiche. Le principali festività sono le seguenti: • • • • 1º gennaio (Capodanno); 13 gennaio (Giorno della Liberazione); 24 gennaio (Giorno della Vittoria); 27 aprile (Giorno dell'Indipendenza); • • • • • 1º maggio (Festa del Lavoro); 23 settembre (anniversario del fallimento dell'attacco dei dissidenti togolesi a Lomè nel 1986 durante la dittatura) 1º novembre (Ognissanti); 25 dicembre (Natale). le festività cristiane e musulmane a data variabile: ʿīd al-aḍḥā, Pasqua, Lunedì di Pasqua, Ascensione ecc. Note [1] http:/ / hdr. undp. org/ en/ media/ HDI_2008_EN_Tables. pdf [2] Ethnologue report for Togo (http:/ / www. ethnologue. com/ show_country. asp?name=togo) [3] https:/ / www. cia. gov/ library/ publications/ the-world-factbook/ geos/ to. html CIA Factbook - Pagina dedicata al Togo [4] Microsoft Encarta 2007 Premium - DVD "Togo in cifre" [5] Freedomhouse.org (http:/ / www. freedomhouse. org/ template. cfm?page=15/ ) [6] http:/ / www. parks. it/ world/ TG/ index. html/ Parks.it - Scheda Togo [7] Microsoft Encarta 2007 Premium - DVD "Togo - Problemi e tutela dell'ambiente" [8] http:/ / www. edt. it/ viaggi/ lonelyplanet/ destinazioni/ wg_1/ single. php?g=246& s=10/ EDT [9] Vedi (http:/ / www. montogo. com/ fichiers/ art. php) [10] Togo (http:/ / aflit. arts. uwa. edu. au/ CountryTogoEN. html) Bibliografia • Africa Nera. Touring, collana Routard, 2005. ISBN 978-88-365-3119-6 • Jim Hudgens e Richard Trillo. Camerun, Ghana, Benin, Nigeria, Togo. Vallardi Viaggi, collana Rough Guides. 2005. ISBN 88-8062-183-1. • Mary Fitzpatrick. Costa d'Avorio, Ghana, Togo, Benin, Nigeria, Camerun. Edt, collana Lonely Planet, 2003. ISBN 978-88-6040-098-7. • Vogan de Sosthène. Partiti politici, elezioni e gestione del potere in Africa.. L'Harmanattan Italia, Torino, 2002. • Angelo Turco. Terra d'Africa 2001. Unicopli, Milano, 2001. ISBN 978-88-400-0727-4 In inglese • The Ewe of Togo and Benin. Woeli Publishing Services, Ghana, 2006. ISBN 978-9988-626-54-9. Togo 76 Voci correlate • Storia del Togo • • • • • • Togoland Regioni del Togo Prefetture del Togo Diffusione dell'Islam in Togo Trasporti in Togo Nazionale di calcio del Togo Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Togo Collegamenti esterni • • • • • • • • (FR) Repubblica del Togo (http://www.republicoftogo.com/) Sito ufficiale (FR) Web Radio Togo (http://www.togoradio.info/central.php?o=1&s=37&d=4&i=0/) Web Radio ufficiale (FR) Assemblea Nazionale del Togo (http://www.assemblee-nationale.tg/) Sito ufficiale Scheda del Togo dal sito Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?togo) - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI Yahoo Viaggi (http://it.viaggi.yahoo.com/p-guida_viaggi-7806-togo_guida_viaggi-i/) (FR) Arte e cultura del Togo (http://www.montogo.com/fichiers/art.php) (FR) Informazioni sulla letteratura togolese (http://aflit.arts.uwa.edu.au/CountryTogoEN.html) (EN) Cultura del Togo (http://library2006.mtandao-afrika.net/MAF060202/togolese_culture.htm) Lomé 77 Lomé Lomé Stato: Togo Regione: Regione Marittima Prefettura: Lomé Coordinate: 6°7′N 1°13′E6.11667°N 1.21667°E [1]Coordinate: Altitudine: 63 m s.l.m. Superficie: 345 km² Abitanti : 756.122 Sindaco: Aouissi Lodé Lomé [2] (2007) 6°7′N 1°13′E6.11667°N 1.21667°E [1] Lomé 78 Lomé è la capitale e la città più popolosa (756.122 abitanti) del Togo, capoluogo della Regione Marittima e della Prefettura di Lomé. Sorge nel sud del paese, sul Golfo di Guinea, vicino alla frontiera con il Ghana. È il principale centro industriale ed amministrativo del Togo, oltre che il suo porto più grande. Storia Lomè venne fondata dagli Ewe nel XVIII secolo, ma rimase un centro di piccole dimensioni fino al 1960, anno in cui il Togo ottenne l'inpendenza dalla Francia. La popolazione crebbe a ritmi spaventosi, basti pensare che se nel 1950 risiedevano in Lomè circa 30.000 persone, nel 1970 erano circa 200.000 gli abitanti della capitale togolese. Ma se la popolazione cresceva altrettanto non si poteva dire delle vie di comunicazione o dei servizi, ciò portò gravi problemi ma non arrestò la crescita. Lomè è ora mai una delle città più grandi del golfo di Guinea, tanto grande che si è conurbata con la vicina cittadina ghanese di Aflao. Trasporti la città è servita dal vicino aeroporto di Lomé-Tokoin situato nel quartiere Tokoin, raggiungibile tramite la vecchia ferrovia che univa la capitale a Blitta, ora interrotta allo scalo aeroportuale. Gemellaggi Lomé è gemellata con: • • • • Taipei, dal 1966 Bay City Shenzhen, dal 1996 Duisburg Personalità legate a Lomé • Emmanuel Adebayor, calciatore Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Lom%C3%A9& language=it& params=6_7__N_1_13__E_ [2] (EN) Lomé (http:/ / world-gazetteer. com/ wg. php?x=1173659713& men=gpro& lng=en& dat=32& geo=346230135& srt=npan& col=hdq& geo=346230135). World Gazetteer. URL consultato il 4 agosto 2011. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Lome Storia del Togo 79 Storia del Togo Della storia del Togo prima dell'arrivo degli esploratori Portoghesi (XV secolo) si conosce poco. In epoca coloniale, il Togo fu soggetto all'amministrazione di Germania, Regno Unito e Francia. Dall'indipendenza (ottenuta dal Togo nel 1955), la storia politica del paese fu tormentata, e caratterizzata da conflitti sociali e colpi di stato. Storia precoloniale Dei popoli che abitarono anticamente il Togo non si sa molto. Quando gli Europei giunsero per la prima volta nella regione, le tre etnie predominanti erano gli Ewe (originari della Nigeria e del Benin), e i Mina e i Guin (originari del Ghana). Tutti e tre questi gruppi erano presenti soprattutto nella zona costiera. Nel XVI secolo, i Mina collaborarono con gli Europei nella tratta degli schiavi, comprando prigionieri dalle tribù settentrionali (come i Kabye) e rivendendoli sulle coste. Pur commerciando con i popoli locali, gli Europei non si insediarono nel Togo a causa della mancanza di porti naturali. Colonizzazione tedesca Il Togoland nel 1885 Nel 1884, con un trattato firmato a Togoville, la Germania dichiarò suo protettorato la costa del Togo. Negli anni successivi, il controllo tedesco si estese gradualmente verso l'entroterra. La colonia, chiamata Togoland, fu una delle più ricche della Germania, e divenne un modello per la colonizzazione tedesca di altre regioni. I coloni tedeschi introdussero nel paese tecniche molto moderne per la coltivazione di cacao, caffè e cotone e svilupparono le infrastrutture del paese fino a renderle tra le migliori nell'Africa del tempo. Amministrazione franco-britannica L'8 agosto 1914, pochi giorni dopo l'inizio della prima guerra mondiale, i Francesi e gli Inglesi invasero il Togoland, costringendo i Tedeschi alla resa il 26 agosto. La popolazione locale accolse di buon grado i franco-britannici dato che non tollerava l'amministrazione tedesca sfruttatrice. Nel 1916 la colonia fu spartita fra Francia e Regno Unito, e questa suddivisione amministrativa fu confermata da un mandato della Lega delle Nazioni dopo la guerra. Il mandato di amministrare il Togoland fu rinnovato dalle Nazioni Unite dopo la seconda guerra mondiale. Nel dicembre del 1956 la parte britannica del Togoland, a ovest, votò a favore dell'unificazione con la Costa d'Oro, andando a far parte della nazione del Ghana. A tale divisione gli Ewè furono assolutamente contrari. Suddivisione del Togo dopo la Prima Guerra Mondiale Storia del Togo Indipendenza Nel 1955 il Togoland Francese divenne una repubblica indipendente all'interno dell'Unione Francese. Vennero eletti per suffragio universale un'assemblea legislativa e un governo, e nel 1956 si tenne il referendum in cui fu accettata la prima costituzione del paese. Il 10 settembre dello stesso anno Nicolas Grunitzky fu eletto come Primo Ministro del Togo. Tuttavia, a causa di una controversia sulla regolarità delle votazioni, le elezioni furono ripetute nel 1958, questa volta vinte da Sylvanus Olympio. Il 27 aprile il Togo sciolse definitivamente i suoi legami con la Francia, diventando una repubblica pienamente indipendente con Olympio come primo presidente. Nel 1961 venne ratificata una nuova costituzione che ridefiniva la figura del presidente, conferendogli il monopolio dei poteri esecutivi, e prevedendo la durata di 7 anni per il suo mandato. Nello stesso anno si tennero le elezioni, con il partito di Grunitzky squalificato; Olympio raccolse il 90% dei voti, diventando anche il primo presidente eletto del Togo. La presidenza di Olympio All'epoca dell'indipendenza, nel Togo esistevano quattro partiti politici principali, in forte attrito l'uno con l'altro: Juvento (il partito della sinistra giovanile), la Union Démocratique des Populations Togolaises (IDPT); il Parti Togolais du Progrès (PTP) di Grunitzky e l'Unité Togolaise (UT) di Olympio. Nel 1962, Olympio sciolse tutti i partiti dell'opposizione accusandoli di aver complottato per rovesciare il governo. Successivamente, Olympio usò il suo corpo di miliziani (Ablode Sodjas) per instaurare un regime di terrore. I suoi avversari politici (incluso Grunitzky) furono imprigionati o costretti all'esilio. La presidenza di Grunitzky Olympio fu assassinato il 13 gennaio 1963 durante l'insurrezione di un gruppo di militari. Grunitzky rientrò in patria e formò un governo provvisorio. Il 5 maggio 1963 venne approvata una nuova costituzione che ricostituì il sistema multipartitico, e Grunitzky fu eletto presidente, con Antoine Meatchi come vicepresidente. Grunitzky formò un governo in cui comparivano rappresentanti di tutti i partiti. Grunitzky rimase in carica per circa 4 anni, ma il suo potere andò via via indebolendosi. Un primo tentativo di colpo di stato fallì il 21 novembre del 1966; il secondo, organizzato nel 1967 dal tenente colonnello Étienne Eyadéma e da Kléber Dadjo, ebbe successo. La presidenza di Eyadéma In seguito al colpo di stato di Eyadéma e Dadjo, tutti i partiti politici furono nuovamente banditi, e la costituzione sospesa. Dadjo governò per un breve periodo intermedio; nel 1969 Eyadéma fondò un nuovo partito, il Rassemblement du Peuple Togolais ("Raggruppamento del popolo togolese") e nel 1972 fu eletto presidente. Eyadéma rimase in carica per molti anni. Nel 1979 dichiarò l'inizio della "terza repubblica" del Togo, caratterizzata dalla formazione di un governo in parte composto di civili e in parte di militari. Stese anche una nuova costituzione, che rafforzava ulteriormente i poteri del presidente. Con questo nuovo sistema fu riconfermato presidente nel 1979 e poi nel 1986. Alla fine degli anni ottanta, nel clima creato dai mutamenti in corso nell'Europa dell'est e nell'Unione Sovietica, anche il Togo fu attraversato da dimostrazioni antigovernative. Nell'aprile del 1991 il governo iniziò a trattare con i nuovi gruppi di opposizione, concedendo un'amnistia generale che permise a molti esiliati di rimpatriare. Dopo uno sciopero generale e nuove dimostrazioni, Eyadéma decise di indire un "forum nazionale" il 12 giugno per discutere con l'opposizione. Il forum, dominato dagli oppositori del presidente, si autodichiarò "conferenza nazionale", dedicandosi alla stesura di una nuova costituzione e chiedendo che venisse istituito un governo provvisorio in attesa delle nuove elezioni. Il forum elesse Joseph Kokou Koffigoh Primo Ministro del governo di transizione, ma concesse 80 Storia del Togo a Eyadéma di mantenere il ruolo di capo dello stato, seppure con poteri limitati. Nei tre anni successivi Eyadéma e i suoi oppositori furono in una situazione di costante conflitto, che ebbe riflessi in scontri nel paese. L'organo legislativo di transizione (l'Alto Consiglio della Repubblica) decise di sciogliere il partito di Eyadéma (l'RPT) nel novembre del 1991. L'esercito, ancora controllato da Eyadéma, replicò irrompendo negli uffici governativi e catturando il Primo Ministro il 3 dicembre dello stesso anno. Dopo ulteriori conflitti, nel 1992 venne formato un nuovo governo, nuovamente sotto la guida di Koffigoh, ma con numerosi ministri dell'RPT. Gilchrist Olympio, figlio di Sylvanus Olympio e personaggio di spicco dell'opposizione, subì un attentato da parte dell'esercito il 5 maggio 1992, restando gravemente ferito. Nell'estate del 1992 ci furono nuovi negoziati, e a settembre il popolo approvò una nuova costituzione, che diede inizio alla "quarta repubblica" del Togo. In ottobre, tuttavia, l'esercito intervenne nuovamente, catturando i membri della legislazione provvisoria. L'opposizione reagì indicendo un nuovo sciopero generale il 16 novembre, mettendo in scacco Eyadéma ma danneggiando anche gravemente l'economia del paese. Nel gennaio del 1993 Eyadéma dichiarò concluso il periodo di transizione e nominò nuovamente Koffigoh Primo Ministro, seppure con poteri limitati. Seguirono nuovi scontri fra l'esercito e la popolazione, con oltre 300.000 profughi in fuga verso il Benin e il Ghana. Con il perdurare dello sciopero generale, Eyadéma fu costretto a negoziare nuovamente. Il risultato del processo di negoziazione fu l'accordo di Ouagadougou, stipulato l'11 luglio 1993, sulla cui base furono indette nuove elezioni in agosto. Fra accuse di brogli e difficoltà nell'organizzazione della campagna elettorale, l'opposizione finì per scegliere il boicottaggio delle elezioni; Eyadéma vinse con il 96% dei voti (votò solo il 36% degli aventi diritto). Dopo nuovi scontri (con centinaia di morti fra i civili) Eyadéma decise di tenere nuove elezioni legislative il 6 febbraio e il 20 febbraio del 1994. Secondo la testimonianza di osservatori internazionali, il processo di voto e scrutinio si svolsero correttamente. L'opposizione (costituita principalmente dalla coalizione di UTD e CAR) ottenne una leggera maggioranza nell'Assemblea Nazionale. Il 22 aprile Eyadéma nominò Primo Ministro Edem Kodjo, dell'UTD. Poiché l'UTD aveva ottenuto meno voti del CAR, quest'ultimo protestò contro la nomina di Kodjo, uscendo dalla coalizione e dal governo. Kodjo si trovò quindi costretto a realizzare un governo di coalizione insieme all'RPT. Il governo di Kodjo pose l'enfasi sul risanamento economico, la creazione di istituzioni democratiche, lo stato di diritto e il rimpatrio dei togolesi fuggiti o esiliati negli anni precedenti. Egli fu comunque costretto a modificare la compagine di governo l'anno successivo, rafforzando la rappresentanza dell'RPT. Il potere di Eyadéma tornò a crescere, e Kodjo si dimise nell'agosto del 1996. Le elezioni presidenziali del 1998 si svolsero in un contesto di forte irregolarità, e videro nuovamente la vittoria di Eyadéma. Il 21 marzo 1999 si tennero nuove elezioni legislative, ancora boicottate dall'opposizione e stravinte dall'RPT. Nel luglio del 1999 Eyadéma firmò un accordo con l'opposizione (il Lomé Framework Agreement) in cui dichiarava che non si sarebbe ricandidato al termine del mandato e che avrebbe indetto nuove elezioni legislative nel 2000. Le elezioni furono in realtà poi rimandate fino all'ottobre del 2002. L'opposizione mantenne la linea del boicottaggio. Eyadéma fece mettere in atto una nuova modifica della costituzione che consentiva al presidente di candidarsi per un qualsiasi numero di mandati. Inoltre, la nuova costituzione prevedeva che i candidati a presidente dovessero vivere da almeno 12 mesi nel Togo; questa misura ebbe l'effetto di escludere dalla competizione per le successive elezioni Gilchrist Olympio, che era stato a lungo in esilio. Eyadéma vinse nuovamente le elezioni, ancora una volta fra le accuse di broglio da parte dell'opposizione. 81 Storia del Togo Amministrazione Gnassingbé Eyadéma morì il 5 febbraio 2005 mentre si trovava in volo per la Francia, dove andava a farsi ricoverare per un attacco cardiaco. Gli succedette il figlio Faure Gnassingbé (già ministro dei lavori pubblici, delle miniere e delle telecomunicazioni). L'Unione Africana e le Nazioni Unite protestarono contro tale nomina, considerata equivalente a un colpo di stato, e Gnassingbé si ritirò dall'incarico il 25 febbraio, vincendo le successive elezioni del 24 aprile. Delle stesse elezioni si dichiarò vincitore anche il leader dell'opposizione, Emmanuel Bob-Akitani; ne seguirono scontri nel paese con diverse vittime civili. La posizione di presidente di Gnassingbé fu poi confermata il 3 maggio. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:History of Togo Collegamenti esterni • Sito ufficiale governativo del Togo [1] Note [1] http:/ / www. state. gov/ r/ pa/ ei/ bgn/ 5430. htm 82 83 Benin Benin Benin (dettagli) Fraternité, Justice, Travail Dati amministrativi Nome completo Repubblica del Benin Nome ufficiale République du Bénin Lingue ufficiali francese Capitale Porto-Novo (179.138 ab. / 1992) Politica Forma di governo Repubblica Capo di Stato Yayi Boni Indipendenza Dalla Francia, 1º agosto 1960 Ingresso nell'ONU 20 settembre 1960 Superficie Totale % delle acque 112.620 km² (99º) 1,8 % Popolazione Totale 7.041.490 ab. (94º) Densità 60 ab./km² Geografia Continente Africa Benin 84 Fuso orario UTC +1 Economia Valuta PIL (PPA) PIL pro capite (PPA) ISU (2010) Consumo energetico Franco CFA 13.507 milioni di $ (134º) 1.451 $ (2010) (154º) 0,435 (basso) (135º) 0,008 kW/ab. Varie TLD .bj Prefisso tel. +229 Sigla autom. RPB Inno nazionale L'Aube Nouvelle Festa nazionale La Repubblica del Benin (italiano Benìn;[1] francese /beˈnɛ̃/) è uno stato dell'Africa Occidentale, precedentemente conosciuto con il nome di Dahomey. Si affaccia a sud sul Golfo del Benin, dove la costa misura circa 120 km, confina ad ovest con il Togo, ad est con la Nigeria e a nord con Burkina Faso e Niger. Non va confusa con il regno del Benin, conosciuto anche come regno di Edo, che è oggi scomparso e che ebbe origine nella zona ad ovest del delta del fiume Niger. Di tale regno rimane ai giorni nostri lo stato di Edo che fa parte della repubblica federale di Nigeria ed ha per capitale Benin City. Il Benin è una repubblica presidenziale, l'attuale capo dello stato e del governo è Yayi Boni, la capitale è Porto-Novo, ma la sede del governo è Cotonou. Il Benin è membro dell'ECOWAS. La lingua ufficiale è il francese. Benin Nome Il nome "Benin" ha attinenza con il Regno del Benin e con Benin City, dalle quali prese il nome il golfo su cui l'odierno Benin si affaccia. Il nome Dahomey fu cambiato nel 1975 in quello di Repubblica popolare del Benin, che fu scelto per la sua neutralità, visto che nel paese convivono più di cinquanta differenti gruppi linguistici e quasi altrettante etnie. Il nome Dahomey era quello dell'antico regno Fon, e fu ritenuto inappropriato per definire tutta la nazione. Storia Il regno Africano del Dahomey ebbe origine in Benin. Nel XVII secolo il regno, governato da un Oba, si allargava oltre gli attuali confini, coprendo larga parte dell'Africa occidentale. Il regno era prospero e stabilì relazioni per il commercio degli schiavi con gli europei, e in particolare con i portoghesi e gli olandesi che per primi giunsero qui nel tardo XV secolo. Nel XVIII secolo, il Dahomey iniziò a sfaldarsi, dando quindi la possibilità ai francesi di prendere il controllo dell'area nel 1892. Nel 1899, il territorio entrò a far parte della colonia dell'Africa Occidentale Francese, ancora con il nome di Dahomey. Nel 1958, fu garantita l'autonomia come Repubblica del Dahomey, e la piena indipendenza seguì nel 1960. L'indipendenza fu seguita da un periodo turbolento, e ci furono numerosi golpe e cambi di regime prima che il controllo del potere fosse preso da Mathieu Kérékou. Egli stabilì un regime di tipo marxista, e il paese fu rinominato Repubblica popolare del Benin. Alla fine degli anni ottanta, Kérékou abbandonò il marxismo e decise di ristabilire la democrazia. Fu sconfitto nelle elezioni del 1991, ma tornò al potere con il voto del 1996. Dal 2006 il presidente eletto è Yayi Boni. Le ultime elezioni presidenziali sono avvenute il 13 marzo 2011, e hanno visto la riconferma di Yayi Boni[2]. Geografia 85 Benin 86 Morfologia Allungato tra il fiume Niger a nord e l'insenatura di Benin a sud, l'elevazione del territorio non varia significativamente nelle differenti aree del paese. La maggior parte della popolazione vive nelle pianure costiere meridionali, dove sono anche localizzate le maggiori città, tra le quali Porto-Novo e Cotonou. Il nord del paese è costituito principalmente da altipiani semi aridi e ricoperti da savana. Clima Il clima in Benin è caldo e umido, con una relativa scarsità di piogge che si concentrano nelle due stagioni piovose (aprile-luglio e settembre-novembre). D'inverno le notti possono essere piuttosto fresche, a causa dell'harmattan, un vento secco e polveroso. Popolazioni Etnie Il Benin dal satellite In Benin vivono circa 40 gruppi etnici differenti, il maggiore è quello dei Fon che sono circa il 40%, seguono gli Yoruba al 12%, gli Adja all'11%, Somba al 5% Ani al 3% e altre etnie che rappresentano il 29%. Lingue La maggior parte di essi ha la propria lingua, e il francese è utilizzato come lingua ufficiale (il paese è parte dell'Africa francofona) ed è parlato soprattutto nelle aree urbane. Tra le lingue indigene, le più diffuse sono il fon e lo yoruba. Religioni • Cristiani 42.9 % • • • • • [3] • Cattolici 27.2 % • Cristiani celesti 5 % • Metodisti 3.2 % • Altri cristiani 7.5 % Vudù 17.3 % Musulmani 24,4 % Religioni locali 6 % Altro 1.9 % Non religiosi 6.5 % Benin Ordinamento dello stato Suddivisione amministrativa Dal 1999, il Benin è diviso in 12 dipartimenti (in precedenza i dipartimenti erano 6). I dipartimenti sono a loro volta suddivisi in 77 comuni. 1. Dipartimento di Alibori* 2. Dipartimento di Atakora* 3. Dipartimento dell'Atlantico 4. Dipartimento di Borgou 5. Dipartimento delle Colline* 6. Dipartimento di Donga* 7. Dipartimento di Kouffo* 8. Dipartimento del Litorale* 9. Dipartimento di Mono 10. Dipartimento di Ouémé 11. Dipartimento dell'Altopiano* 12. Dipartimento di Zou (*) Creato nel 1999 Città principali La distribuzione demografica è difforme: nel sud si concentra il 70% dei cittadini del Benin (con punte di 200 ab/km²), mentre il nord, più arretrato, è terra d'emigrazione. L'urbanizzazione (55,4%) è notevole a confronto con i paesi vicini. La capitale Porto-Novo (235.000 ab) si trova nel Dipartimento di Ouémé, è ricca di edifici in stile portoghese ed ha funzioni politiche e commerciali. Con Ouidah, cittadina poco distante di 65.000 ab. nel Dipartimento dell'Atlantico, la capitale è uno dei centri mondiali più importanti del vudù. Cotonou (820.000 ab), nel Dipartimento del Litorale, è il cuore economico del Benin, verdeggiante e caotica città. Essa è dotata dell'unico aeroporto internazionale e di un importante porto marittimo. Nei pressi sorgono dei villaggi di palafitte unici al mondo. Nel centro del paese si distinguono Abomey (130.000 ab), nel Dipartimento di Zou, che fu la capitale dell'antico regno di Dahomey, e Parakou (230.000 ab) nel Dipartimento di Borgou. Nel nord l'unico centro di rilievo è Natitingou (60.000 ab) che si trova nel Dipartimento di Atakora. La città più grande e la capitale commerciale del Paese è Cotonou. Il nome deriva da un'espressione in lingua Fon che significa "presso il lago dei morti" e allude a una laguna adiacente all'abitato. Il riferimento ai morti è legato alla credenza che le stelle cadenti rappresentino le anime dei morti precipitati negli inferi. Si narra che quando fu fondata Cotonou, le luci del villaggio lacustre di Ganvié, dall'altra parte della laguna, si riflettessero nelle acque, suggerendo l'idea delle stelle cadenti. Ganvié è un villaggio di palafitte abitato da pescatori sulla sponda occidentale della laguna. 87 Benin Istituzioni Il parlamento del Benin è costituito dall'Assemblea Nazionale, composta da 83 seggi, per la quale vengono tenute elezioni ogni 4 anni. Capo del governo e dello Stato è il presidente, che è eletto in elezioni presidenziali separate, che si tengono ogni cinque anni. Il presidente nomina un consiglio dei ministri. La sede del governo è Cotonou. Economia L'economia del Benin è sottosviluppata e dipende dall'agricoltura di sussistenza, dalla coltivazione del cotone e dal commercio regionale. La crescita del prodotto interno lordo, che ha avuto una media negli ultimi sei anni del 5%, è stata resa vana dal rapido aumento della popolazione. L'inflazione è stata tenuta sotto controllo negli ultimi anni. Con lo scopo di aumentare ulteriormente il tasso di crescita dell'economia, il Benin sta tentando di attrarre ulteriori investimenti stranieri, dare maggior enfasi al turismo, facilitare lo sviluppo di nuovi sistemi di lavorazione degli alimenti e di nuovi prodotti agricoli, e incoraggiare le nuove tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. Il programma del 2001 riguardo alle privatizzazioni nei settori delle telecomunicazioni, acqua potabile, elettricità, e agricoltura è ancora in attuazione, nonostante le iniziali riluttanze del governo. Il Club di Parigi e gli accordi bilaterali con i paesi creditori hanno alleggerito la situazione del debito estero, accompagnando l'accelerazione delle riforme economiche strutturali. Bandiera La bandiera del Benin venne originariamente adottata nel 1959 e sostituta nel 1975. Il 1º agosto 1990, l'attuale disegno è stato reintrodotto, a seguito della rimozione del regime marxista. La bandiera è composta da tre rettangoli di uguali dimensioni. Il primo, posto in verticale sul lato dell'asta, è verde, gli altri due sono disposti in orizzontale, a destra di quello verde, e sono di colore giallo (in alto) e rosso (in basso). I colori sono quelli tradizionali panafricani: il verde simboleggia la speranza, il giallo l'invito a mantenere la forza del paese e il rosso il coraggio degli antenati. Arte La produzione artistica è stata storicamente influenzata e strettamente collegata alle esigenze di corte. Per quanto riguarda la scultura il Benin si distinse per lo sviluppo di notevoli rappresentazioni a sfondo religioso, come la statua del dio della guerra Gu, realizzata in ferro ed alta oltre il metro e mezzo, caratterizzata dal capo riempito di frecce e di lance. Di grande diffusione anche figure più piccole, costruite in rame ed in ottone. A supporto dell'arte, gli abitanti del Benin svilupparono una ricca produzione di metalli.[4] Sport Il Benin non è una nazione molto sportiva a causa dei recenti e sempre attuali problemi. Comunque continua a dare al mondo dello sport giovani maratoneti. I beniniani, come moltissimi altri africani, sembrano essere nati per le maratone anche se questo sembra più per istinto che per bravura, in quanto nella loro nazione devono compiere dei grandi sforzi che risultano più duri di un allenamento intenso di 4 ore circa. In tempi recenti a dar lustro allo sport beninese ci ha pensato sicuramente la figura di Coffi Codjia, arbitro di calcio che è riuscito ad imporsi ad altissimi livelli, nonostante i succitati problemi della sua nazione di provenienza. Con numerose designazioni a livello internazionale, suddivise tra Coppa d'Africa, qualificazioni mondiali, mondiali under 20, mondiali di calcio, Confederations Cup, mondiali per club e quant'altro, il direttore di gara nativo di Cotonou ha ottenuto un incredibile successo, vincendo qualsiasi scetticismo sulla sua possibile inadeguatezza a dirigere partite di calcio di un certo livello a causa del suo paese di nascita. Ormai in patria viene considerato quasi al pari di un eroe nazionale. Si pensi ad esempio al fatto che, di ritorno dall'esperienza dei mondiali in Germania, venne accolto 88 Benin 89 all'aeroporto da una folla festante. Tradizioni Vodun Si pensa che il Vodun (o "Voodoo", come è conosciuto comunemente) o Vodu abbia avuto origine nel sud del Benin per essere poi introdotto in Brasile, nelle Isole Caraibiche, e in parte del Nord America dagli schiavi prelevati da questa zona particolare della Costa degli schiavi. Il termine deriva dalla lingua fon, parlata nel sud del Benin, e significa «genio», «spirito protettore». Dalle coste del Golfo di Guinea questo antico culto ha poi attraversato l'oceano sulle navi negriere per approdare sulle coste haitiane dove ha conosciuto uno splendore forse maggiore di quello riconosciutogli in patria. Pur assorbendo influenze locali ed esterne, che hanno provocato alcune trasformazioni, il vodu ha mantenuto le sue caratteristiche originali e le sue radici affondano ancora oggi nel fertile terreno della tradizione culturale africana. Rito di possessione per eccellenza il vodu è spesso stato spacciato come fenomeno di estasi collettiva, ma studi più recenti hanno conferito a questo culto la dignità di religione poiché si è riconosciuto in esso una serie di elementi che ne confermano il valore teologico. Dal 1992 il Vodun è stata riconosciuta come una delle religioni ufficiali del Benin, e una Festa Nazionale del Vodun è celebrata il 10 gennaio. Personalità legate al Benin • Angélique Kidjo, cantante. • Djimon Hounsou, attore. • Bernadin Gantin, cardinale e arcivescovo cattolico Libri 1. P. Valente, L'albero dai fiori rossi, EMI Bologna 2004/2006. 2. P. Valente, La papaia di Senan, EMI Bologna 2006. 3. P. Valente, Racconti del vento, Edizioni San Paolo, Milano 2007. • M. Aime, "Le nuvole dell'Atakora", Torino, EDT, 2002. • M. Aime, "Nel paese dei re", Trento, Nicolodi, 2003. • M. Aime, "Gli stranieri portano fortuna", Milano, Epoché, 2007. Note [1] [2] [3] [4] Voce Benin (http:/ / www. dizionario. rai. it/ poplemma. aspx?lid=78561& r=50801) del Dizionario d'ortografia e di pronunzia]. (http:/ / www. elezioninews. it/ mondo/ benin-il-partito-presidenziale-vince-anche-elezioni-legislative. html) Benin - International Religious Freedom Report 2007 (http:/ / www. state. gov/ g/ drl/ rls/ irf/ 2007/ 90082. htm) "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.469 Voci correlate • Gangnihessou • Croce Rossa del Benin Benin 90 Altri progetti • • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Benin Wikizionario contiene la voce di dizionario: http://it.wiktionary.org/wiki/Benin Collegamenti esterni • Scheda del Benin dal sito Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?benin) - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI • Sito governativo (http://www.gouv.bj/) • Worldwide Press Freedom Index (http://www.rsf.fr/article.php3?id_article=8247) Posizione: 2003 - 29 tra 166 paesi (2002 - 21 tra 139 paesi) Porto-Novo Porto-Novo Stato: Benin Dipartimento: Ouémé Coordinate: 6°28′60″N 2°37′00″E6.4833°N 2.6167°E Altitudine: 38 m s.l.m. Abitanti : 179.138 Porto-Novo [2] (Censimento Feb 2002) [1] Coordinate: 6°28′60″N 2°37′00″E6.4833°N 2.6167°E [1] Porto-Novo 91 Porto-Novo è la capitale ufficiale del Benin e il capoluogo del dipartimento di Ouémé. È un porto affacciato sulla Laguna di Porto-Novo, un braccio del Golfo di Guinea. Porto-Novo è la seconda città per dimensioni del Benin, ma è meno importante dal punto di vista commerciale e industriale di Cotonou. La città è il centro agricolo della regione, il cui prodotto principale è l'olio di palma. Esporta inoltre cotone e kapok. Porto-Novo venne probabilmente fondata alla fine del XVI secolo dal popolo Gun. Deve il suo nome ai Porto-Novo nel 1887 portoghesi, (Porto-Novo significa "Porto Nuovo"), che vi costruirono uno scalo commerciale nel XVII secolo allo scopo di imbarcare gli schiavi africani diretti nelle Americhe. Il regno di Porto-Novo accettò la protezione francese nel 1863 allo scopo di difendersi dall'accerchiamento britannico. Comunque, il confinante Regno di Abomey non tollerava la presenza francese e scoppiò la guerra. Nel 1883 la marina francese sbarcò a Porto-Novo e Cotonou, e Porto-Novo venne inclusa nella colonia francese del Dahomey, della quale nel 1900 divenne la capitale. Nella città si trovano l'Istituto di Studi Superiori del Benin, il Museo di etnografia di Porto-Novo e il Palazzo di Re Toffa. Voci correlate • Diocesi di Porto Novo Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Porto-Novo& language=it& params=6. 4833_N_2. 6167_E_ [2] Statoids (http:/ / www. statoids. com/ ybj. html). URL consultato il 9 luglio 2007. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/ Category:Porto-Novo Storia del Benin Storia del Benin Il nome Benin non ha un preciso legame di provenienza dal regno del Benin. Tuttavia il nome Repubblica del Benin ha sostituito lo storico nome di regno del Benin nel tentativo di soppiantare l'antico nome coloniale di Dahomey che venne utilizzato per indicare la regione ancora prima dell'avvento dei francesi. Il regno del Benin Durante il XIII secolo la popolazione dell'Edo della Nigeria occidentale occupò la regione in piccoli insediamenti locali che vennero unificati nel XV secolo sotto un solo sovrano, chiamato oba. Sotto la dinastia fondata da Ewuare il Grande, il più famoso degli oba, il territorio del Benin si espanse fino a coprire il territorio fra il del fiume Niger e quella che oggi è la città nigeriana di Lagos. Il regno degli oba fondò uno stato fortemente centralizzato e stabilirono relazioni commerciali fondate sul traffico degli schiavi con i colonizzatori portoghesi e i tedeschi giunti nel XV secolo in Africa. Il periodo coloniale Il declino degli oba iniziò al principio del XVIII secolo, quando una serie di lotte intestine si prolungò fino al XIX secolo aprendo la strada alla colonizzazione della Francia nel 1872. Il 23 febbraio 1863 la Francia, in seguito ad un accordo con il sovrano locale, assunse il protettorato sul regno di Hogbonu (Porto-Novo) nella parte meridionale del paese, nel 1868, in virtù di un accordo stipulato con Glele, sovrano del regno di Dahomey, estese il suo controllo su Cotonou e nel 1879 iniziò l'espansione nelle aree settentrionali del Francobollo del periodo coloniale con la territorio. Nel 1883 i protettorati francesi di Ouidah, Grand-Popo, stampigliatura "Dahomey" Porto-Novo e Cotonou vennero uniti da un punto di vista amministrativo con il nome di Les Établissements Français du Golfe de Benin e sottoposti all'autorità dapprima del Governatore del Gabon e dal 1886 a quello del Senegal. Negli anni successivi si susseguirono scontri con le forze del regno del Dahomey fino a quando, il 22 giugno 1893, dopo la sconfitta del sovrano Béhanzin e la sua deportazione a Martinica Porto Novo venne dichiarata colonia francese. L'anno successivo la regione venne inglobata nel territorio dell'Africa Occidentale Francese con il nome di Dahomey. Durante il dominio francese venne costruito un porto a Cotonou, in concomitanza con diversi tratti di strada ferrata. Grazie all'apporto della Chiesa Cattolica vennero aperti diversi istituti scolastici e molte missioni. Nel 1946 il Dahomey divenne un protettorato d'oltremare con un proprio parlamento e dei rappresentanti nell'assemblea nazionale francese. Il 4 dicembre 1958 il paese divenne la Repubblica del Dahomey, godendo del diritto di autogoverno. il Benin post-coloniale Il 1 agosto 1960 la Repubblica del Dahomey ottenne la piena indipendenza dalla Francia. Il suo primo presidente fu Hubert Maga che aveva ottenuto la carica di Primo Ministro nel periodo di transizione dal dominio francese. A causa dell'instabilità del paese causata da problemi economici, dalle forti disuguaglianze sociali e dalle tensioni etniche, un colpo di stato nel 1963 destituì Maga che venne sostituito da Justin Ahomadegbé in qualità di presidente, il quale venne a sua volta deposto nel 1963 dal colonnello Paul-Émile de Souza. Nel 1970 la carica presidenziale venne affidata ad un triumvirato composto dallo stesso Maga, dal suo alleato politico Sourou Migan Apithy e da 92 Storia del Benin 93 Ahomadegbé. Nel 1972 un altro colpo di stato portò alla presidenza il maggiore Mathieu Kérékou. Il nome del paese venne cambiato in Benin nel 1975 e dal 1974 al 1988 il Benin, sotto il comando di Kérékou, divenne uno stato socialista, guadagnandosi l'appellativo di Cuba d'Africa. Le libere elezioni indette nel 1991 videro la sconfitta di Kérékou in favore di Nicéphor Soglo, che perse le successive elezioni a favore di Kérékou nel 1996, nonostante evidenti brogli elettorali. Nelle elezioni del 2006 Kérékou ha rinunciato alla candidatura portando alla elezione di Yayi Boni. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:History of Benin Regno del Benin Regno del Benin Dati amministrativi Nome ufficiale Regno di Edo, Igodomigodo Lingue ufficiali Lingua edo Lingue parlate Capitale Edo (oggi Benin City) Politica Forma di Stato Monarchia Forma di governo Nascita 1180 Fine 1897 Territorio e popolazione Bacino geografico Nigeria meridionale Territorio originale Stato di Edo, Nigeria Evoluzione storica Preceduto da Dinastia Ogiso Succeduto da Impero coloniale britannico Regno del Benin 94 Il Regno del Benin o Regno Edo fu un regno dell'Africa occidentale britannica nato intorno all'anno 40 a.C. A partire dal 1470 il regno conobbe una rapida espansione militare, giungendo a occupare l'intera area dell'odierna Nigeria; con riferimento a quest'epoca, viene chiamato anche Impero del Benin. L'impero declinò nel XIX secolo in seguito al contatto con l'Impero Britannico, che fece della Nigeria prima un protettorato e poi una colonia. Storia del nome Il nome "Benin" deriva da "Bini", un nome di dubbia origine con cui divennero noti, da un certo momento storico in avanti, gli Edo, un'etnia della regione dell'odierna Nigeria. Tale denominazione potrebbe derivare da birnin, "territorio fortificato", con riferimento alle mura che alla fine del XV secolo furono erette attorno alla città di Edo (oggi Benin City). Un' altra possibilità è che il nome derivi da Ubini, il nome che il quarto Oba, Ewedo, diede alla capitale e al regno. Quando i portoghesi entrarono in contatto con l'Impero alla fine del XV secolo, il re Ewuare aveva appena cambiato il nome del regno da Ubini in Edo, ma Ubini era ancora largamente usato ed i portoghesi lo storpiarono in Benin[1]. Uno dei bronzi del Regno del Benin conservati nel British Museum a Londra Storia La storia del Regno del Benin si può suddividere in quattro fasi: storia antica (origini e nascita del Regno del Benin sotto la dinastia Ogiso), storia medievale (avvento della dinastia Oba e suo consolidamento), l'epoca imperiale (Impero del Benin) e l'epoca coloniale (protettorato britannico e colonizzazione). Storia antica Le origini del Regno del Benin sono tramandate nella tradizione orale del popolo Edo e dei popoli vicini, come gli Yoruba. L'interpretazione storiografica di questi racconti resta comunque controversa. Secondo alcune di queste tradizioni la classe dominante aveva origini egiziane, e a seguito di una massiccia emigrazione si stabilì nella zona ad ovest del delta del Niger entrando in contatto con le primitive tribù indigene. Tali tribù vennero unificate nel 40 a.C. dalla dinastia degli Ogiso ("re del cielo"), sovrani considerati di discendenza divina, che diedero vita al regno di Igodomigodo. Nel periodo degli Ogiso i divini sovrani avevano un potere immenso in tutti i campi ( politico, militare, economico, giudiziario, legislativo etc.), che amministravano consultandosi col consiglio degli anziani, i potenti Edionisen[1]. Fu dato un grande sviluppo ai mercati ed alle arti, in particolare quelle degli intarsi in legno e della lavorazione del bronzo, tanto che ancora oggi i bronzi del Benin sono considerati dei capolavori. La tradizione riporta i nomi di 31 ogiso, sia uomini che donne. Di questo periodo non si sa molto. La dinastia si estinse nell'anno 1100 con la morte dell'ogiso Owodo. Regno del Benin Il figlio di questi, che era stato esiliato in precedenza, aveva fondato la città di Ife ed era diventato il mitico sovrano, col nome di Ododuwa, del vicino popolo Yoruba, da segnalare come nelle tradizioni Yoruba questo re avesse invece origini diverse. Seguì un periodo in cui il regno fu governato da alcuni reggenti (chiamati Ogiamien) della dinastia Irebor[1]. Dopo diversi anni gli Edionisen rintracciarono Ododuwa e gli offrirono il trono di Igodomigodo, questi rifiutò ma mandò il figlio Oranmiyan in sua vece. Oranmiyan fu osteggiato dagli Ogiamien, che volevano conservare il potere, questi lo confinarono nel villaggio di Usama e, dopo un periodo di interregno, deluso dall'accoglienza ricevuta, se ne andò, dando il nome a quelle terre Ili Ibinu, le terre della vessazione. Fondò in seguito il regno Yoruba di Oyo[1]. Il popolo di Igodomigodo però voleva un sovrano che fosse di discendenza divina e gli Ogiamien non lo erano, fu così che a Usama si stabilì Eweka, il figlio di Oranmiyan. Eweka al contrario del padre si abituò all'ambiente e divenne così nel 1170 il primo Oba (termine con cui gli Yoruba chiamavano i loro sovrani) del regno, contemporaneamente monarca e capo religioso. Le storie relative a questo periodo intrecciano la storia degli Edo con quella dei vicini Yoruba. Alcuni racconti, evidentemente elaborati in epoche successive, fanno risalire a un sovrano locale persino l'origine degli Europei.[2] Storia medievale Dopo 70 anni di reggenza finalmente il popolo aveva ritrovato il monarca, oba Eweka I era il bisnipote dell' ultimo Ogiso, Owodo, e fondò la dinastia Oba che tuttora guida il popolo Benin. Al tempo di oba Eweka I e dei successivi due sovrani vi furono due governi, uno a Igodomigodo, controllato dagli ogiamien, e uno a Ili Ibinu con a capo gli oba[1]. Il potere del monarca era inoltre bilanciato da quello dell'Uzama (il consiglio dei capi tribali) e da quello di altri funzionari di alto rango. L'Uzama, in particolare, aveva il compito di scegliere il successore del re. Il quarto oba, Ewedo, cambiò il nome di Ili Ibinu in Ubini. Intraprese alcune guerre che vinse ed acquisì molto potere, decise quindi di trasferire la corte a Igodomigodo ed entrò così in conflitto con l' allora ogiamien, Ode, che non intendeva essere esautorato. Con la mediazione degli Edionisen si arrivò a una soluzione pacifica, l'oba comprò la terra che apparteneva agli ogiamien ed i suoi successori avrebbero dovuto fare altrettanto. Oba Ewedo prese possesso di Igodomigodo e ne cambiò il nome in Ubini[1]. Gli ogiamien si installarono nel quartiere di Utantan ed avrebbero comunque conservato potere, la loro dinastia si sarebbe perpetuata fino ai giorni nostri. I successivi Oba consolidarono il regno ma non fecero conquiste o innovazioni degne di nota. 95 Regno del Benin Impero del Benin Ewuare il Grande Uno degli oba più influenti della storia del Benin fu Ewuare detto "il Grande", che ascese al trono intorno al 1440. In gioventù fu esiliato e ricercato dagli Edionisen che volevano disfarsi di lui e riuscì a salvarsi grazie all'aiuto di un servitore di nome Edo. In segno di gratitudine avrebbe in seguito dato il nome di Edo al regno, alla capitale ed al suo stesso popolo.[1] Ewaure diede luogo a importanti riforme del sistema politico, amministrativo e militare. Accentrò fortemente il potere sottraendolo all'Uzama (che perse anche il diritto a deliberare sulla successione al trono, da quel momento in poi ereditaria). Fortificò la città di Edo e Una stampa del '600 raffigurante la capitale Edo, l' odierna Benin City, nel periodo intraprese una vasta campagna di conquista di massimo splendore del regno che si fa coincidere con la nascita dell'"Impero del Benin". Le sue conquiste (diverse centinaia di città e villaggi) furono principalmente nella zona dell'odierna Nigeria meridionale. Ulteriori conquiste furono effettuate dal figlio di Ewuare, oba Ozolua detto "il Conquistatore". Il contatto con gli Europei Fu durante il regno di Ozolua il Conquistatore, nel 1485, che i primi esploratori portoghesi giunsero nel Benin. Gli Edo istituirono buoni rapporti con gli Europei, cosa che contribuì a rafforzarli. In particolare, l'impero accrebbe notevolmente le proprie ricchezze e la propria influenza commerciando con i Portoghesi prima in frutta e poi in schiavi e armi da fuoco. Ottimi rapporti vennero stabiliti con la corona portoghese, in particolare, da oba Esigie. Nel 1553 giunsero nel Benin anche i britannici. Anche con loro vennero stabiliti buoni rapporti commerciali; dal Benin si esportavano verso il Regno Unito soprattutto avorio, olio di palma e pepe. L'Impero raggiunse il massimo del suo splendore fra il XVI e il XVII secolo. I suoi possedimenti si estendevano dall'Onitsha a est fino alle foreste sudoccidentali della Nigeria e all'attuale regione del Benin. Furono proprio i viaggiatori europei del XVI e XVII secolo a diffondere in Europa la notizia di un potente "Impero del Benin", ricco di palazzi sontuosi e governato da un potente sovrano. Fu in questo periodo che cominciò l' infame deportazione degli schiavi da parte degli europei e gli oba si arricchirono ulteriormente vendendo i prigionieri che catturavano nelle loro campagne militari e i carcerati. Questo traffico assunse proporzioni tali che il tratto di mare da cui partivano le navi cariche degli sventurati fu chiamato la Costa degli Schiavi. 96 Regno del Benin 97 Epoca coloniale Alla fine del XIX secolo, le aspirazioni colonialiste europee portarono a un radicale mutamento dei rapporti con l'Impero del Benin. I britannici, che erano diventati da tempo i principali interlocutori dell'oba, dimostrarono chiaramente di essere intenzionati a perseguire in modo più diretto i propri interessi economici nella zona. Oba Ovonramwen (incoronato nel 1888) fu costretto a scendere a patti e firmò un trattato che rendeva l'Impero del Benin protettorato britannico. Tale sottomissione non fu accettata dalla popolazione ed il malcontento sfociò in diverse proteste Una ricostruzione della bandiera del Regno del Benin in epoca coloniale, basata su una popolari, durante una delle quali, nel 1897, furono uccisi otto cittadini bandiera catturata dalle forze britanniche britannici e l' evento scatenò una violenta rappresaglia nota come la durante la spedizione punitiva del Benin nel spedizione punitiva del Benin. Un battaglione agli ordini dell'ammiraglio 1897 Harry Rawson invase la capitale Edo, l' odierna Benin City, mettendola a ferro e fuoco. Il palazzo reale fu raso al suolo e le opere d'arte al suo interno furono rubate e oggi si ritrovano sparse in molti musei del mondo, tra queste spiccano le famose placche in bronzo inciso che sono note con il nome di Bronzi del Benin. Al termine di questa operazione militare oba Ovonramwen fu deportato, la monarchia venne soppressa e il territorio, che prese il nome ufficiale di Benin, fu smembrato in tanti piccoli stati. La transizione da protettorato a colonia avvenne nel 1914. La monarchia fu reintrodotta in concomitanza della trasformazione in colonia ma l'oba aveva ormai definitivamente perso il potere politico, mantenendo solo il ruolo di guida religiosa e di rappresentante cerimoniale. Il primo oba di epoca coloniale, Eweka II, è ricordato per aver tentato invano di stabilire un rapporto di parità con gli amministratori britannici. La carica si è comunque continuata a tramandare ed oggi appartiene a oba Erediauwa. Dall' indipendenza ad oggi Dopo la concessione dell'indipendenza alle colonie dell'Africa occidentale britannica nel 1960, quello che restava del grande impero, fu assegnato alla repubblica federale della Nigeria di cui fa ancora parte oggi. Nel 1963 diventò una divisione amministrativa chiamata Territori Centro-Occidentali. Dal 1976 tale divisione prese il nome Stato di Bendel. Finalmente nel 1991 Bendel fu suddiviso in due stati autonomi: Edo e Delta e da allora Edo conserva questo status e gli attuali confini. L' attuale stato conta circa 4.000.000 di abitanti, misura 17.802 km² e la capitale è ancora Benin City. Data la varietà di gruppi etnici presenti, non tutti parlano la lingua edo, ma sono invece molti che parlano l'edo, o 32 lingue similari chiamate edoidi, negli stati vicini[3]. Si stima che il solo edo sia parlato da circa 5.000.000 di persone. L'attuale locazione ed estensione dello stato di Edo all'interno della repubblica federale di Nigeria Regno del Benin Note [1] THE CORRECT HISTORY OF EDO (http:/ / www. edoworld. net/ correct_history_of_Benin. html). edoworld.net, 2010. URL consultato il 13 novembre 2010. [2] (http:/ / www. raceandhistory. com/ historicalviews/ edoofbenin. htm) su raceandhistory.com [3] Cultural Wars and National Identity - The Saga of the Yoruba and the Bini-Edo (http:/ / www. dawodu. com/ aluko89. htm). Segun Toyin Dawodu, 2007. URL consultato il 9 novembre 2010. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Benin Empire Collegamenti esterni • Genealogia parziale dei regnanti del Benin (http://www.uq.net.au/~zzhsoszy/states/nigeria/edo.html) • Storia del Regno del Benin (http://www.raceandhistory.com/historicalviews/edoofbenin.htm) 98 99 Niger Niger Niger (dettagli) Unità - Lavoro - Progresso Dati amministrativi Nome completo Repubblica del Niger Nome ufficiale République du Niger Lingue ufficiali francese Capitale Niamey (665.918 ab.) Politica Forma di governo Capo di Stato Capo di Governo Indipendenza Repubblica semipresidenziale Mahamadou Issoufou Brigi Rafini dalla Francia, 3 agosto 1960 Superficie Totale % delle acque 1.267.000 km² (21º) 0,02 % Popolazione Totale 10.075.511 ab. ( ) (70º) Densità 8 ab./km² Geografia Continente Africa Niger 100 Fuso orario UTC +1 Economia Valuta PIL (PPA) Franco CFA 10.103 milioni di $ (144º) PIL pro capite (PPA) 755 $ (2010) (174º) ISU (2010) 0,261 (basso) (167º) Varie TLD .ne Prefisso tel. +227 Sigla autom. RN Inno nazionale La Nigerienne Festa nazionale Il Niger è uno Stato dell'Africa Occidentale che confina a nord con l'Algeria e la Libia, ad est con il Ciad, a sud con la Nigeria ed il Benin e ad ovest con il Burkina Faso e il Mali; è uno stato senza sbocco al mare. Deve il suo nome al fiume Niger che l'attraversa. La sua capitale è Niamey. Il Niger è uno degli ultimi 10 stati nel mondo per PIL pro capite. Geografia Morfologia Situato nel medio continente africano, il Niger è composto per i due terzi del territorio dal deserto del Sahara, inabitabile, che costituisce tutto il nord del paese. Il resto, sulle sponde del fiume Niger, presenta grandi savane dove è possibile allevare bestiame e praticare agricoltura di sussistenza. In quest'ultima regione si trovano la capitale, Niamey, e la maggior parte dei centri abitati, come Zinder, Maradi e Tillabéri. La zona desertica raggiunge il suo massimo rigore nel Ténéré. In esso si trovano massicci montagnosi come l'Aïr, la cui cima più elevata è il monte Bagzane, di 2022 m. Le città più importanti in questa zona interna del paese sono Bilma, Tahoua e Agadez. Niger 101 Idrografia Nella parte sudorientale del paese si trova il Lago Ciad, che è condiviso con il Ciad, la Nigeria e il Camerun. Questa zona è abitata dai Beri Beri. A sudovest si trova il fiume Niger, la maggiore fonte di acqua potabile del paese. Tra i maggiori fiumi del paese troviamo il Goulbi de Maradi e il Rima, entrambi stagionali ed entrambi localizzati lungo il confine con la Nigeria, e lo Yobe che si tuffa nel lago Ciad. Oasi di Bilma Clima Il clima del Niger è uno dei più caldi al mondo, tanto che la temperatura media supera facilmente i 30 °C Le precipitazioni sono trascurabili nelle regioni settentrionali, mentre nelle regioni meridionali raggiungono gli 800 mm annui al sud, concentrandosi tra giugno e ottobre. Popolazione Demografia La mortalità infantile si mantiene su alti livelli, simili a quelli dei paesi confinanti. Inoltre, la mortalità dei bambini di età compresa fra uno e quattro anni di età è eccezionalmente elevata (248 su 1000) ed è dovuta all'alimentazione povera e alle precarie condizioni di salute. Ciononostante, il tasso di fertilità molto alto (7,2%) fa sì che quasi la metà (49%) degli abitanti del Niger abbia meno di 15 anni di età. Crescita demografica in Niger dal 1961 al 2003 Il tasso di scolarizzazione è del 29% (di cui 60% maschi e 40% femmine).[1][2] Un ulteriore mezzo di diffusione della cultura è rappresentato dalle scuole coraniche. Etnie Le differenti etnie del Niger sono: • Hausa, agricoltori stanziali, insediati fra Dallol Mauri e Zinder, vivono nel centro e nell'est; sono presenti anche nella Nigeria settentrionale; • Djerma-Songhai, agricoltori stanziali, insediati a ovest; sono presenti anche in alcune aree del Mali; includono i Wogo e i Kurtei; • Tuareg, Tubu e Arabi, allevatori nomadi, insediati a nord e nord-est; • Kanuri e Buduma, allevatori semi-nomadi, insediati all'estremità orientale, ai confini con il Ciad; • Peul o Fulani, allevatori semi-nomadi, disseminati su tutto il territorio. Niger Gli Hausa e i Djerma-Songhai rappresentano i due gruppi etnici più diffusi nel paese e insieme formano i 3/4 della popolazione. Anche i Gurmantche sono stanziali, dediti all'agricoltura e vivono nelle regioni meridionali, le più fertili del Niger. A causa della vorticosa crescita demografica e della conseguente competizione per le scarse risorse naturali disponibili, negli anni recenti si sono registrati alcuni scontri fra le tribù di agricoltori e quelle di allevatori. Lingue principali La lingua ufficiale del Niger è il francese, dai tempi del colonialismo. Tra la decina di lingue autoctone si contano: • hausa (56%), afro-asiatica, parlata in Africa centrale e occidentale; è compresa dall’85% degli abitanti ed è quindi la più utilizzata, soprattutto per il commercio; • djerma/zarma o songhai (22%), nilo-sahariana; • peul o fulfuldé (8%), nigero-congolese; • tamazight o tuareg (8%), afro-asiatica; • kanuri (5%), nilo-sahariana; • arabo dialettale (1%), afro-asiatica; • gurmantché; • tubu. Religioni La maggioranza della popolazione del Niger è di religione musulmana, di professione sunnita (più del 93%). Le minoranze, concentrate nella regione di Dosso, praticano credenze animiste oppure sono cristiane. La coabitazione fra le tre fedi è nel complesso pacifica. Storia Il sito di Gobero, sulle rive di un paleolago scomparso nella parte occidentale del deserto del Tenerè[3], testimonia la storia del popolamento del Sahara durante le fasi umide dell'olocene. Il sito presenta due fasi di occupazione: • la prima, datata tra il 7700 e il 6200 a.C., è riferita ad una popolazione di cacciatori/pescatori e raccoglitori, affini etnicamente ai tipi umani iberomaurusiani e capsiani del Maghreb e a quelli mechtoidi del Mali e della Mauritania, i quali abitavano in insediamenti stabili ed utilizzavano recipienti in ceramica, con manufatti riferibili alla cultura kiffiana (dal sito di Adrar-n-Kiffi, presso Adrar Bous, a circa 500 km più a nord); • la seconda, datata tra il 5200 e il 2500 a.C., legata ad una rioccupazione da parte di una diversa popolazione di pastori sedentari, apparentemente privi di rapporti con le altre popolazioni sahariane contemporanee, che integravano la dieta con la caccia, la pesca e la raccolta di molluschi, appartenevano alla cultura tenereana e seppellivano i morti in forme ritualizzate. Fra i il X e il XIX secolo in Niger ci fu un forte regno chiamato Hausa, che controllava le rotte delle caravane che attraversavano il Sahara e dominava la regione fertile del sud del territorio. L'apogeo di questa cultura iniziò nel XV secolo, per cominciare a decadere con la conquista europea del Niger nel XVIII secolo. La colonizzazione francese si completò nel XIX secolo, quando l'attuale territorio del Niger venne a far parte dell'Africa Occidentale Francese fino a quando divenne indipendente, il 3 agosto 1960. Il Niger divenne una repubblica presidenziale. Dal 1999 ha una nuova costituzione varata nel luglio dello stesso anno. I governi sono cambiati frequentemente fra dittature militari e governi di transizione. Il parlamento è stato sciolto più volte dopo colpi di stato poco distanti nel tempo tra loro. Il 18 febbraio 2010 un colpo di stato rovescia il capo di stato Tandja Mamadou. Nell'aprile 2011 si svolgono nuove elezioni che vedono vincitore Mahamadou Issoufou, che diventa nuovo Presidente del Niger, col 58% delle preferenze. Le elezioni, al contrario di molte altre nel continente africano, non portano particolari contestazioni, e si svolgono in maniera pacifica. Nel luglio 2011 viene sventato un attentato 102 Niger 103 contro il Presidente. Ordinamento dello stato Secondo la costituzione del dicembre 1992, riattivata per referendum nel luglio 1999, il Niger è una repubblica semipresidenziale e ammette il multipartitismo. Il presidente, con funzioni di capo dello Stato e di capo del Governo, viene eletto a suffragio universale con un mandato di 5 anni, ripetibile una sola volta. Il potere legislativo è esercitato da un'assemblea nazionale composta da 113 membri (in passato 83), eletti sempre a suffragio universale (105 in collegi uninominali e 8 dalle minoranze) e sempre ogni 5 anni. Nel 2009 essa è stata cancellata, e il potere straordinario è nelle mani del Presidente Tandja Mamadou, rendendo di fatto il Paese una dittatura. Il 19 febbraio 2010, Mamadou è stato deposto a seguito di un golpe militare.[4] L'ordinamento del potere giudiziario si basa sul modello francese, ma comprende anche usi consuetudinari del Niger. Suddivisione amministrativa Il Niger è suddiviso in 8 regioni, compresa quella della città capitale, Niamey, 36 dipartimenti e 129 comuni. Le regioni sono piuttosto differenziate per condizioni climatiche e di vita della popolazione. Regioni del Niger Città principali Le principali città dello stato, in ordine di popolazione sono: Veduta notturna della Capitale Niamey Niger 104 Veduta di Agadez del 1997 [6] Citta Regioni Popolazione Posizione [5] 2001 Niamey Niamey 707.951 13°31′00″N 2°07′00″E13.5166667°N 2.1166667°E Zinder Zinder 170.575 13°48′00″N 8°58′00″E13.8°N 8.9833333°E Maradi Maradi 148.017 13°29′30″N 7°05′47″E13.4916667°N 7.0963889°E Agadez Agadez 78.289 16°58′26″N 7°59′27″E16.9738889°N 7.9908333°E Tahoua Tahoua 73.002 14°53′25″N 5°16′04″E14.8902778°N 5.2677778°E Arlit Agadez 69.435 18°43′57″N 7°22′05″E18.7325°N 7.3680556°E Birni N'Konni Tahoua 44.663 13°48′N 5°15′E13.8°N 5.25°E Dosso Dosso 43.561 13°02′40″N 3°11′41″E13.0444444°N 3.1947222°E Tessaoua Maradi 31.667 13°45′12″N 7°59′11″E13.7533333°N 7.9863889°E Dogondoutchi Dosso 29.244 13°38′46″N 4°01′44″E13.6461111°N 4.0288889°E Gaya Dosso 28.385 11°53′16″N 3°26′48″E11.8877778°N 3.4466667°E Diffa Diffa 23.409 13°18′56″N 12°36′32″E13.3155556°N 12.6088889°E Madaoua Tahoua 22.175 14°06′00″N 6°25′00″E14.1°N 6.4333333°E Téra Tillabéri 19.508 14°00′38″N 0°45′11″E14.0105556°N 0.7530556°E Miria Zinder 19.161 13°42′51″N 9°09′02″E13.7141667°N 9.1505556°E Dakoro Maradi 18.875 13°49′00″N 6°25′00″E13.8166667°N 6.4166667°E Matameye Zinder 17.930 13°25′26″N 8°28′40″E13.4238889°N 8.4777778°E Magaria Zinder 17.776 14°34′00″N 8°43′00″E14.5666667°N 8.7333333°E Tillabéri Tillabéri 16.683 14°12′22″N 1°27′12″E14.206146°N 1.453457°E N'guigmi Diffa 15.922 14°15′10″N 13°06′39″E14.2527778°N 13.1108333°E Illéla Tahoua 15.805 14°27′42″N 5°14′51″E14.4616667°N 5.2475°E Tanout Zinder 15.779 14°58′13″N 8°53′30″E14.9702778°N 8.8916667°E [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27] [28] Niger 105 [29] Goure Zinder 13.422 13°59′13″N 10°16′12″E13.9869444°N 10.27°E Abalak Tahoua 12.764 15°27′08″N 6°16′42″E15.4522222°N 6.2783333°E Filingue Tillabéri 11.661 14°21′00″N 3°19′00″E14.35°N 3.3166667°E Aguie Maradi 11.475 13°30′29″N 7°46′38″E13.5080556°N 7.7772222°E Birni N'Gaouré Dosso 10.775 13°05′16″N 2°55′01″E13.0877778°N 2.9169444°E Guidan Roumji Maradi 10.744 13°51′00″N 6°58′00″E13.85°N 6.9666667°E [30] [31] [32] [33] [34] [35] Kollo Tillabéri 10.533 13°18′31″N 2°19′51″E13.3086111°N 2.3308333°E Say Tillabéri 10.502 13°06′29″N 2°21′35″E13.1080556°N 2.3597222°E Maine-Soroa Diffa 10.176 13°13′04″N 12°01′36″E13.2177778°N 12.0266667°E Tchirozerine Agadez 10.032 17°15′37″N 7°45′03″E17.2602778°N 7.7508333°E [36] [37] [38] Settore terziario Sistema scolastico A causa della disastrosa situazione finanziaria e socio-politica del Paese, i finanziamenti alla scuola pubblica, a partire dagli anni 2000, sono stati ridotti. Di conseguenza buona parte della popolazione, in particolare nelle zone rurali, è esclusa dalla possibilità di usufruire del sistema scolastico[39]. Il tasso di alfabetizzazione si aggira intorno al 20 %[40]. Nel 2001 il tasso di scolarizzazione era di appena il 37 % (9,6 per le femmine). Servizio sanitario Le strutture sanitarie pubbliche sono di basso livello e carenti dal punto di vista igienico. Solo nella capitale Niamey esistono alcune strutture private di livello accettabile. Nella parte meridionale del Paese è diffusa la malaria. Sono presenti anche malattie endemiche quali tifo, tubercolosi, meningite e morbillo. Nel 2010 si è diffusa un'epidemia di colera nelle zone agricole meridionali, con un migliaio di casi segnalati e numerosi decessi. L'AIDS è diffuso, in particolare fra la popolazione giovanile delle città[41]. Niger Politica Insieme a vari altri Stati, il Niger è membro dell'Unione Monetaria dell'Africa Occidentale (UMOA-Union Monetaire Ouest Africaine) e con essi condivide una banca centrale (BCEAO) e una moneta, il Franco CFA (Communauté Financière Africaine). Economia L'economia del Niger è una delle più povere fra quelle degli stati che fanno parte del "terzo mondo" ed è basata sulla pastorizia e sull'agricoltura; a queste si sta affiancando lentamente l'industria mineraria ed in particolare l'estrazione e l'esportazione dell'uranio. Il nord del Niger, costituito dall'altopiano di Djado e da parte del deserto del Ténéré, è abitato da comunità nomadi che praticano la pastorizia di bovini e caprini. A sud e ad ovest, dove ci sono maggiori precipitazioni, la popolazione è sedentaria e dedita alla coltivazione Carovana nei pressi dell'oasi di Bilma del miglio e del sorgo, che costituiscono l'alimento base della popolazione. Questa scarsa attività agricola è limitata ad appena 660 km² pari a solo il 3,9% del territorio nazionale. Si producono in modeste quantità patate, mais, riso, banane e pomodori. Oltre a queste vi è una discreta coltivazione di arachidi, che vengono in parte esportate. Poche sono le foreste che si trovano esclusivamente nel sud del paese. Fra le principali risorse minerarie del paese si trovano l'Uranio, il carbone, il ferro, i fosfati, l'oro e il petrolio. L'industria è ancora agli inizi; attività prevalenti sono quella mineraria e quella manifatturiera. Il Niger è il quinto paese al mondo per l'estrazione dell'uranio (circa 3243 tonnellate l'anno), ad opera della multinazionale francese AREVA. La moneta del Niger è il franco CFA, che nel 2005 aveva una parità con il dollaro statunitense di 525,85. Il suo PIL, uno dei più bassi del mondo, è di 900 dollari pro capite (2004), mentre l'inflazione è del 3% annuale (2002). Il Niger ha un debito pubblico estero di 1.600 milioni di dollari (2002). Ambiente La vegetazione è strettamente legata al clima e varia da sud a nord, includendo la savana che via via trapassa alla prateria, sponda (sahel) del deserto secondo la definizione araba. La savana, che rappresenta la degradazione delle antiche foreste per effetto dei grandi mutamenti climatici che hanno inaridito il Sahara ed estesamente impoverita anche dagli incendi provocati dagli indigeni, presenta alberi radi frammisti ad arbusti. Tra le piante predominano le acacie, i tamarischi, l'albero del burro. La zona saheliana, che costituisce la parte più importante del territorio del Niger, offre l'aspetto di una formazione steppica con il suolo coperto dalle corte graminacee del tipo cram-cram, e punteggiata da arbusti a fogliame ridotto adatti alla lotta contro l'evaporazione e la traspirazione (uno dei più diffusi è il teborak). Verso nord gli arbusti spariscono e nel deserto non resta che una vegetazione occasionale dopo le rare piogge; nelle oasi è consentita la vita alle palme dattilifere. Vasto e poco popolato, il Niger è un Paese ricco di specie animali allo stato selvaggio. Numerose specie animali che durante la fase umida del Sahara popolavano le zone settentrionali del Paese (come è testimoniato dalle belle raffigurazioni rupestri dell'Adrar des Iforas e dell'Aïr) si sono spostate verso sud e nelle zone desertiche sono rimaste le specie meglio adatte all'habitat sahariano: una grande varietà di antilopi e gazzelle, mufloni, ecc. Nelle zone 106 Niger pre-desertiche a questa fauna si aggiungono scimmie, ghepardi, iene, leoni che si ritrovano anche nel sahel, dove però prevalgono gli animali domestici (zebù, cavalli, asini, capre e montoni). Le specie della savana del Niger sono rappresentate dalla ricca e varia fauna del parco nazionale di W al confine con il Benin, una delle più ricche zone faunistiche dell'Africa occidentale e una delle più battute da turisti e cacciatori. Oltre agli uccelli che stazionano lungo il fiume Niger (ibis, cormorani, pellicani, anitre, aironi, ecc.) si trovano pressoché tutti i mammiferi tipici delle savane africane: le grandi antilopi, i bufali, i leoni, gli elefanti, gli ippopotami, i facoceri. Preoccupazioni sono espresse dai gruppi ambientalisti in seguito a un rapporto di Greenpeace che denuncia il grande inquinamento da materiale radioattivo nei pressi delle zone di estrazione dell'uranio.[42] Musica La musica del Niger, come tutte le altre forme di espressione culturale, è caratterizzata dalla mescolanza di influssi provenienti dalle diverse componenti etniche del paese, tutte fortemente influenzate dalla cultura francese. Forse la più nota forma di espressione musicale del Niger è il Tuareg Blues, sviluppatosi negli anni 90 durante l'insurrezione dei Tuareg. Prof aquilina Sport Olimpiadi Il Niger ha partecipato alle competizioni olimpiche dal 1964, con l'eccezione delle edizioni del 1976 e 1980. Ha vinto un'unica medaglia grazie a Issaka Daborg che nel 1972 ha vinto il bronzo nel pugilato. Calcio Il Niger non si è mai qualificato per le fasi finali dei mondiali di calcio, né ha mai vinto alcuna competizione internazionale. Il miglior risultato si è registrato nel 1982 quando fu eliminato ai quarti dall'Algeria, che si sarebbe poi qualificata per la fase finale dei mondiali. Tradizioni Giochi Il Krur (o Crur) è un gioco astratto della famiglia dei mancala giocato dalle popolazione Hassaniya. Il Krur è generalmente concepito come gioco per bambini. Note [1] (EN) U.S.A. Department of Labor (http:/ / www. dol. gov/ ilab/ media/ reports/ iclp/ tda2001/ Niger. htm) [2] corriere.it (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 2003/ luglio/ 21/ Parla_ambasciatore_del_dossier_uranio_co_0_030721020. shtml) [3] P.C. Sereno, E.A.A. Garcea, H. Jousse, C.M. Stojanowski, J. Saliège, et al. Lakeside Cemeteries in the Sahara: 5000 Years of Holocene Population and Environmental Change, in PLoS ONE 3(8), 2008 (http:/ / www. plosone. org/ article/ info:doi/ 10. 1371/ journal. pone. 0002995) (EN) (pubblicazione on line, del 14 agosto 2008). Il sito, scoperto nel 2000 e iniziato a scavare nel 2005 e 2006, comprende circa 200 sepolture, solo parzialmente scavate [4] www.repubblica.it (http:/ / www. repubblica. it/ esteri/ 2010/ 02/ 18/ news/ colpo_stato_niger-2347841/ ) [5] Fonte citypopulation.de (http:/ / www. citypopulation. de/ Niger. html), . [6] fallingrain.com (http:/ / www. fallingrain. com/ world/ NG/ index. html). [7] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 5166667_N_2. 1166667_E_ [8] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 8_N_8. 9833333_E_ [9] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 4916667_N_7. 0963889_E_ [10] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=16. 9738889_N_7. 9908333_E_ [11] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 8902778_N_5. 2677778_E_ 107 Niger [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27] [28] [29] [30] [31] [32] [33] 108 http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=18. 7325_N_7. 3680556_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 8_N_5. 25_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 0444444_N_3. 1947222_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 7533333_N_7. 9863889_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 6461111_N_4. 0288889_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=11. 8877778_N_3. 4466667_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 3155556_N_12. 6088889_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 1_N_6. 4333333_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 0105556_N_0. 7530556_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 7141667_N_9. 1505556_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 8166667_N_6. 4166667_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 4238889_N_8. 4777778_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 5666667_N_8. 7333333_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 206146_N_1. 453457_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 2527778_N_13. 1108333_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 4616667_N_5. 2475_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 9702778_N_8. 8916667_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 9869444_N_10. 27_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=15. 4522222_N_6. 2783333_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=14. 35_N_3. 3166667_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 5080556_N_7. 7772222_E_ http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 0877778_N_2. 9169444_E_ [34] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 85_N_6. 9666667_E_ [35] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 3086111_N_2. 3308333_E_ [36] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 1080556_N_2. 3597222_E_ [37] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=13. 2177778_N_12. 0266667_E_ [38] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niger& language=it& params=17. 2602778_N_7. 7508333_E_ [39] http:/ / www. lombardia. cisl. it/ paginanew. asp?ID=4524 [40] http:/ / portalino. org/ africa/ index. php?option=com_content& task=view& id=129& Itemid=35 [41] http:/ / www. viaggiaresicuri. mae. aci. it/ ?niger [42] Left in the dust: L’eredità radioattiva di Areva nelle città del deserto del Niger (http:/ / www. greenpeace. org/ raw/ content/ italy/ ufficiostampa/ rapporti/ niger-areva. pdf) Bibliografia • La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984) Voci correlate • Croce Rossa del Niger • Rotte dei migranti africani nel Sahara Altri progetti • • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Niger Wikiversità contiene informazioni: http://it.wikiversity.org/wiki/Niger: dune di uranio • • Wikizionario contiene la voce di dizionario: http://it.wiktionary.org/wiki/Niger Wikinotizie contiene notizie di attualità: http://it.wikinews.org/wiki/Niger Niger 109 Collegamenti esterni • Scheda del Niger dal sito Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?niger) - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI • ONG Actions Education au Niger (http://www.aeniger.ch) Niamey Niamey Stato: Coordinate: Niger 13°31′17″N 2°06′19″E13.521389°N 2.105278°E Altitudine: 239,30 m s.l.m. Superficie: 670 Abitanti : 725.030 Densità: 1.082,13 ab./km² [1] Coordinate: 13°31′17″N 2°06′19″E13.521389°N 2.105278°E [1] [2] km² [3] (2001) Fuso orario: UTC+1 Niamey Niamey è la capitale del Niger, nonché la prima città del paese per dimensioni e importanza culturale ed economica. La città sorge sul fiume Niger, prevalentemente sulla riva destra, in una regione di coltivazione delle arachidi. L'industria manifatturiera riguarda in particolare mattoni, prodotti in ceramica e tessili. Niamey 110 Storia Niamey venne probabilmente fondata nel XVIII secolo, ma ebbe poca importanza per l'area fino a quando i francesi non vi costruirono una postazione coloniale negli anni 1890. Nel 1926 Niamey divenne la capitale del Niger; la sua popolazione aumentò gradualmente, da circa 3.000 unità nel 1930, a circa 30.000 nel 1960, 250.000 nel 1980 e secondo le stime - 800.000 nel 2000. La principale causa di tale incremento è stata l'immigrazione durante i periodi di siccità. Amministrazione Dal punto di vista amministrativo Niamey costituisce un dipartimento indipendente allo stesso livello delle regioni. Il territorio del dipartimento è completamente circondato da quello della regione di Tillabéri. Nell'ambito del dipartimento, il territorio è suddiviso in 5 comuni urbani[4]: Località [3] Popolazione (2001) Niamey Commune I 116.537 Niamey Commune II 165.075 Niamey Commune III 175.899 Niamey Commune IV 165.347 Niamey Commune V 102.172 Luoghi d'interesse Tra i luoghi di interesse della città troviamo il Museo Nazionale del Niger, comprendente uno zoo, un museo di architettura vernacolare, un centro dell'artigianato e una mostra comprendente scheletri di dinosauro e l'Albero di Tenéré. Sono presenti anche centri culturali statunitensi, francesi e nigeriani, due importanti mercati e una tradizionale arena per la lotta. La città ospita anche l'aeroporto Diori Hamani, la Scuola Nazionale di Amministrazione, l'Università Abdou Moumouni e molti altri istituti. Nel dicembre 2005 ospitò i Jeux de la Francophonie. Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Niamey& language=it& params=13. 521389_N_2. 105278_E_ [2] (EN) Dato da statoids.com (http:/ / www. statoids. com/ une. html). URL consultato il 07-07-2010. [3] (FR) Dati del censimento 2001 forniti dall'Institut National de la Statistique del Niger nel Repertoire National des Communes (http:/ / www. stat-niger. org/ statistique/ file/ RENACOM/ RENACOM. rar) (rar). URL consultato il 07-07-2010. [4] (FR) Testo della Legge 2002-14 dell'11 giugno 2002 che stabilisce la suddivisione in comuni (http:/ / www. case. ibimet. cnr. it/ den/ Documents/ code_rural/ cdrom/ doc pdf/ Loi N°2002-14 création des communes. pdf) (pdf). URL consultato il 07-07-2010. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Niamey Niamey Collegamenti esterni • Foto satellitare di Google Maps (http://maps.google.com/maps?ll=13.522110,2.122421&spn=0.166014,0. 234180&t=k&hl=en) Storia del Niger Presidenza Diori (1960-1974) Durante il XIX secolo i francesi diedero avvio al processo di colonizzazione del Niger. Esso fu costituito ufficialmente in colonia francese nel 1922: a partire da questa data, le tradizionali coltivazioni di sussistenza vennero sostituite da quelle delle arachidi e del cotone, prodotti destinati all’esportazione. Negli anni cinquanta, nell’ambito del processo di decolonizzazione globale, anche il Niger vide la nascita di un movimento indipendentista, capeggiato da Hamani Diori. Nel 1960 fu approvata la prima Costituzione e il Niger divenne uno Stato indipendente. Alle prime elezioni svoltesi nel 1960 nella nuova repubblica indipendente, venne eletto presidente proprio Diori, candidato del Partito Progressista, che dichiarò fuori legge il movimento di Sawala (liberazione) di Djibo Bakari. Il nuovo governo conservò profondi legami di natura economica e politica con la Francia, fino al punto di tollerare la permanenza di truppe francesi sul territorio. All’inizio degli anni settanta, in seguito alla carestia provocata dalla siccità del Sahel, l’esercito distribuì derrate alimentari alle popolazioni di questa zona, arrivando così a rendersi conto della situazione assai critica in cui versava il settore dell’agricoltura. Il 13 aprile del 1974 un colpo di stato militare rovesciò il presidente Diori, attribuendo il potere a un Comitato militare supremo e nominando nuovo presidente il tenente colonnello Seyni Kuntche. Il governo di Kuntche (1974-1986) Il nuovo governo cercò di formarsi una base politica e firmò accordi bilaterali con la Francia. Il Consiglio Militare permise a Djibo Bakari, in esilio, di ritornare in Niger purché non si dedicasse all’attività politica (in realtà, successivamente Bakari fu incarcerato e rimase in galera fino al 1984). Durante gli anni Settanta l’economia del Niger visse un miglioramento economico grazie al rialzo sui mercati internazionali del prezzo dell’uranio: questo minerale costituiva il 90% delle esportazioni nel 1980, anno in cui ebbe fine il cosiddetto “miracolo” economico. Il debito estero, che nel 1977 ammontava a 207 milioni, nel 1983 sfiorò i 1000 milioni, obbligando il presidente Kuntche a varare un programma di aggiustamento strutturale sotto la supervisione del FMI (fondo monetario internazionale). I prezzi non tornarono più ad essere favorevoli come negli anni Settanta e a ciò si aggiunse un aggravamento della siccità che aveva colpito il Sahel. La crisi economica fu acuita anche dalla chiusura delle frontiere con la Nigeria, fra il 1984 e il 1986. Nel 1986 Kuntche fu colpito da emorragia cerebrale e mori undici mesi dopo, il comitato militare supremo designò quale suo successore il colonnello Alì Seibou. 111 Storia del Niger Verso la democrazia (1986-1999) Il nuovo leader del paese nominò dieci nuovi ministri e l’annuncio di una nuova amnistia che rese possibile il ritorno in Niger degli esuli, fra cui Djibo Bakari e Hamani Diori, che ritornarono sulla scena politica. Diori sarebbe morto poco dopo, nel 1989; nello stesso anno Seibou venne eletto a suffragio universale presidente della Repubblica. La siccità abbattutasi sulla zona del Sahel indusse il governo a prestare un'attenzione speciale al problema della produzione agricola e alle esigenze degli abitanti delle zone rurali, che costituivano l'80% della popolazione totale. Il 32% del bilancio statale venne quindi destinato allo sviluppo di apposite politiche agrarie da realizzarsi nel periodo 1980-1990. Il governo approvò il piano di aggiustamento strutturale impostogli dalla Banca Mondiale e dal FMI. Sul finire del 1990 Seibou si impegnò pubblicamente a condurre il paese verso un sistema democratico pluripartitico. Istituì a questo scopo un apposito organo, la Conferenza nazionale, che avrebbe dovuto regolamentare questo importante cambiamento politico istituzionale. Dopo quattro mesi di lavoro la Conferenza nazionale decise di dar vita a un governo di transizione guidato dal primo ministro, Amadou Cheffou. Andrè Salifou venne invece nominato presidente dell’Alto consiglio della Repubblica, a cui spettò il compito di legiferare durante questa delicata fase. La situazione del paese non era mai stata così critica, con lo Stato sull’orlo della bancarotta. Nel febbraio del 1992 i guerriglieri tuareg imbracciarono le armi contro le forze governative. Intanto, a dicembre la nuova Costituzione venne approvata attraverso un referendum in cui riscosse il 90% dei favori. Due mesi più tardi, tuttavia, le elezioni politiche videro la sconfitta del partito al governo. In aprile Mahamane Ousmane divenne il primo presidente democraticamente eletto. La rivolta dei tuareg proseguì fino al raggiungimento di un accordo fra il governo e il principale gruppo di guerriglieri, il Coordinamento per la Resistenza Armata. A giugno finalmente Niamey concesse l’autonomia a un’area del paese riservata a 750.000 tuareg. Nel gennaio del 1995 una coalizione di forze dell’opposizione uscì vittoriosa dalle elezioni parlamentari revocando subito la fiducia al primo ministro e sostituendolo con Hama Amadou. Nel gennaio del 1996 un colpo di stato militare provocò la caduta di Ousmane, che venne sostituito dal colonnello Ibrahim Baré Maïnassara, che nominò primo ministro Boukary Adji. Nel luglio del medesimo anno Mainassara fu eletto presidente con il 52% dei voti: egli sciolse la Commissione elettorale nazionale indipendente, provocando così la reazione dei più importanti partiti dell’opposizione, che per protesta boicottarono le elezioni parlamentari di novembre. A dicembre, dopo che le elezioni ebbero sancito la vittoria di Mainassara, venne nominato primo ministro Amadou Cissé, che venne sostituito da Ibrahim Hassane Mayaki nel dicembre 1997. Le persecuzioni politiche continuarono con l’arresto di diversi membri dell'opposizione. La società organizzava costantemente manifestazioni contro il governo. Nel 1999 furono convocate nuove elezioni e il 4 aprile, dopo una settimana di tensioni con la richiesta dell’opposizione delle dimissioni di Mainassara, la guardia presidenziale uccise il presidente. Daodua Malam Wankefu venne nominato presidente e capo del Consiglio Nazionale per la Riconciliazione per un periodo di transizione di nove mesi. Il Parlamento fu sciolto dal primo ministro Mayaki e tutti i partiti vennero momentaneamente sospesi. La comunità internazionale esercitò forti pressioni affinché il paese tornasse alla democrazia. In ottobre si svolse il primo turno delle elezioni e al secondo, in novembre, risultò vincitore il militare in pensione Mamadou Tandja, del MNSD, che assunse l'incarico nel dicembre del 1999. Storia recente Nonostante gli accordi firmati nel 1997 con i tuareg, nel luglio e agosto del 2001 lungo il delta del Niger ebbero luogo scontri armati tra bande per il controllo del commercio clandestino di petrolio e derivati. Nel 2003 il governo del Niger fu coinvolto in un conflitto internazionale quando alcuni rapporti dei servizi segreti americani e inglesi denunciarono che l'Iraq aveva acquistato uranio dal Niger per la costruzione di bombe atomiche. Mamadou chiese che venissero fornite le prove di tali denunce. Il direttore della CIA, George Tenet, fu costretto ad ammettere che le informazioni sulla vendita di uranio erano false. Tuttavia, il governo britannico non ritrattò le proprie accuse, nemmeno quando una delegazione di esperti delle Nazioni Unite confermò la falsità delle informazioni fornite dai 112 Storia del Niger servizi segreti. Le prime elezioni locali si svolsero nel luglio del 2004. I partiti sostennero Mamadou, che ottenne la maggioranza a livello di governo. In dicembre la Commissione Elettorale del Niger annunciò che Mamadou era stato rieletto presidente al ballottaggio. Mamadou prese il 65% dei voti, mentre il candidato dell'opposizione socialista Mahamadou Issoufou ottenne il 34,5%. Gli osservatori internazionali giudicarono libero e corretto lo svolgimento delle elezioni. Dall'aprile del 2005 il governo negò sistematicamente l'esistenza di una crisi alimentare e fece pressione sui giornalisti affinché difendessero la linea ufficiale. Ma i media indipendenti pubblicarono diversi rapporti sul problema e le radio private diedero la parola a cittadini colpiti dalla crisi. In agosto, pur ammettendo che vi fosse carenza di cibo in alcune aree, Mamadou continuò a negare la carestia nel paese e affermò che si trattava di un'invenzione dei suoi avversari politici e delle agenzie dell'ONU. Il Programma Mondiale Alimentare (WFP) negò di aver gonfiato i dati, sottolineò l'esistenza di sacche di grave malnutrizione e iniziò a distribuire cibo nelle aree meridionali del paese. Altre agenzie per gli aiuti affermarono che ogni giorno in Niger parecchi bambini morivano di fame. Nel marzo 2006 l'ONU incluse il Niger - il paese all'ultimo posto nel mondo, secondo gli indicatori di povertà e di sviluppo umano - tra i destinatari di una raccolta fondi per nazioni africane colpite da crisi alimentari. Gli operatori del settore affermavano che il paese viveva in una "cultura negazionista", mentre 1.000 bambini alla settimana erano accolti all'interno di programmi per i malnutriti. L'associazione Medici Senza Frontiere segnalò che, qualora i donatori non si fossero "frugati in fondo alle tasche", molti nigerini avrebbero dovuto affrontare parecchi mesi di disperazione. Un anno di cattivo raccolto, in Niger, taglia le scorte a gran parte della popolazione per i successivi due o tre anni. Il 1º settembre 2006 due giornalisti indipendenti, Maman Abou e Oumarou Keita, furono condannati a 18 mesi di prigione per pubblicazione di notizie false e diffamazione dello stato. L'articolo incriminato accusava il primo ministro Rama Amadou di "corteggiare l'Iran" nella sua corsa al nucleare. Ma il loro giornale La Républicain aveva denunciato a più riprese casi di cattiva gestione e di sottrazione di denaro pubblico da parte del governo, in particolare l'utilizzo fraudolento di fondi destinati a un programma decennale per l'educazione scolastica sponsorizzato anche dalla UE. Queste denunce giornalistiche avevano portato scompiglio nel governo con il siluramento di due ministri. Il 31 maggio del 2007 il Parlamento sfiduciò l'esecutivo del premier Amadou. Il presidente Tandja non indisse elezioni anticipate ma nominò come nuovo premier Seyni Oumarou poi sostituito, a seguito di elezioni parlamentari non positive per il suo partito (l'MSSD ottenne 47 seggi su 113), da Ali Badjo Gamatié dopo l'interim di Albadé Abouba Il 18 febbraio 2010 un colpo di stato rovescia il capo di stato Tandja Mamadou. 113 Campionato di calcio nigerino Campionato di calcio nigerino Il Campionato di calcio del Niger o Niger Premier League è la massima divisione calcistica in Niger. Il campionato nacque nel 1966. È composto da 14 squadre che si affrontano in gare di andata e ritorno. Niger Premier League - Squadre 2012 • • • • • • • • • • Akokana FC d'Arlit (Arlit) Alkali Nassara (Zinder) ASGNN (Niamey) ASFAN (Niamey) Dan Kassawa FC (Maradi) Douanes Niamey (Niamey) Espoir FC (Zinder) Jangorzo FC (Maradi) Nigelec (Niamey) Olympic FC (Niamey) • • • • AS Police (Niamey) Sahel FC (Niamey) Urana FC d'Arlit (Arlit) Zumunta AC (Niamey) Albo d'oro • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • 1966: Secteur 6 (Niamey) 1967: Secteur 6 (Niamey) 1968: Secteur 6 (Niamey) 1969: Secteur 6 (Niamey) 1970: Secteur 6 (Niamey) 1971: ASFAN (Niamey) 1972: non disputato 1973: Secteur 7 (Niamey) 1974: Sahel SC (Niamey) 1975: ASFAN (Niamey) 1976: Olympic FC (Niamey) 1977: Olympic FC (Niamey) 1978: Olympic FC (Niamey) 1979: non disputato 1980: AS Niamey (Niamey) 1981: AS Niamey (Niamey) 1982: AS Niamey (Niamey) 1983: Jangorzo FC (Maradi) 1984: Espoir FC (Zinder) 1985: Zumunta AC (Niamey) 1986: Sahel SC (Niamey) • 1987: Sahel SC (Niamey) • 1988: Zumunta AC (Niamey) • 1989: Olympic FC (Niamey) 114 Campionato di calcio nigerino • • • • • • • • • • • • • • • • • 1990: Sahel SC (Niamey) 1991: Sahel SC (Niamey) 1992: Sahel SC (Niamey) 1993: Zumunta AC (Niamey) 1994: Sahel SC (Niamey) 1995: non disputato 1996: Sahel SC (Niamey) 1997/98: Olympic FC (Niamey) 1999: Olympic FC (Niamey) 2000: JS du Ténéré (Niamey) 2001: JS du Ténéré (Niamey) 2002: non disputato 2003: Sahel SC (Niamey) 2004: Sahel SC (Niamey) 2005: AS-FNIS (Niamey) 2006: AS-FNIS (Niamey) 2007: Sahel SC (Niamey) • • • • 2008: AS Police (Niamey) 2009: Sahel SC (Niamey) 2010: ASFAN (Niamey) 2011: ASGNN (Niamey) 115 Classifica scudetti Squadre Città Titoli Ultimo titolo Sahel SC Niamey 13 2009 Olympic FC Niamey 11 1999 AS Niamey Niamey 3 1982 Zumunta AC Niamey 3 1993 ASFAN Niamey 3 2010 JS du Ténéré Niamey 2 2001 AS-FNIS 2006 Niamey 2 Jangorzo FC Maradi 1 1983 Espoir FC Zinder 1 1984 AS Police Niamey 1 2008 ASGNN Niamey 1 2011 • Secteur 6 ha cambiato denominazione nel 1974 in Olympic FC • Secteur 7 ha cambiato denominazione nel 1974 in Sahel SC • AS-FNIS ha cambiato denominazione nel 2010 in ASGNN (Association Sportive des Gendarmerie Nationale Nigérienne) Campionato di calcio nigerino Collegamenti esterni • RSSSF competition history [1] Note [1] http:/ / www. rsssf. com/ tablesn/ nigerchamp. html 116 117 Nigeria Nigeria Nigeria (dettagli) Unità e Forza, Pace e Progresso Dati amministrativi Nome completo Repubblica Federale della Nigeria Nome ufficiale Federal Republic of Nigeria Lingue ufficiali Inglese Capitale Abuja (1.078.700 ab.) Politica Forma di governo Repubblica federale Capo di Stato Goodluck Jonathan Indipendenza 1º ottobre 1960 (dal Regno Unito) Ingresso nell'ONU 7 ottobre 1960 Superficie Totale % delle acque 923.768 km² (31º) 1,4 % Popolazione Totale 158.092.542 ab. (2010) (9º) Densità 147 ab./km² Geografia Continente Africa Fuso orario UTC +1 Economia Valuta PIL (PPA) Naira 345.381 milioni di $ (32º) PIL pro capite (PPA) 2.422 $ (2010) (139º) ISU (2010) 0,423 (basso) (142º) Varie TLD .ng Nigeria 118 Prefisso tel. +234 (007 dal Kenya e dall'Uganda) Sigla autom. WAN Inno nazionale Arise O Compatriots, Nigeria's Call Obey Festa nazionale La Nigeria, ufficialmente Repubblica Federale della Nigeria, è uno stato dell'Africa occidentale, il più popoloso del continente. Confina con il Benin ad ovest, il Ciad e il Camerun ad est, il Niger a nord e a sud si affaccia sull'Oceano Atlantico nel Golfo di Guinea. Settimo stato al mondo per popolazione, fa parte del Commonwealth of Nations. Le principali città, oltre all'attuale capitale Abuja (dal 1991) e a quella precedente, Lagos, sono: Abeokuta, Ibadan, Port Harcourt, Kano, Kaduna, Jos e Benin City. È una repubblica costituzionale di tipo federale comprendente 36 stati. Il territorio nigeriano è abitato sin dal 9.000 a.C. e fu denominato Nigeria da Flora Shaw, futura moglie del Barone Lugard, nel XIX secolo. Dal punto di vista religioso la popolazione si divide quasi perfettamente tra cristiani e musulmani. L'economia dello stato è in forte crescita, come dimostrano i dati del Fondo Monetario Internazionale del 2008 e del 2009. Storia L'Impero di Kanem-Bornu vicino al Lago Chad dominò la Nigeria settentrionale per oltre 600 anni, prosperando come un terminale del commercio nord-sud tra i Berberi del Nord Africa e le popolazioni delle foreste. Nel XVIII secolo gli stati hausa, a base cittadina, erano sotto il controllo dei Fulani, solo in parte islamizzati. Contro i loro corrotti costumi si levò la predicazione di Usuman dan Fodio, anch'egli un fulani. Dopo alterne vicende, nel 1804, egli riuscì a vincere e a fondare un unico stato hausa che alla sua morte lasciò diviso tra il fratello (la parte occidentale con capitale Sokoto) ed il figlio. Il territorio hausa, cioè dove la lingua hausa è parlata come prima lingua, si estende anche alla parte meridionale del Niger, dove gli Hausa sono maggioritari. Sia i regni di Oyo nel sud-ovest che il Benin nel sud-est svilupparono elaborati sistemi di organizzazione politica nel XV, XVI e XVII secolo. I regni di Ife e di Benin ci hanno lasciato apprezzati prodotti artistici in avorio, legno, bronzo e ottone. Tra il XVII e il XIX secolo i viaggiatori e commercianti europei fondarono città portuali per incrementare la crescente tratta degli schiavi destinati alle Americhe. Materie prime e prodotti finiti sostituirono il commercio degli schiavi durante il XIX secolo. La Royal Niger Company fu fondata dal governo del Regno Unito nel 1886. La Nigeria divenne un protettorato britannico nel 1901, e colonia nel 1914. In risposta al crescente nazionalismo nigeriano che seguì la fine della Seconda guerra mondiale, I britannici guidarono la colonia verso l'autogoverno su base federale. Nigeria Alla Nigeria fu concessa la completa indipendenza il 1º ottobre 1960, come una federazione di tre regioni, ognuna delle quali manteneva in misura sostanziale un margine di autogoverno. Nel 1966, due colpi di stato consecutivi messi in atto da due gruppi differenti di ufficiali militari portarono il paese sotto il controllo dei militari. I leader del secondo golpe cercarono di accrescere i poteri del governo federale, e rimpiazzarono i governi regionali con 12 governi statali. Gli Igbo, il gruppo etnico dominante nella regione orientale, dichiararono l'indipendenza della Repubblica del Biafra nel 1967, il che portò ad una sanguinosa guerra civile che si concluse con la loro sconfitta nel 1970. Nel 1975, un colpo di stato senza spargimento di sangue portò al potere Murtala Ramat Mohammed, che promise un rapido ritorno ad un governo civile del paese. Comunque, venne ucciso durante un tentativo fallito di colpo di stato, e gli successe il capo del suo staff, Olusegun Obasanjo. Una nuova costituzione venne ridisegnata nel 1977, e nel 1979 si tennero nuove elezioni, sostanzialmente democratiche, vinte da Shehu Shagari. La Nigeria ricadde sotto governo militare nel 1983, dopo un colpo di stato che istituì il Consiglio Militare Supremo come nuovo organo di governo del paese. Dopo che le elezioni del 1993 vennero cancellate dal governo militare, il Generale Sani Abacha prese il potere. Quando, nel 1998, morì improvvisamente Abdulsalami Abubakar divenne leader del CMS, ora conosciuto come Consiglio Governante Provvisorio. Riconfermò l'autorità della costituzione del 1979 e, nel 1999, la Nigeria elesse Olusegun Obasanjo alla carica di Presidente Federale nelle prime elezioni libere che si tenevano in 16 anni. Obsanjo e il suo partito sono riusciti inoltre a farsi riconfermare vincendo le turbolente elezioni del 2003. Nel mese di febbraio 2006 il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha compiuto diversi attacchi a strutture petrolifere della regione, sia contro gli oleodotti che contro le piattaforme della Shell e dell'Agip, che sono culminati con il sequestro di tecnici stranieri (soprattutto italiani) che lavorano in quelle piattaforme. Il movimento chiede che le ricchezze petrolifere vengano distribuite alla popolazione. Le elezioni tenutesi il 21 aprile 2007 hanno decretato vincitore Umaru Yar'Adua, delfino dell'attuale presidente Obasanjo, originario dello stato di Katsina, musulmano. Le opposizioni hanno definito le elezioni "dei colossali brogli" ed anche vari osservatori internazionali hanno espresso pareri alquanto negativi riguardo alla regolarità delle elezioni. Geografia Morfologia La Nigeria si trova nel Golfo di Guinea, nell'Africa Occidentale. Le città principali sono concentrate nelle pianure del sud. La parte centrale del paese è formata da colline e altipiani. Il nord è prevalentemente occupato da pianure aride. I paesi confinanti sono Benin, Niger, Ciad e Camerun. Il territorio nigeriano ha una struttura piuttosto semplice; esso corrisponde a un antico piano che ha le sue parti eminenti nella sezione centro-settentrionale, dove affiorano, su vaste superfici, le formazioni cristalline archeozoiche dello zoccolo africano. Queste zone rilevate, Elefanti nello Yankari che si configurano come una sorta di altopiano non molto elevato, rappresentano i resti di un antico rilievo via via spianato dall'erosione, che ha subito dei ringiovanimenti nell'Era Cenozoica, quando si sono delineate o definite le depressioni che completano il quadro del territorio nigeriano, come riflesso del più vasto assestamento crostale del continente africano. Esse sono: quella meridionale affacciata alla costa, quella percorsa dal Niger e quella del suo affluente Benué, infine quella settentrionale che rientra nella dep ressione continentale interna del Ciad. In queste aree depressionarie le formazioni archeozoiche sono coperte da strati sedimentari dovuti alle ingressioni periodiche del mare: sono particolarmente rappresentate da depositi del 119 Nigeria Cretaceo nelle sezioni centrali (depressioni del Niger e del Benué), da coltri del Cenozoico nella fascia meridionale e infine da formazioni recenti nelle aree marginali sia a nord, nel bacino ciadiano, sia a sud, nella fascia costiera. Il quadro geografico della Nigeria si completa con le formazioni vulcaniche, la cui origine è legata agli stessi assestamenti crustali già ricordati, presenti soprattutto nella sezione centrale del Paese, dove l'Altopiano di Jos (o di Bauchi, 1.781 m) costituisce la parte più elevata del territorio nigeriano insieme con le dorsali più orientali (Monti Shebshi, 2.042 m). Dal punto di vista morfologico la Nigeria ha caratteristiche tipicamente africane, cioè profili maturi, aperti, rotti qua e là dalle eminenze di antichi rilievi residuali, da isolate alture granitiche, da antiche scarpate d'erosione. L'unica zona accidentata è quella centrale compresa tra il Niger e il Benué, il già ricordato Altopiano di Jos, solcato dalle valli che si irradiano verso le depressioni circostanti. Superfici estremamente piatte si hanno a nord, dove si trovano dune sabbiose fissate dalla vegetazione; il territorio si movimenta verso est, dove si hanno zone collinari e altopiani di rocce cristalline e in qualche caso, come nell'Altopiano di Biu, di rocce basaltiche. La sezione centro-meridionale presenta rilievi solo a ovest della confluenza del Niger e del Benué: caratteristiche intumescenze granitiche conferiscono un aspetto severo al paesaggio. Più a sud il rilievo si spegne progressivamente verso la fascia costiera, profonda in media 60–70 km, nella quale spicca la vasta superficie deltizia del Niger (circa 25 000 km²), che ha un fronte di 350 km ed è solcata da numerosi rami del fiume, i cosiddetti Oil Rivers, "fiumi dell'olio", perché attraversano una zona ricca di palme da olio. Al di fuori del delta la fascia costiera è orlata da lagune (la maggiore è quella di Lagos), che continuano quelle del litorale guineano. Idrografia La Nigeria è approssimativamente divisa in queste tre regioni dai fiumi Niger e Benue, che percorrono il paese da nord-est a sud-ovest, per poi confluire al centro del paese, non lontano dalla nuova capitale federale Abuja. A questo punto i due fiumi uniti scorrono verso sud in direzione dell'oceano atlantico, al cui incontro creano il delta del Niger. Clima Più che dalle componenti morfologiche, la varietà delle condizioni ambientali è determinata, in Nigeria, soprattutto dal clima. Esso varia da sud a nord secondo le modalità proprie delle vaste superfici continentali soggette ai ritmi stagionali alternati degli influssi delle masse d'aria marittime e continentali. Si hanno inverni asciutti ed estati piovose, con il progressivo attenuarsi verso nord degli apporti umidi oceanici. A questi è invece costantemente soggetta la fascia costiera e in particolare la regione deltizia del Niger, caratterizzata da un clima di tipo equatoriale. La stagione delle piogge dura da 4 a 7 mesi nella regione compresa tra i paralleli di 11º e 8º (da maggio o da giugno a settembre o a ottobre); dopo questo periodo succede la lunga stagione asciutta legata all'influsso dell'anticiclone sahariano che genera venti caratteristici, secchi, come l'harmattan. A sud di questa fascia la stagione piovosa dura circa 7 mesi. Nella zona costiera a clima equatoriale infine le piogge sono omogeneamente distribuite nel corso dell'anno, pur attenuandosi un poco nei mesi invernali. Nell'insieme dell'annata le precipitazioni raggiungono qui i 2.500 mm; nella fascia intermedia oscillano tra i 1.000 e i 1.500 mm; infine nella fascia settentrionale passa no dai 1.000 ai 500 mm verso nord. Per quanto riguarda i valori termici, si passa dalle medie equatoriali dei 25-26 °C della fascia costiera, ai 26-30 °C delle zone intermedie, in cui le oscillazioni sono più sensibili; nella parte settentrionale, infine, ai valori massimi di 38-41 °C si oppongono le medie minime di 13-16 °C. I massimi si verificano qui nell'imminenza della stagione delle piogge (aprile). 120 Nigeria Popolazioni Demografia Stato più popoloso dell'Africa, in Nigeria abita approssimativamente un quinto della popolazione dell'Africa intera. Nonostante meno del 25% dei Nigeriani viva in un'area urbana, all'incirca 24 città hanno più di 100.000 abitanti. Etnie La grande varietà di lingue, costumi e tradizioni tra i 250 gruppi etnici nigeriani danno al paese una ricca diversità. Il gruppo etnico dominante nel nord è quello degli Hausa-Fulani, la maggioranza dei quali è di religione islamica. La popolazione Yoruba è predominante nel sud-ovest. Di estrazione Yoruba è Olusegun Obasanjo, presidente dal 1999 al 2006. L'etnia Igbo è invece predominante nell'area sud-orientale. Le popolazioni meridionali sono in maggioranza di religione cristiana. Yoruba, Hausa-Fulani e Igbo formano i cosiddetti Big Three che hanno caratterizzato la conflittualità politica e militare di tutta la storia indipendente nigeriana, a partire dal 1960. La questione fondamentale riguarda l'allocazione delle risorse e il power-sharing a livello politico-militare tra il Settentrione e il Meridione, questione che ha sempre visto uno squilibrio favorevole al nord musulmano, in contrasto con la maggior produttività, emancipazione culturale ed imprenditoriale del sud cristiano. L'allocazione ineguale delle risorse a livello regionale ha portato al conflitto civile più sanguinoso e turbolento della storia della Nigeria, ossia la guerra del Biafra del 1967, tentativo di secessione della regione sud-orientale abitata dall'etnia Igbo. Ancor oggi, la questione etnico-localistica è al centro del dibattito politico-economico del gigante africano, con particolare rilievo per le rivendicazioni delle minoranze del Delta del Niger, in testa Ijaw, Ilaje, Urhobo ed Ogoni, che sfociano in violenze contro la federazione e contro le multinazionali petrolifere installate nella regione, una su tutte la Shell, accusate di sfruttare economicamente le risorse petrolifere senza contribuire al mantenimento ecologico e non curanti di una giusta redistribuzione dei profitti. Di origine Ijaw è il movimento Ijaw Youth Council (IYC) che opera con interventi armati e con sequestri di personale tecnico delle raffinerie. Altri gruppi etnici minoritari del nord sono i Nupe, i Tiv, e i Kanuri. Nella Middle Belt troviamo Igbirra, Idoma, Igala e Birom. La frammentazione della Federazione Nigeriana (altrimenti detta balcanizzazione), altro non è che il tentativo di fornire maggior rappresentanza politica e potere economico ad ogni singola etnia. La balcanizzazione ha portato dalle 3 macroregioni post indipendenza (che rappresentavano i suddetti Big Three) ad un totale di 36 stati odierni. Attualmente, nel Delta del Niger, vi sono delle pressioni affinché siano creati 3 nuovi stati in rappresentanza di Ilaje, Urhobo e Ijaw, quali unica soluzione ai conflitti etnici che infiammano la regione. Religioni Gli Hausa-Fulani che vivono nel nord sono in maggioranza di religione islamica. Oltre la metà degli Yoruba (che vivono nel sud-ovest) è di religione cristiana e circa un quarto islamica, mentre la parte restante segue le religioni animiste tradizionali. Gli Igbo sono in grande maggioranza cristiani, e sono il gruppo etnico prevalente nel sud-est. Tra di essi i Cattolici di rito Romano sono predominanti, ma ci sono anche la Chiesa Anglicana, Pentecostale e altri culti Evangelici. In questa zona vivono anche altre comunità etniche di Efik, Ibibio/Annang, Edo e Ijaw, tutte cristiane in grande maggioranza. Negli anni recenti si è assistito a frequenti scontri violenti fra gruppi cristiani e islamici, particolarmente nel nord del paese dove, dopo vari pressioni, la legge islamica o Sharia è stata introdotta nell'ordinamento di alcuni stati settentrionali. 121 Nigeria 122 Lingue La lingua di comunicazione utilizzata tra persone di etnie diverse è l'inglese, prevalentemente in una versione semplificata e africanizzata detta comunemente broken english o pidgin english. Molti nigeriani, oltre alla lingua madre della propria etnia, ne conoscono almeno una seconda. Hausa, yoruba e igbo sono le lingue nigeriane più parlate. Ordinamento dello Stato Suddivisione amministrativa La Nigeria è divisa in 36 stati e 1 territorio. Da segnalare che alcuni Stati sono dotati di Principi maomettani o Sultani. Il più importante Sultanato è Sokoto, il cui Sultano è ufficialmente la massima autorità islamica del Paese. Ogni stato elegge il proprio Governatore che nomina un Consiglio Esecutivo, e un Parlamento dell'assemblea unicamerale. • • • • • • • • • • Abia Adamawa Akwa Ibom Anambra Bauchi Bayelsa Benue Borno Cross River Delta • • • • • • • • • Ebonyi Edo Ekiti Enugu Gombe Imo Jigawa Kaduna Kano • • • • • • • • • Katsina Kebbi Kogi Kwara Lagos Nassarawa Niger Ogun Ondo • • • • • • • • • Osun Oyo (stato) Plateau Rivers Sokoto Taraba Yobe Zamfara Abuja Federal Capital Territory Città principali Nel 2010 la Nigeria conta 10 città con una popolazione superiore al milione, e circa 70 città con più di 100.000 abitanti. I dati sulla popolazione non sono tuttavia sempre affidabili, dato che vengono spesso contestati e strumentalizzati per le tensioni etniche presenti nel paese[1]: Secondo il sito World Gazeteer[2], le prime 10 città nigeriane sono: 1. Lagos, 9.968.455 abitanti, circa 15.500.000 nell'area metropolitana 2. Ibadan, 5.175.223 3. Benin City, 2.406.697 4. Kano, 2.376.372, più di 3.500.000 nell'area metropolitana 5. Port Harcourt, 2.100.711 6. Kaduna, 2.061.175 7. Aba, 1.597.296 8. Abuja, capitale federale, 1.352.679 9. Maiduguri, 1.126.195 10. Ilorin, 1.084.681 Panorama di Lagos, la maggiore città del paese Nigeria Politica La Nigeria è una Repubblica Federale composta da 36 stati più il Territorio della Capitale Federale di Abuja. Economia L'economia nigeriana, ricca grazie al petrolio ma dipendente da esso, per lungo tempo intralciata dall'instabilità politica, dalla corruzione e dalle carenze nella gestione delle politiche macroeconomiche, sta ora subendo sostanziali riforme da parte della nuova amministrazione civile sostituitasi ai governi militari. I precedenti governanti (militari) della Nigeria non hanno perseguito la via della diversificazione dell'economia che resta quindi dipendente dal settore petrolifero, che fornisce il 30% del Pil, l'85% delle esportazioni (in valore) e approssimativamente il 65% delle entrate statali. Il settore agricolo Acciaieria di Ajaokuta rimane caratterizzato prevalentemente da un'agricoltura di sussistenza che non ha potuto far fronte alle necessità di una popolazione in rapida crescita; di conseguenza la Nigeria, che precedentemente era un grande esportatore netto di prodotti alimentari, ne è diventata ora un importatore. La caccia è molto praticata. È anche uno dei paesi più sviluppati industrialmente in tutta l'Africa. Le risorse minerarie includono, oltre al petrolio, carbone e stagno. I principali prodotti agricoli sono olio di palma, cocco, agrumi, mais, cassava, yam e canna da zucchero. Nel 1960 la Nigeria, un tempo nota come il Paese degli "oil rivers", era il primo produttore ed esportatore mondiale di olio di palma, ma all'inizio degli anni ottanta ne è diventato un paese importatore. Nel 1984 ha importato 110.000 tonnellate di olio di palma dalla Malesia e l'anno successivo ha stipulato un contratto di approvvigionamento a lungo termine con questo Paese. La produzione di arachidi è crollata a partire dal 1975 e gli enti di commercializzazione dell'arachide, che nel 1972 avevano acquistato circa 454.000 tonnellate di questo prodotto, nel 1978 ne hanno acquistate 50. La produzione di zucchero è aumentata molto a partire dal 1961, ma anche la sua richiesta interna e di conseguenza il saldo esportazioni-importazioni è diminuito drasticamente fra il 1970 e il 1980. Sanità Gli sforzi dell'Organizzazione mondiale della sanità per sradicare a livello mondiale la poliomielite sono stati in parte vanificati dal caos politico del paese. Nel nord della Nigeria, infatti, ha avuto luogo circa metà dei casi documentati di polio a livello mondiale nel 2003, ma i capi religiosi musulmani hanno ripetutamente inveito contro le vaccinazioni, denunciandole come un tentativo dei paesi occidentali per sterilizzare le ragazze musulmane nigeriane. Il programma nazionale di vaccinazioni venne sospeso in molti stati del nord nell'agosto del 2003, e da allora i casi sono quasi quintuplicati (119 casi nel primo trimestre del 2004, contro i 24 nell'intero 2003). Nel maggio 2004, partendo dal nord della Nigeria, vari casi di polio sono stati segnalati anche in una serie di nazioni africane confinanti dove la poliomielite era stata precedentemente debellata totalmente con successo. Il 18 maggio 2004, lo stato di Kano ha acconsentito a riprendere il programma di vaccinazioni, utilizzando però solo vaccini prodotti in Indonesia, e non quelli prodotti negli USA. 123 Nigeria Arte L'arte nigeriana si può suddividere in alcune fasi ben precise: Nok, Igbo-Ukwu, Ife, Tsoede e Benin. L'arte di Nok, datata tra il 500 a.C. e il 200 d.C., realizzò le più antiche sculture in terracotta subsahariane note fino ad oggi. Sia la cultura sia l'arte connessa non sembrano rappresentare un punto zero di una tradizione artistica, in quanto le sculture sono già molto complesse e sofisticate e quindi gli esperti ipotizzano la presenza di una fase culturale precedente che abbia influenzato la cultura Nok.[3] Le sculture rintracciate appartengono ad un'area estesa cinquecento per centottanta chilometri a Nord dell'intersezione tra i fiumi Niger e Benue, e rappresentano soprattutto figure animali realistiche, ma anche scene prese dall'agricoltura, e questo fatto dimostra l'abilità degli scultori nel convertire immagini e idee ispirate dalla natura in prodotti solidi e duraturi nel tempo. La cultura di Nok amava gli ornamenti, come per esempio i grani decorativi. Lo stile di Nok mostra elementi peculiari, come per esempio il trattamento degli occhi e sopracciglio entrambi a semicerchio, il foro presente negli occhi, nelle narici, nelle labbra e nelle orecchie, la posizione anomala delle orecchie poste spesso dietro la testa, una grande raffinatezza delle rappresentazioni delle capigliature. L'arte di Igbo-Ukwu, compresa tra il IX secolo e il XI secolo, dedicò molto impegno alla produzione di oggetti di bronzo realizzati con grande padronanza della fusione a cera persa talvolta effettuata in fasi successive, oltre a vasi, catene di rame, braccialetti e ornamenti vari. Inoltre l'arte di Igbo-Ukwu sviluppò con molta cura le decorazioni funerarie e le perle vitree. L'originalità più evidente di questa arte fu il grande impegno profuso per le decorazioni superficiali, costituite da piccoli insetti o da sottili spirali. L'arte di Ife, iniziata con il XII secolo, è emblematicamente rappresentata dal reperto della testa in bronzo, scoperta nel 1910, e che dovrebbe raffigurare la divinità del mare Olokun.[3] Ai giorni nostri sono arrivate un buon numero di teste di terracotta e di bronzo, oltre ad un complesso di vasi e di altri oggetti trovati in un santuario della divinità del fiume Oshun. L'arte di Ife è una delle poche, tra quelle africane, a rappresentare la figura umana con grande realismo e abbonda dell'uso di maschere a fini cerimoniali. L'arte di Ife evidenzia qualche segno di continuità rispetto a quella precedente di Nok e qualche elemento di influenza sulle arti successive come quella Benin. L'arte di Tsoede, a partire dal XIII secolo si distinse per i famosi bronzi, composti da figure maschili, quali il guerriero, e femminili e di animali. La caratteristica di questa arte è l'asimmetricità delle figure e la loro proporzionalità realistica. L'arte Benin, dal XIV secolo al XVIII secolo, produsse innumerevoli sculture in avorio e in bronzo che sono conservate nei musei in tutto il mondo. Fu un'arte regale, dato che solo il re poteva commissionare le sculture di bronzo ed è suddivisibile in tre periodi:[4] quello Iniziale, il Medio e il Tardo. In quello Iniziale le teste tesero a simboleggiare più che a ritrarre i sovrani. Nel Periodo Medio, durante il quale furono realizzate le decorazioni del palazzo reale, che occupava quasi mezza città; le colonne di legno, che sostenevano il tetto, vennero impreziosite con placche bronzee raffiguranti scene di corte e mostrano un'evoluzione dello stile dal basso all'alto rilievo. Nel Periodo Tardo, le teste bronzee divennero più pesanti e servirono anche come base per zanne lunghe oltre il metro. 124 Nigeria Sport Il calcio è uno degli sport più praticati in Nigeria. Fra i calciatori nigeriani di livello internazionale si possono citare Jay-Jay Okocha, Taribo West, Obafemi Martins e Nwankwo Kanu. Tra gli sport più praticati ci sono la pallacanestro e il rugby. Personalità • John Ekemenzie Okoro, (nato il 21 agosto 1949), vescovo della Chiesa vetero-cattolica d'Austria. • Eddy Wata, cantante di genere dance. • Thomas Adeoye Lambo, direttore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, uno dei primi psichiatri operanti in Africa. • Wole Soyinka, Premio Nobel per la letteratura, poeta e drammaturgo. • Ken Saro-Wiwa, uno degli intellettuali più significativi dell'Africa postcoloniale. • Nneka, cantante. • Fela Kuti (15 October 1938–2 August 1997), uno degli artisti più significativi della Nigeria • Chimamanda Ngozi Adichie, scrittrice di famosi romanzi come 'Purple Hibiscus' e 'Half of a yellow sun' • Chinua Achebe, scrittore di romanzi fondamentali per la letteratura nigeriana, come 'Things Fall Apart' o 'Arrow of God' • P-Square, duo hip hop molto popolare in Nigeria e anche per una buona parte dell'Africa Note [1] Felix Onuah. «Nigeria gives census result, avoids risky details» (http:/ / www. alertnet. org/ thenews/ newsdesk/ L29819278. htm), Reuters, 29 dicembre 2006. URL consultato in data 23-11-2008. [2] www.World Gazeteer.com (http:/ / world-gazetteer. com/ wg. php?x=& men=gcis& lng=en& des=wg& geo=-158& srt=npan& col=abcdefghinoq& msz=1500& pt=c& va=& srt=pnan). Si veda anche www.geonames.org (http:/ / www. geonames. org/ NG/ largest-cities-in-nigeria. html), che riporta dati differenti. [3] "Tesori dell'antica Nigeria", di Ekpo Eyo, a cura dell'Università Internazionale dell'Arte di Firenze, Firenze, 1984, pag.19-39 [4] "Tesori dell'antica Nigeria", di Frank Willet, a cura dell'Università Internazionale dell'Arte di Firenze, Firenze, 1984, pag.41-64 Bibliografia • ICOM, Red List, International Council of Museums (http://icom.museum/redlist/afrique/english/intro.html) • Fabio Maniscalco, Archaeological Looting and the Protection of Cultural Property in Nigeria, in "Web Journal on Cultural Patrimony", vol. 1, 2006 (http://www.webjournal.unior.it) • ICOM, Red List, International Council of Museums (http://icom.museum/redlist/afrique/english/intro.html) • Fabio Maniscalco, Archaeological Looting and the Protection of Cultural Property in Nigeria, in "Web Journal on Cultural Patrimony", vol. 1, 2006 (http://www.webjournal.unior.it) 125 Nigeria 126 Voci correlate • Awareness League • Croce Rossa nigeriana Altri progetti • • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Nigeria Articolo su Wikinotizie: Nigeria: rilasciato l'italiano rapito Collegamenti esterni • L'associazione italiana che sostiene la Nigeria (http://www.progettonigeria.it) • Scheda della Nigeria dal sito Viaggiare Sicuri (http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it/?nigeria) - Sito curato dal Ministero degli Esteri e dall'ACI • Nigerian Government website (http://www.nigeria.gov.ng/) • Online Nigeria (http://www.onlinenigeria.com) • Nigeria Web Portal (http://www.nigeriannation.com) • Altre foto (http://nigeriacom.cjb.net) • Website di discussione per Nigerians (http://www.nairaland.com) • Nomi nigeriani ed il loro significato (http://www.nigerian.name) Abuja Abuja Stato: Nigeria Stato federale: Abuja Federal Capital Territory Coordinate: 9°04′00″N 7°28′00″E9.066667°N 7.483333°E [1] Coordinate: 9°04′00″N 7°28′00″E9.066667°N 7.483333°E [1] Altitudine: 355 m s.l.m. Superficie: 713 km² Abitanti : 182.418 Status: Capitale della Nigeria e del Territorio della capitale federale [2] (2005) Abuja 127 Abuja Sito istituzionale [3] Abuja è la capitale (182.400 abitanti) della Nigeria e dell'Abuja Federal Capital Territory. Fu decretata capitale dello stato il 12 dicembre 1991. Geografia fisica La città è situata nel centro geografico del paese e a nord della confluenza fra i fiumi Niger e Benue a circa a 480 km a nordest di Lagos, la capitale precedente. Confina con gli stati di Niger a ovest, Kaduna a nord-est, Plateau a est e sud e Kogi a sudovest. La città è situata al centro del Territorio della capitale federale, che ha un'estensione di 7.315 km quadrati. Storia Nel 1976 si decise di spostare la capitale federale da Lagos e fu scelto un territorio al centro del paese per la nuova capitale. Abuja divenne la capitale nel 1982, ma il riconoscimento ufficiale avvenne solo nel dicembre 1991. Monumenti e luoghi d'interesse La città, costruita nella sede di un pre-esistente piccolo insediamento urbano, fu progettata dall'architetto giapponese Kenzo Tange, la costruzione cominciò nel 1976 e continua tuttora a fasi alterne a causa della scarsità di finanziamenti. Una dei siti cittadini maggiormente frequentate durante il tempo libero, ed in ispecial modo nei week-end e nelle festività nazionali, è il Millennium Park, progettato dall' architetto italiano Manfredi Nicoletti. Società Religione Sul panorama cittadino svetta la Moschea nazionale. La città è anche sede sede dell'Arcidiocesi di Abuja. Un attentato terroristico condotto la notte di Natale 2011 contro la chiesa di Santa Teresa, alla periferia della città, ha provocato 27 morti[4]. Abuja 128 Cultura Università La città è sede dell'Università di Abuja fondata nel 1988. Geografia antropica Distretti Amministrativamente è divisa in sei distretti: Municipal, Abaji, Gwagwalada, Kuye, Bwari, Kwali Economia Da un punto di vista economico la città, costituita prevalentemente da edifici amministrativi, non ha attività rilevanti. Recentemente, comunque, alle porte dell'area urbana ed in adiacenza della costruenda tratta ferroviaria, che collegherà la capitale con Lagos e, in un secondo tempo, proseguirà verso nord è in corso di realizzazione il comprensorio commerciale-industriale di IDU. Quest'area già vedeva la presenza di insediamenti di strutture industriali di rilevanza nazionale ed internazionale ma in forma disaggregata ed in quasi totale assenza di idonee opere infrastrutturali in grado di valorizzare ed esaltare appieno il potenziale delle realtà ivi operanti. Infrastrutture e trasporti Aeroporti La città è servita dall'aeroporto di Abuja-Nnamdi Azikwe. Note [1] http:/ / toolserver. org/ ~geohack/ geohack. php?pagename=Abuja& language=it& params=9. 066667_N_7. 483333_E_ [2] world-gazetteer (http:/ / www. world-gazetteer. com/ wg. php?x=& men=gcis& lng=en& dat=32& geo=-158& srt=npan& col=aohdq& pt=c& va=x) [3] http:/ / www. abujacity. com/ home. htm [4] Terrore in Nigeria, bombe contro chiese cattoliche durante la messa di Natale (http:/ / www. corriere. it/ esteri/ 11_dicembre_25/ bomba-nigeria-natale_03bd6d72-2ed0-11e1-95dc-af938f95d8a0. shtml) Altri progetti • • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Abuja Articolo su Wikinotizie: Attacco armato a un insediamento dell' AGIP in Nigeria 7 dicembre Collegamenti esterni • Google-Maps (http://maps.google.com/maps?ll=9.059550,7.489586&spn=0.1,0.1&t=k) Storia della Nigeria Storia della Nigeria La storia della Nigeria ebbe inizio molto prima dell'epoca coloniale. Più di 2.000 anni fa, la civiltà Nok nel territorio ora compreso nello stato di Plateau, lavorava il ferro e produsse sofisticate sculture in terracotta. Nelle città settentrionali di Kano e Katsina, la presenza dell'uomo è documentata a partire dal I millennio a.C. Nei secoli che seguirono, questi regni Hausa e l'impero Bornu vicino al Lago Ciad prosperarono in quanto importanti crocevia dei commerci nord-sud tra i Berberi del Nord Africa e le popolazioni delle foreste, che scambiavano schiavi, avorio e noci di kola per sale, perline di vetro, corallo, vestiti, armi, barre di ottone e conchiglie dette cauri, usate come moneta. Nel sud-ovest, il regno Yoruba di Oyo fu fondato attorno al 1400, ed ebbe il suo momento di massima importanza tra il XVII e il XIX secolo, raggiungendo un alto livello di organizzazione politica e una notevole estensione, arrivando a comprendere territori che arrivavano fino al moderno Togo. Nella parte centrale del sud dell'odierna Nigeria, attorno al XV e XVI secolo, il Regno del Benin aveva sviluppato un esercito efficiente, un elaborato cerimoniale di corte ed un artigianato i cui lavori in avorio, legno, bronzo ed ottone sono apprezzati a livello mondiale ancora oggi. Tra il XVII e il XIX secolo, gli esploratori e commercianti europei fondarono città portuali per accrescere la tratta degli schiavi destinati alle Americhe. Il commercio di beni, in particolar modo olio di palma e legname, rimpiazzarono la tratta degli schiavi durante il XIX secolo, in particolare grazie alle azioni antischiavismo della Marina Britannica. All'inizio del XIX secolo, Usman dan Fodio a capo dei Fulani raccolse gran parte del nord sotto il debole controllo di un Impero Fulani islamico che aveva il proprio centro a Sokoto. Una sfera di influenza inglese A seguito delle guerre napoleoniche, i britannici diedero forte espansione al commercio con i territori posti all'interno della Nigeria. Nel 1885 le rivendicazioni britanniche riguardo ad una propria sfera di influenza in quell'area ricevettero riconoscimento internazionale e l'anno seguente venne creata la Royal Niger Company. Nel 1900 i territori della Compagnia finirono sotto il controllo del Governo Britannico, che si muoveva per consolidare il proprio controllo sull'area della moderna Nigeria. Il 1º gennaio 1901 la Nigeria divenne un protettorato del Regno Unito. Nel 1914 l'area venne definitivamente annessa come "Colonia e protettorato della Nigeria". Dal punto di vista amministrativo, la Nigeria rimaneva divisa nelle province del nord e del sud, e nella colonia di Lagos. Una educazione di tipo occidentale e lo sviluppo di una struttura economica moderna procedettero più rapidamente al sud che al nord, il che portò a conseguenze che pesano ancor oggi nella vita politica della Nigeria. In risposta al crescente nazionalismo nigeriano e alle conseguenti richieste di indipendenza che seguirono la fine della Seconda guerra Mondiale, I britannici guidarono la colonia verso l'autogoverno su base rappresentativa e federale tramite l'approvazione di successive costituzioni. Indipendenza Alla Nigeria fu riconosciuta la piena indipendenza nell'ottobre del 1960, come federazione di tre regioni (settentrionale, occidentale ed orientale) guidata da una costituzione che prevedeva una forma di governo di tipo parlamentare. La costituzione garantiva inoltre a ognuna delle tre regioni una misura sostanziale di autogoverno. Al governo federale vennero dati poteri esclusivi per quanto riguardava la difesa e la sicurezza, i rapporti internazionali, e le politiche commerciali e fiscali. I partiti politici che si andavano costituendo riflettevano la divisione del paese nelle tre principali etnie. L'NPC, (Nigerian people's Congress), rappresentava gli interessi dei conservatori, musulmani hausa, e aveva il predominio nella regione settentrionale. L'NCNC (National Convention of Nigerian Citizens), era dominato dagli igbo e dai cristiani, e aveva il proprio centro di potere nella regione orientale, mentre l'AG (Action Group) era un partito collocabile alla sinistra dello spettro politico che controllava l'ovest Yoruba. Il 129 Storia della Nigeria primo governo nazionale post-coloniale venne formato da un'alleanza conservatrice tra il NCNC e il NPC, e Sir Abubakar Tafawa Balewa, di etnia Hausa, divenne il 1° Primo ministro della Nigeria indipendente. L'AG dominato dagli Yoruba rimase all'opposizione, guidato dal suo leader carismatico, Chief Obafemi Awolowo La Prima Repubblica Nell'ottobre 1963, la Nigeria modificò le proprie relazioni con il Regno Unito proclamandosi Repubblica Federale. Nnamdi Azikiwe, l'ultimo Governatore Generale, divenne il primo Presidente del paese. Nello stesso anno venne istituita una quarta regione, il centro-ovest. Fin dall'inizio, le tensioni etniche, regionali e religiose vennero fomentate dalle significative differenze nello sviluppo economico e di sistema educativo tra nord e sud. L' AG venne spodestato dal potere nella regione occidentale dal Governo Federale, ed un nuovo partito Yoruba, conservatore e filogovernativo, l'NNDP, prese il controllo della regione. Poco dopo, il capo del partito di opposizione AG , Chief Obafemi Awolowo, fu imprigionato per una accusa di tradimento, la cui infondatezza sarà in seguito provata. Le elezioni nazionali del 1965 produssero un sostanzioso riallineamento delle forze politiche e un risultato contraddittorio e contestato che portò il paese sull'orlo della guerra civile. Il partito dominante, l'NPC con base nella parte settentrionale del paese, creò un'alleanza conservatrice con il nuovo NNDP Yoruba, lasciando che il partito Igbo NCNC si alleasse con ciò che rimaneva dell'AG (Action Group) in uno schieramento progressista. Durante le operazioni di voto, furono denunciati estesi brogli elettorali. Le maggiori sommosse ebbero luogo nell'ovest Yoruba, dove gli abitanti che parteggiavano in stragrande maggioranza per l'AG scoprirono di avere apparentemente eletto rappresentanti del NNDP filogovernativi. Da principio fu minacciata una crisi costituzionale, poiché il Presidente Azikiwe si rifiutava di accettare il risultato elettorale. Il 15 gennaio 1966, un piccolo gruppo di ufficiali dell'esercito, in maggioranza Igbo del sud, rovesciò il governo dell'NPC-NNDP e assassinò il primo ministro del governo federale e i governatori delle regioni settentrionale ed occidentale. Il governo militare federale che assunse il potere sotto la guida del generale Aguyi Ironsi, mancò della capacità di smorzare le tensioni etniche e di produrre una costituzione che fosse accettabile per le varie anime del paese. In sostanza, gli sforzi di abolire la struttura federale accesero ancora di più le tensioni e portarono in luglio ad un nuovo colpo di stato messo, questa volta messo in atto da ufficiali in larga parte di provenienza settentrionale. Questo secondo golpe stabilì la leadership del Maggiore Generale Yakubu Gowon. Il conseguente massacro di migliaia di cittadini di etnia igbo nel nord del paese, spinse centinaia di migliaia di loro a tornare nel sud-est, dove emersero e presero sempre più forza sentimenti e progetti secessionistici da parte dell'etnia igbo. Con una mossa che diede maggior autonomia ai gruppi etnici minoritari, il governo militare divise le quattro regioni in 12 stati. Gli Igbo rigettarono i tentativi di revisione costituzionale e chiesero invece una completa autonomia per la parte orientale del paese. Infine il 29 maggio del 1967, il luogotenente colonnello Emeka Ojukwu, governatore militare della regione orientale che si era messo a capo del movimento secessionista Igbo,dichiarò l'indipendenza della regione orientale con il nome di "Repubblica del Biafra". La conseguente guerra civile Nigeriana fu molto aspra e sanguinosa, e terminò con la sconfitta del Biafra nel 1970. Finita la guerra civile, la riconciliazione fu rapida e tangibile, e grazie anche a ciò il paese imboccò la strada dello sviluppo economico. Gli attivi della bilancia commerciale e le entrate governative aumentarono in maniera sostanziale grazie alla crescita del prezzo del petrolio degli anni 1973-1974. Il 29 luglio del 1975, il generale Murtala Ramat Mohammed e un gruppo di ufficiali suoi seguaci fecero un golpe senza spargimento di sangue, accusando il governo militare del generale Yakubu Gowon di ritardare il promeso ritorno al governo civile, e di essere diventato corrotto e inefficiente. Il generale Muhammed rimpiazzò migliaia di impiegati pubblici e annunciò per il 1º ottobre un programma per il ritorno al governo civile. Annunciò inoltre l'intenzione del governo di creare ulteriori nuovi stati e di costruire una nuova capitale federale, Abuja, al centro del paese. Il generale Muhammed fu assassinato il 13 febbraio 1976, durante un tentativo fallito di colpo di stato. Il capo del suo staff, il luogotenente generale Olusegun Obasanjo, divenne il nuovo capo di Stato. Obasanjo aderì meticolosamente al programma per il ritorno al governo civile, attuando contemporaneamente una modernizzazione 130 Storia della Nigeria delle forze armate e tentando di utilizzare le entrate date dalle esportazioni del petrolio per diversificare e sviluppare l'economia del paese. Nel 1976 vennero creati sette nuovi Stati, portando quindi il totale a 19. Il processo di creazione di nuovi Stati era destinato a continuare fino al 1996, portando il numero totale attuale a 36. La Seconda Repubblica Nel 1977 venne eletta una assemblea costituente per disegnare una nuova costituzione, che fu pubblicata il 21 settembre del 1978, giorno in cui fu anche tolto il bando sulle attività politiche istituito dal governo militare. Si formarono nuovi partiti politici, e vennero presentati i candidati per le cariche di presidente e vice-presidente, per i seggi delle due camere dell'Assemblea nazionale, per le cariche di governatori degli stati e per i seggi delle assemblee statali. Nel 1979 cinque partiti politici presero parte alle competizioni elettorali che elessero presidente federale il settentrionale Alhaji Shehu Shagari del NPN. Tutti e cinque i partiti ebbero una rappresentanza nell'Assemblea Nazionale. Nell'agosto del 1983, Shagari e il NPN riportarono una schiacciante vittoria con una maggioranza assoluta dei seggi nella Assemblea Nazionale e il controllo del governo di dodici Stati. Ma le elezioni furono segnate da violenza e le accuse di estesi brogli elettorali portarono a battaglie legali sui risultati. Il 31 dicembre 1983 il potere militare fece cadere la Seconda Repubblica. Il maggior generale Muhammadu Buhari emerse come leader del Consiglio Militare Supremo (SMC), il nuovo corpo che governava il paese. Cambiò il governo civile con una cattiva gestione dell'economia, corruzione diffusa, frodi elettorali e una generale mancanza di attenzione verso i problemi dei cittadini. Promise inoltre di riportare prosperità in Nigeria e di diportare il governo sotto il controllo dei civili, ma dimostrò di non riuscire ad affrontare i duri problemi economici della Nigeria. Il governo di Buhari fu rovesciato pacificamente dal terzo membro per importanza dell'SMC, il capo di Stato Maggiore dell'esercito, maggior generale Ibrahim Babangida, nell'agosto del 1985. Babangida denunciò gli abusi di potere, le violazioni dei diritti civili da parte di ufficiali di primo piano dell'SMC, e il fallimento del governo nell'affrontare la crisi economica che stava degenerando come giustificazioni per aver preso il potere. Già durante i primi giorni della sua permanenza al potere, il Presidente Babangida andò verso una restaurazione della libertà di stampa e il rilascio dei detenuti politici che venivano trattenuti senza motivo legale. Tra le misure facenti parte di un piano economico di emergenza della durata prevista di 15 mesi, annunciò strungenti tagli agli stipendi per il settore militare, la polizia e i dipendenti pubblici in generale, e cercò di stimolare misure simili nel settore privato. Venne messo il bando sulle importazioni di riso, mais e successivamente anche di frumento. Il Presidente Babangida dimostrò il suo intento di incoraggiare la pubblica partecipazione nel processo decisionale del governo, aprendo un dibattito a livello nazionale sulle riforme economiche proposte e sulle misure per arrivare ad una ripresa. La risposta pubblica convinse Babangida della forte opposizione ad un pacchetto di misure economiche proposto che dipendeva da un prestito del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il fallimento della Terza Repubblica Il Presidente Babangida promise di restituire il governo del paese ai civili nel 1990; questo limite fu successivamente posticipato al gennaio 1993. All'inizio del 1989, una assemblea costituente completò il lavoro sul testo di una costituzione per la Terza Repubblica. Nella primavera del 1989 venne di nuovo permessa l'attività politica. Nell'ottobre dello stesso anno vennero fondati due partiti come base per la vita politica: il National Republican Convention (NRC), che doveva posizionarsi nella destra moderata, e il Social Democratic (SDP), partito di sinistra moderata. Non fu permessa dal governo di Babangida l'iscrizione di altri partiti. Nell'aprile del 1990 degli ufficiali di medio rango tentarono di rovesciare il governo di Babangida. Il golpe fallì, e 69 cospiratori vennero successivamente giustiziati a seguito di un processo segreto davanti ai tribunali militari. La transizione riprese dopo il fallito golpe. Nel dicembre 1990 vennero tenute elezioni per i consigli di governo locali. Il cambio di regime procedeva lentamente, non ci furono episodi di violenza di rilievo ed entrambi i partiti riuscirono 131 Storia della Nigeria ad avere consensi in tutte le regioni del paese, con una prevalenza di vittorie dell'SPD per il controllo di consigli di governo locali. Nel dicembre 1991 si tennero in tutto il paese elezioni legislative per i governi degli stati. Babangida decretò nello stesso mese che i politici precedentemente messi al bando dall'attività pubblica per ragioni di parte avrebbero potuto partecipare alle elezioni primarie previste per l'agosto del 1992. Queste, però, vennero cancellate a causa di frodi, ed anche la tornata elettorale prevista per settembre venne annullata. A tutti i candidati che si erano presentati fu impedito di ricandidarsi alla carica di presidente una volta che fosse statomesso a punto un nuovo meccanismo elettorale. Le elezioni presidenziali ebbero infine luogo il 12 giugno del 1993, con la previsione dell'effettivo passaggio di potere al nuovo presidente per il 27 agosto dello stesso anno, l'ottavo anniversario dell'arrivo al potere del presidente Babangida. Nelle storiche elezioni presidenziali del 12 giugno 1993, che molti osservatori ritennero essere le elezioni più regolari della storia della Nigeria, le prime indicazioni di voto davano una netta vittoria al ricco uomo d'affari Yoruba M.K.O. Abiola. Il 23 giugno Babangida, usando a pretesto svariate azioni legali pendenti, annullò le elezioni portando la Nigeria al caos. Più di 100 persone vennero uccise nelle rivolte, prima che Babangida accettasse di passare il potere ad un "governo ad interim" il 27 agosto 1993. Babangida tentò quindi di rinnegare la sua decisione. Rimasto senza il supporto militare e popolare, fu costretto a lasciare il potere a Ernest Shonekan, un uomo di affari di primo piano considerato super partes. Shonekan avrebbe dovuto governare fino alle successive elezioni, programmate per il febbraio 1994. Nonostante avesse guidato il Consiglio di transizione di Babangida già dall'inizio del 1993, Shonekan non ebbe la capacità di invertire la tendenza dei sempre crescenti problemi economici del paese, o di limitare la tensione politica. Mentre il paese scivolava lentamente verso il caos, il Ministro della Difesa Sani Abacha assunse rapidamente il potere e forzò le dimissioni di Shonekan il 17 novembre 1993. Abacha sciolse tutte le istituzioni politiche democratiche e rimpiazzò tutti i governatori eletti con ufficiali militari. Promise il ritorno del governo al controllo civile, ma si rifiutò sempre di stabilire un programma, fino al suo discorso per il giorno dell'indipendenza del 1 ottobre 1995. A seguito dell'annullamento delle elezioni del 12 giugno gli Stati Uniti, seguiti da altre nazioni, imposero una serie di sanzioni alla Nigeria, tra le quali restrizioni ai movimenti degli ufficiali governativi e delle loro famiglie, e la sospensione delle vendite di armi e dell'assistenza militare. Ulteriori sanzioni vennero comminate in conseguenza della non chiara gestione da parte della Nigeria della lotta al traffico di droga. Inoltre, il 11 agosto 1993 i voli diretti tra la Nigeria e gli Stati Uniti vennero sospesi, poiché il responsabile dei trasporti dichiarò che l'aeroporto internazionale Murtala Mohammed di Lagos non soddisfaceva gli standard di sicurezza stabiliti dalla FAA. La FAA certificò la sicurezza dell'aeroporto nel dicembre 1999, riaprendo la possibilità di voli diretti verso gli aeroporti statunitensi. Nonostante l'avvento al potere di Abacha fosse inizialmente visto positivamente da molti Nigeriani, il disincanto crebbe rapidamente. Molte figure dell'opposizione si unirono a formare una nuova organizzazione, la National Democratic Coalition (NADECO), che chiese l'immediato ritorno del potere ai civili. Il governo arrestò i membri del NADECO che tentarono di riunire il Senato e le altre istituzioni democratiche che erano state cancellate. La maggior parte dei nigeriani boicottò le elezioni tenute il 23-28 maggio 1994, per eleggere i delegati alla conferenza costituzionale sponsorizzata dal governo. L'11 giugno 1994, usando il lavoro di preparazione abbozzato dal NADECO, Abiola si autoproclamò presidente ed entrò in clandestinità. Ne riemerse e venne immediatamente arrestato il 23 giugno Con Abiola in prigione e gli umori in subbuglio, Abacha riunì il 27 giugno la Conferenza Costituzionale, che però ando quasi subito in vacanza e non si riunì fino all'11 giugno 1994. Il 4 luglio un sindacato dei lavoratori del settore petrolifero indisse uno sciopero chiedendo ad Abacha di scarcerare Abiola ed affidargli il comando del paese. Altri sindacati si unirono nello sciopero che portò la vita economica dell'area intorno a Lagos e nel sud-ovest ad una situazione di stallo. Dopo avere annullato uno sciopero generale che 132 Storia della Nigeria era stato minacciato per luglio, il Nigeria Labor Congress (NLC) riconsiderò uno sciopero generale in agosto, dopo che il governo aveva imposto delle condizioni per il rilascio di Abiola. Il 17 agosto 1994 il governo destituì i capi dell' NLC e dei sindacati del settore petrolifero, metendo al loro posto degli amministratori di nomina governativa, e arrestò Frank Kokori e altri leader dei lavoratori. Nonostante i sindacati che erano in sciopero fossero tornati al lavoro, il governo continuò ad arrestare gli oppositori, a chiudere gli organi di informazione e colpì duramente ogni tipo di opposizione. Il governo denunciò all'inizio del 1995 che una quarantina tra ufficiali militari e civili erano implicati in un complotto finalizzato ad un golpe. Gli ufficiali di sicurezza accerchiarono rapidamente gli accusati, fra i quali il precedente capo di stato Obasanjo e il suo braccio destro, il ritirato Generale Shehu Musa Yar'Adua. Dopo un processo segreto, la maggior parte degli accusati venne arrestata e vennero emesse varie condanne a morte. Il tribunale accusò, incarcerò ed emise sentenze di pena capitale nei confronti di attivisti per i diritti umani di primo piano, giornalisti e familiari degli accusati, tutti per sospette attività anti regime. In ottobre il governo annunciò che il Provisional Ruling Council (PRC) e Abacha avevano approvato la sentenza finale per coloro che erano imprigionati per l'accusa di complotto. Alla fine del 1994 il governo istituì un Tribunale speciale per i disordini civili nella regione degli Ogoni per processare l'importante scrittore e attivista del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni Ken Saro-Wiwa e altre persone per l'accusa di avere assassinato quattro politici Ogoni di spicco nel maggio 1994. Saro-Wiwa e altre 14 persone si dichiararono innocenti dall'accusa di essere i mandanti degli omicidi. il 31 ottobre 1995 il tribunale condannò Saro-Wiwa e otto altre persone all'impiccagione. All'inizio di novembre Abacha e il PRC confermarono la sentenza capitale. L'esecuzione di Saro-Wiwa e degli otto coimputati ebbe luogo il 10 di novembre. Il 1 ottobre 1995 in un discorso alla nazione, il Gen. Sani Abacha annunciò il programma per il ritorno al potere civile in tre anni. Solo cinque dei partiti politici che tentarono di essere iscritti furono accettati dal governo. Nelle elezioni locali tenute nel dicembre 1997, l'affluenza fu sotto al 10%. Quando nell'aprile 1998 si tennero le elezioni delle assemblee statali e per i governatori, tutti e cinque i partiti ammessi alle competizioni elettorali avevano indicato Abacha come proprio candidato alla presidenza attraverso assemblee di partito controverse. La reazione pubblica a questo nuovo sviluppo nel processo di transizione democratica fu l'apatia e un quasi totale boicottaggio delle elezioni. Il 21 dicembre 1997, il governo annunciò l'arresto del secondo ufficiale militare del paese per rango, Luogotenente Generale Oladipo Diya, di 10 altri ufficiali, e otto civili con l'accusa di aver tentato un colpo di stato. Successivamente, il governo arrestò un gran numero di altre persone che avrebbero avuto un ruolo nel tentativo di complotto e in aprile portò gli accusati davanti ad un tribunale militare che condannò Diya e altre otto persone alla pena capitale. Durante il regime di Abacha, il governo continuò a rinforzare la sua arbitraria autorità attraverso il sistema di sicurezza federale, l'esercito, i servizi di sicurezza statali e i tribunali. Sotto la guida di Abacha, tutti gli apparati di sicurezza commisero seri abusi dei diritti umani. Dopo la presa del potere da parte di Abubakar e il consolidamento del supporto all'interno del PRC, gli abusi dei diritti umani diminuirono. Altri problemi connessi ai diritti umani erano la limitazione della libertà di parola, di stampa, di associazione, di riunione e dei movimenti; la violenza e la discriminazione contro le donne; la mutilazione genitale femminile o infibulazione. I diritti dei lavoratori erano colpiti, dato che il governo continuava a interferire con le organizzazioni sindacali restringendo la libertà di associazione e di movimento per i lavoratori. Dopo il suo avvento al potere nel giugno 1998, il governo di Abubakar fece numerosi ed importanti passi verso il ripristino dei diritti dei lavoratori e della libertà di associazione per i sindacati, che erano stati fortemente colpiti tra il 1993 e il 1998 sotto il regime di Abacha. Il governo di Abubakar rilasciò due importanti leader di sindacati del settore petrolifero che erano stati imprigionati, Frank Kokori e Milton Dabibi; abolì due decreti che avevano rimosso i leader eletti del Nigeria Labour Congress e delle associazioni sindacali del settore petrolifero; permise quindi nuove libere elezioni per queste cariche. 133 Storia della Nigeria La transizione verso il governo dei civili sotto Abubakar Abacha, che certamente sarebbe stato eletto come presidente civile del paese nelle elezioni del 1 ottobre 1998, morì improvvisamente di infarto l'8 giugno dello stesso anno. Fu sostituito dal Generale Abdulsalami Abubakar, che era il terzo nella catena di comando dopo l'arresto di Diya. Il PRC, guidato dal nuovo capo di stato Abubakar, modificò le sentenze di coloro che erano stati accusati e condannati per i presunti tentativi di colpo di stato nel 1997 e a luglio del 1998. Nel marzo 1999, Diya e altri 54 accusati o detenuti per i golpe del 1990, 1995 e 1997 furono rilasciati. A seguito della morte del precedente capo di stato Abacha in giugno, la Nigeria rilasciò quasi tutti i prigionieri politici, incluso Abiola, che ancora rivendicava il proprio diritto alla presidenza, e che a sua volta morì nell'agosto dello stesso anno, subito dopo essere uscito di prigione. Sia durante il governo di Abacha, che durante quello di Abubakar, l'organo principale nel governo della Nigeria fu il Provisional Ruling Council (PRC), composto da soli militari, che governava per decreto. Il PRC sorvegliava il consiglio federale esecutivo di 32 membri, composto da civili e militari. Mancando ancora la promulgazione della costituzione scritta dalla conferenza costituzionale del 1995, il governo osservò le disposizione delle costituzioni del 1979 e 1989. Né Abacha, né Abubakar tolsero il decreto che aveva sospeso la costituzione del 1979, e la costituzione del 1989 non venne completata. L'autorità e l'indipendenza del potere giudiziario fu limitata in maniera significativa durante l'era di Abacha dal regime militare che si arrogava il potere giudiziario e la proibizione di qualsiasi giudizio da parte di una corte giudicante sulle proprie azioni. Il sistema giudiziario continuò ad essere afflitto dalla corruzione e dalla mancanza di risorse dopo la morte di Abacha. Nel tentativo di alleviare questi problemi, il governo di Abubakar aumentò le paghe dei dipendenti pubblici del settore e fece altre riforme. Nell'agosto del 1998, il governo di Abubakar nominò la Commissione elettorale indipendente nazionale (INEC) per condurre elezioni per i consigli dei governi locali, delle assemblee statali e dei governatori, dell'assemblea federale e del presidente. L' INEC tenne con successo queste elezioni il 5 dicembre 1998, il 9 gennaio 1999, il 20 e 27 febbraio 1999. Per le elezioni locali, fu garantita la partecipazione ad un totale di nove partiti, solamente tre dei quali però avevano le caratteristiche richieste per partecipare alle successive elezioni statali. Questi partiti erano il People's Democratic Party (PDP), l'All Peoples Party (APP), e l'Alliance for Democracy (AD) di formazione preponderantemente Yoruba. L'ex capo di stato militare Olusegun Obasanjo, liberato di prigione da Abubakar, si presentò come candidato civile e vinse le elezioni presidenziali. Ci furono irregolarità nel voto, e il candidato sconfitto Chief Olu Falae, portò i risultati elettorali e la vittoria di Obasanjo davanti ai tribunali. Prima del 29 maggio 1999, giorno in cui il nuovo presidente civile entrò in carica, il PRC promulgò una nuova costituzione basata largamente sulla costituzione del 1979. La costituzione includeva disposizioni su una assemlea nazionale bicamerale, formata da una Casa dei rappresentanti di 360 membri, e un Senato di 109 membri. Agli organi esecutivi e all'ufficio del presidente veninavo garantiti forti poteri federali. Le istituzioni giudiziarie e rappresentative, avendo subito per anni le intrusioni del potere militare, dovettero essere ricostruite dalle fondamenta. L'amministrazione Obasanjo L'emergere di una Nigeria democratica nel 1999 pose fine a 16 anni consecutivi di governo militare. Olusegun Obasanjo divenne la guida di un paese che soffriva di stagnazione economica e del deterioramento della maggior parte delle sue istituzioni democratiche. Obasanjo, un ex generale, fu apprezzato per le sue azioni contro la dittature di Abacha, il suo impegno a restituire il potere ai civili nel 1979, e la sua convinzione di rappresentare tutti i Nigeriani, indipendentemente dalla loro religione. Il nuovo presidente prese in consegna un paese che affrontava molti problemi, tra i quali una burocrazia inefficiente, infrastrutture collassate, e un esercito che chiedeva un riconoscimento per avere lasciato pacificamente le leve del potere. Il presidente si mosse rapidamente e licenziò centinaia di militari che avevano tenuto posizioni politiche, stabilì una commissione di indagine per investigare sulle violazioni di ditirri umani, ordinò il rilascio di un gran 134 Storia della Nigeria numero di persone che erano imprigionate senza accuse provate, e rescisse un gran numero di contratti di licenza discutibili che erano stati precedentemente stipulati dai governi militari. Il governo si mosse inoltre per avere la restituzione di milioni di dollari nascosti in conti segreti all'estero. La maggior parte dei leader della società civile e dei cittadini nigeriani videro un marcato miglioramento nella gestione dei diritti umani e nella pratica democratica sotto il comando di Obasanjo. Anche la libertà di stampa ha raggiunto livelli mai conquistati prima. Man mano che la Nigeria esperimenta la rappresentanza democratica, ci sono stati conflitti tra il ramo esecutivo e quello legislativo su una serie di proposte di legge. Un segno del funzionamento del federalismo è stata la visibile crescita di importanza dei governatori degli stati e i conseguenti attriti tra i governi statali e quello federale sulla allocazione delle risorse. Il governo Obasanjo si è trovato fin dal principio a dover affrontare problemi per le violenze interetniche. Nel maggio 1999 scoppiarono violente dimostrazioni nello stato di Kaduna a causa di lotte per la successione ad un emiro; il risultato furono più di 100 vittime. Nel novembre 1999, l'esercito distrusse la città di Odi, nello stato di Bayelsa e uccise un gran numero di civili per vendicare l'uccisione di 12 poliziotti da parte di una banda di malviventi locali. A Kaduna, nel febbraio-maggio 2000 più di 1.000 persone sono morte durante gli scontri per l'introduzione della Shari'a fra le leggi dello stato. Centinaia di persone di etnia Hausa furono quindi uccise nel sud della Nigeria per rappresaglia. Nel settembre 2001, più di duemila persone furono uccise in scontri inter religiosi a Jos. Nell'ottobre 2001, centinaia di perosne vennero uccise e migliaia dovettero lasciare le proprie case a causa di violenze inter etniche che si allargarono nella zona centrale del paese, tra gli stati di Benue, Taraba e Nassarawa. Il 1º ottobre 2001, il presidente Obasanjo annunciò la creazione di una Commissione di sicurezza nazionale per cercare di limitare queste violenze. Attualmente la Nigeria ha tre partiti politici di primaria importanza. Il nuovo presidente deve affrontare il compito di ricostruire una economia basata sul petrolio, le cui entrate si sono negli anni perse a causa di corruzione e cattiva gestione, e istituzionalizzare la democrazia. Inoltre, l'amministrazione Obasanjo deve limitare le tensioni etniche e religiose per potere costruire le basi per una crescita economica e per la stabilità politica e si trovò coinvolta nella guerra del Delta del Niger. Bibliografia • Agata Gugliotta, Nigeria, risorse di chi? Petrolio e gas nel Delta del Niger, Bologna, Odoya, 2008. ISBN 978-88-6288-001-5 Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:History of Nigeria 135 Politica della Nigeria Politica della Nigeria Nome del paese • Forma lunga convenzionale: Federal Republic of Nigeria • Forma breve convenzionale: Nigeria Sigla del paese: NI Tipo di Governo Repubblica Capitale Abuja Nota: Il 12 dicembre 1991 la capitale fu ufficialmente spostata da Lagos ad Abuja; molti uffici governativi rimangono ancora a Lagos in attesa del completamento delle strutture che li ospiteranno ad Abuja Divisione amministrativa 36 stati e 1 territorio*; Federal Capital Territory (Abuja)*, Abia, Adamawa, Akwa Ibom, Anambra, Bauchi, Bayelsa, Benue, Borno, Cross River, Delta, Ebonyi, Edo, Ekiti, Enugu, Gombe, Imo, Jigawa, Kaduna, Kano, Katsina, Kebbi, Kogi, Kwara, Lagos, Nassarawa, Niger, Ogun, Ondo, Osun, Oyo, Plateau, Rivers, Sokoto, Taraba, Yobe, Zamfara Indipendenza 1º ottobre 1960 (dal Regno Unito) Festa Nazionale Festa dell'Indipendenza il 1º ottobre (1960) Costituzione Adottata una nuova costituzione nel 1999 Sistema legale Basato sulla common law inglese, sulla legge islamica e sulle leggi tribali Suffragio 18 anni di età; universale Organo Esecutivo Capo di stato e di governo Presidente Goodluck Jonathan (dal 6 maggio 2010); nota - il presidente è contemporaneamente capo di stato e del governo 136 Politica della Nigeria Gabinetto Consiglio Federale Esecutivo Elezioni Il presidente è eletto dal voto popolare per un massimo di due mandati quadriennali; ultime elezioni tenute nel 2003 Risultati elettorali • • • • Olusegun Obasanjo (PDP): 61.9% - eletto. Muhammadu Buhari (ANPP): 32.2% Emeka Ojukwu (APGA): 3.3% Altri candidati (17): 2.6% Organo legislativo L'assemblea nazionale bicamerale consiste di un Senato (109 seggi, tre da ogni stato e uno dal Federal Capital Territory; i membri sono eletti dal voto popolare per un mandato quadriennale) e della House of Representatives (360 seggi, i membri sono eletti dal voto popolare per un mandato quadriennale) Elezioni • Senato - ultime tenute nel 2003 • Partito Democratico del Popolo (People's Democratic Party) (PDP): 53.7%; 73 seggi • Partito di tutto il Popolo Nigeriano (All Nigerian People's Party) (ANPP): 27.9%; 28 seggi • Alleanza per la Democrazia (Alliance for Democracy) (AD): 9.7%; 6 seggi • APGA: 1.5%; 0 seggi • Altri partiti: 7.2%; 0 seggi • Vacanti: 2 seggi • House of Representatives - ultime tenute nel 2003 • • • • • • PDP: 54.5%; 213 seggi ANPP: 27.4%; 95 seggi AD: 9.3%; 31 seggi APGA: 1.4%; 2 seggi Other parties: 7.4%; 5 seggi Vacant: 14 seggi Organo giudiziario La Corte Suprema, giudici eletti dal Provisional Ruling Council; Corte Federale di appello, i giudici sono eletti dal governo federale insieme all'Advisory Judicial Committee Maggiori partiti politici • Partito di tutto il Popolo Nigeriano (All Nigerian People's Party) o ANPP Alhaji Yusuf Ali; • Alleanza per la Democrazia (Alliance for Democracy) o AD Yusuf Mamman; • Partito Democratico del Popolo (People's Democratic Party) o PDP Barnabas Gemade 137 Politica della Nigeria Partecipazione ad organizzazioni internazionali ACP, AfDB, C, CCC, ECA, ECOWAS, FAO, G-15, G-19, G-24, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICC, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, FMI, IMO, Inmarsat, Intelsat, Interpol, IOC, ISO, ITU, MINURSO, NAM, OAU, OPCW, OPEC, PCA, ONU, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNIKOM, UNITAR, UNMIBH, UNMIK, UNMOP, UNMOT, UNU, UPU, WCL, WFTU, OMS, WIPO, WMO, WToO, WTrO Descrizione della bandiera Tre bande uguali verticali di colore verde, bianco e verde Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Politics of Nigeria Economia della Nigeria L'economia della Nigeria, basata sul petrolio, a lungo azzoppata dall'instabilità politica, dalla corruzione, dalla cattiva gestione delle politiche macroeconomiche, sta subendo sostanziali riforme grazie alla nuova amministrazione civile. I precedenti governi militari della Nigeria non sono riusciti a diversificare l'economia per affrancarla dalla dipendenza dal settore petrolifero, che fornisce il 20% del PIL, il 95% delle esportazioni e il 65% delle entrate governative. Il settore agricolo rimane caratterizzato prevalentemente da una agricoltura di sussistenza che non ha potuto far fronte alle necessità di una popolazione in rapida crescita; di conseguenza la Nigeria, che precedentemente era un grande esportatore netto di prodotti alimentari, ne è diventata ora un importatore. Nel 2000, la Nigeria era in lista per firmare un accordo per la riduzione del debito con il club di Parigi e un prestito da 1 miliardo di dollari dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), entrambi condizionati alle riforme economiche. I crescenti investimenti stranieri insieme all'alto prezzo del petrolio hanno spinto la crescita oltre il 5% nel biennio 2000-01. Petrolio Il boom petrolifero degli anni settanta spinse la Nigeria a ignorare le proprie forti basi agricole e manifatturiere per abbracciare una poco conveniente dipendenza dal petrolio. Nel 2000 le esportazioni di petrolio e gas rappresentavano più del 98% del totale delle esportazioni e circa l'83% delle entrate statali. La nuova ricchezza dovuta al petrolio e il contemporaneo declino degli altri settori economici, e la trasformazione verso un modello economico che necessita di un'intensa migrazione interna verso le città ha portato ad una forte e diffusa povertà, soprattutto nelle aree rurali. Il collasso delle infrastrutture basilari e dei servizi sociali ha accompagnato questo cambiamento. Nel 2000 il PIL pro capite della Nigeria era crollato a circa un quarto del suo massimo nella metà degli anni settanta, e sotto al livello che aveva al momento dell'indipendenza. Seguendo l'endemica sofferenza dei settori non petroliferi, l'economia continua ad essere spettatrice della crescita massiccia delle attività economiche del "settore informale", che viene stimato al 75% circa dell'intero giro economico. Le riserve di petrolio effettivamente trovate in Nigeria sono stimate attorno ai 25 miliardi di barili, le riserve di gas naturale sono molto superiori ai 100 000 miliardi ft³ (2.800 km³). La Nigeria è un membro dell'OPEC, e nel 2001 la sua produzione di petrolio era vicina ai 2,2 milioni di barili (350.000 m³) al giorno. Limitate relazioni delle compagnie con le comunità indigene, il vandalismo sulle strutture petrolifere, seri danni ecologici e problemi di sicurezza personale in tutta la zona del delta del Niger, regione dove viene estratto, continuano ad affliggere il settore petrolifero nigeriano. Gli sforzi fatti non sono stati sufficienti a risolvere questi problemi. In assenza di programmi governativi, le maggiori multinazionali hanno lanciato in proprio dei programmi per lo sviluppo comunitario. Una 138 Economia della Nigeria nuova entità, la Commissione per lo sviluppo del Delta del Niger (NDDC) è stata creata per aiutare a portare uno sviluppo economico e sociale nella zona. Nonostante non abbia ancora lanciato il proprio programma, ci sono forti speranze che tale struttura possa invertire le tendenze di impoverimento della zona. Gli Stati Uniti rimangono il maggior cliente per il greggio nigeriano, assorbendo più del 40% delle esportazioni; La Nigeria fornisce agli USA il 10% di tutto il petrolio consumato. Gli Stati Uniti sono il secondo partner commerciale della Nigeria dopo il Regno Unito. Nonostante la bilancia commerciale sia di gran lunga a favore della Nigeria, grazie al petrolio, si crede che larga parte delle importazioni dagli USA entri in Nigeria sfuggendo al controllo del governo nigeriano, e quindi alle statistiche, a causa del contrabbando che cerca di evitare gli alti dazi doganali. Nel maggio 2001 il governo istituì un controllo a tappeto per tutte le importazioni; è in atto un processo di riduzione delle tariffe e dei dazi doganali, ma rimane ancora molto da fare. Il governo ha anche tentato di incoraggiare gli investimenti stranieri, anche se il clima per gli investimenti nel paese rimane ancora fortemente incerto. Lo stock di investimenti statunitensi è vicino ai 7 miliardi di dollari, la maggioranza dei quali nel settore energetico. La ExxonMobil e la Chevron sono i due maggiori investitori americani in questo settore. Significative esportazioni di gas naturale liquefatto sono iniziate a partire dalla fine del 1999 e sono previste in aumento, dato che la Nigeria ha deciso di eliminare gli sprechi di gas entro il 2008. L'agricoltura L'agricoltura ha sofferto anni di cattiva gestione, politiche governative inconsistenti e mal concepite e la mancanza delle infrastrutture basilari. Attualmente il settore fornisce il 41% del Pil e occupa i due terzi dei lavoratori. La Nigeria non è più uno dei maggiori esportatori di cocco, arachidi, gomma e olio di palma. La produzione del cocco, la maggioranza da varietà obsolete e da piantagioni non curate, è stagnante attorno alle 180.000 tonnellate annue; 25 anni fa era di 300.000 tonnellate. Un calo ancora più drammatico ha colpito le produzioni di arachidi e olio di cocco. Non più il maggiore allevatore di pollame in Africa, la produzione di prodotti da tale tipo di allevamento è crollata da 40 milioni a 18 milioni di polli l'anno. Le costrizioni alle importazioni limitano la reperibilità di molti prodotti agricoli che servirebbero per i vari tipi di allevamento. La pesca è male amministrata. Cosa ancora più pericolosa per il futuro del paese, il sistema di proprietà dei terreni scoraggia investimenti di lungo periodo di tipo tecnologico, o l'applicazione di metodi di coltura moderni, frenati inoltre dalla inaccessibilità del credito da parte degli imprenditori agricoli. La dipendenza dal petrolio, e l'illusione che ha creato di generare grande ricchezza grazie ai contratti governativi, hanno dato il via ad altre distorsioni economiche. L'alta propensione del paese verso le importazioni porta al consumo di circa l'80% delle entrate governative nel cambio valute. Importazioni meno care, risultanti da un Naira cronicamente supervalutato, fa coppia con un costo di produzione domestica eccessivamente alto, dovuto in parte alle intermittenti erogazioni dell'energia elettrica e alla mancanza di carburanti, ed ha abbassato l'utilizzo della capacità di produzione industriale sotto il 30%. Molte delle fabbriche nigeriane che sono ancora aperte, lo sono solo grazie al basso costo del lavoro. Le manifatture nazionali, specialmente farmaceutiche e tessili, hanno perso la loro capacità di competere nei tradizionali mercati regionali; ci sono comunque segnali di ripresa di competitività da parte di alcuni produttori. Il debito estero ufficiale della Nigeria ammonta a circa 28,5 miliardi di dollari, il 75% dei quali sono dovuti ai paesi facenti parte del Club di Parigi. Gran parte di questo debito è costituito da interessi e pagamenti arretrati. Nell'Agosto 2000 il Fondo Monetario Internazionale e la Nigeria hanno siglato un accordo che ha portato ad una dilazione del rimborso del debito nei confronti dei paesi del Club di Parigi creditori. Nell'agosto 2001, nonostante un dialogo continuo con il FMI, la Nigeria non era ancora riuscita a soddisfare buona parte delle condizioni dell'accordo. Il FMI ha acconsentito ad una estensione di qualche mese e ad una revisione degli obiettivi da porre come condizioni per un nuovo accordo. Al settembre 2001 solo pochi dei paesi creditori della Nigeria avevano siglato accordi bilaterali. Qualsiasi sollievo dal debito di lungo termine richiederà forti ed efficaci riforme economiche per un lungo periodo. 139 Economia della Nigeria Alla luce di politiche fiscali di forte espansione del settore pubblico nel 2001, il governo ha trovato modi per diminuire il forte tasso di inflazione, portando all'implementazione di più efficaci politiche monetarie da parte della Banca centrale della Nigeria (CBN) e al risparmio di parte del budget governativo. Come risultato degli sforzi della CBN, il cambio ufficiale del Naira si è stabilizzato a circa 12 Naira per dollaro. La combinazione degli sforzi della CBN per aumentare il valore del Naira e gli eccessi di liquidità risultanti dal nuovo modello di spesa governativo, hanno portato la moneta ad essere scontata di circa il 20% nel mercato parallelo (mercato nero). Una condizione chiave dell'accordo con l'FMI è stata proprio la convergenza tra la quotazione ufficiale e quella non ufficiale. Il Mercato estero inter-bancario (IFEM) è strettamente legato al cambio ufficiale. Sotto il controllo dell'IFEM le banche, le compagnie petrolifere e la CBN possono comperare o vendere le loro valute straniere ai tassi di cambio influenzati dal governo. Gran parte dell'economia informale, invece, ha accesso al mercato dei cambi solo attraverso il mercato nero. Le aziende possono tenere conti domiciliati presso banche private, e i titolari dei conti hanno accesso incondizionato all'uso dl denaro. L'espansione delle spese governative ha portato anche ad una maggiore pressione sui prezzi al consumo. L'inflazione che era scesa allo 0% nell'aprile 2000, raggiunse il 14,5% per la fine dello stesso anno, e il 18,7% nell'agosto 2001. Nel 2000 gli alti prezzi del petrolio portarono le entrate del governo ad oltre 16 miliardi di dollari, circa il doppio dell'anno precedente. Gli stati ed i governi locali chiesero di avere accesso a questa pioggia di denaro, creando un duro scontro tra il governo federale, che voleva avere un controllo sulle spese, e i governi statali desiderosi di vedere aumentati i propri budget per mettersi al riparo da possibili successivi periodi con un prezzo inferiore del petrolio. Dopo essere stato sottoposto ad un periodo particolarmente problematico a metà degli anni novanta, il sistema bancario della Nigeria ha avuto una significativa crescita negli ultimi anni e nuove banche si sono affacciate sul mercato finanziario. La stretta politica monetaria promosa dalla Banca centrale per assorbire l'eccesso di liquidità nell'economia, ha reso la vita difficile alle banche, alcune delle quali si sono date ad attività di arbitraggio sui cambi che in buona parte ricadono al di fuori dei meccanismi bancari legali. La crescita dell'economia guidata dal settore privato, rimane limitata dall'alto costo degli affari in Nigeria, che include la necessità di duplicare determinate infrastrutture, la minaccia del crimine e il bisogno ad essa collegato di avre sistemi di sicurezza privati, la mancanza di efficacia del sistema giudiziario e una non trasparente gestione delle politiche economiche, specialmente per quanto riguarda i contratti governativi. Anche se le pratiche di corruzione sono endemiche, sono comunque meno lampanti che durante i regimi militari, e ci sono segnali di miglioramento. Intanto, fino al 1999 la Borsa nigeriana ha avuto una performance molto positiva, anche se la capitalizzazione in borsa è uno strumento ancora poco usato dal settore privato nigeriano. I trasporti Il sistema di infrastrutture di trasporto pubbliche della Nigeria è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo economico. I principali porti sono a Lagos (Apapa e Tin Can Island), Port Harcourt, e Calabar. Le tasse portuali sono fra le più alte del mondo. Di 80.500 km di strade, più di 15.000 sono ufficialmente asfaltate, ma poche di queste sono effettivamente in buono stato. Estensive riparazioni delle strade e nuove costruzioni vengono gradualmente implementate da quando i governi statali possono spendere le maggiori entrate avute grazie all'aumento del prezzo del petrolio. La decisione del governo di controllare la totalità delle merci in entrata alle dogane ha portato a forti ritardi nello sdoganamenti dei beni per gli importatori ed ha creato una nuova sorgente di corruzione dal momento che nei porti mancano le infrastrutture per compiere in maniera adeguata le citate ispezioni. Quattro degli aeroporti Nigeriani: Lagos, Kano, Port Harcourt e Abuja hanno attualmente voli internazionali. La compagnia di bandiera di proprietà statale Nigerian Airways è virtualmente fallita a causa della cattiva gestione, dell'alto debito e dei voli quasi deserti. Ci sono svariate compagnie interne private, e il servizio aereo tra le città nigeriane è sostanzialmente affidabile. Ma la cultura della manutenzione delle linee domestiche è molto lontana dagli standard internazionali. 140 Economia della Nigeria Riforme graduali Il governo di Obasanjo supporta il settore privato, la crescita economica guidata dal mercato ed ha iniziato a mettere in pratica estensive riforme economiche. Nonostante la campagna governativa anti corruzione sia stata finora inefficace, i progressi nella trasparenza della gestione economica sono visibili. Il doppio tasso di cambio formalmente abolito nel 1999, rimane però tuttora attivo. Durante il 2000 il programma di privatizzazioni del governo rese reali le promesse di cedere al settore privato banche, compagnie di distribuzione dei carburanti e cementifici. Il processo di privatizzazione, però, è stato rallentato dallo scontro fra il governo ed enti parastatali quali la compagnia di telefonia fissa nazionale (NITEL) e la Nigerian Airways. La vendita delle licenze per le reti GSM nel gennaio 2001 ha incoraggiato gli investimenti in questo settore vitale. Nonostante i tentativi del governo di deregolamentare il settore petrolifero siano in parte falliti, le raffinerie di stato, praticamente al collasso nel 2000, stanno ora producendo con una capacità aggiuntiva; nell'agosto del 2001 le condutture per il gasolio sono quasi scomparse dal paese. Il governo intende ancora perseguire la deregolamentazione del settore, nonostante l'opposizione interna sia forte, in particolare quella del Nigerian Labor Congress. Per soddisfare la domanda interna, il governo subisce ingenti perdite importando il gasolio da vendere a prezzi calmierati. Investimenti Nonostante la Nigeria debba confrontarsi con le sue decadenti infrastrutture e una endemica mancanza di rispetto delle leggi e delle regole in generale, il paese ha molte caratteristiche positive per investimenti accuratamente mirati ed è in espansione sia come mercato regionale che mondiale. Mercati di nicchia profittevoli, all'infuori del mercato energetico, come le telecomunicazioni, si sono sviluppati grazie alle riforme messe in atto dal governo. C'è un consenso interno crescente che gli investimenti esteri siano necessari per realizzare il vasto potenziale dell'economia nigeriana. Le imprese interessate agli investimenti di lungo termine e a joint ventures, specialmente quelle che utilizzano materie prime locali, possono trovare una buona opportunità nel vasto mercato interno. Per migliorare le possibilità di successo, i potenziali investitori devono prendere conoscenza della situazione locale e delle pratiche economiche, stabilire una presenza locale, e scegliere con molta cura i propri partners. Il governo nigeriano è molto attento a sostenere il processo democratico, migliorare la qualità di vita e le condizioni di sicurezza, mantenere e costruire nuove infrastrutture necessarie per attrarre investimenti stranieri. Assistenza Economica Gli Stati Uniti hanno assistito lo sviluppo economico della Nigeria dal 1954 fino al giugno 1974, quando l'assistenza venne interrotta per il sostanziale aumento del pil pro capite dovuto alle aumentate entrate del settore petrolifero. Durante tale periodo, gli Stati Uniti hanno dato alla Nigeria aiuti per approssimativamente 360 milioni di dollari, che includevano prestiti per assistenza tecnica, per l'aiuto e la riabilitazione dell'economia e aiuti alimentari. Ulteriori aiuti sono stati dati anche nei tardi anni settanta. Il brusco calo dei prezzi petroliferi, la cattiva gestione dell'economia e il susseguirsi di governi militari hanno caratterizzato la Nigeria negli anni ottanta. Nel 1983 USAID ha iniziato a dare assistenza al Ministero Federale per la Sanità Nigeriano per sviluppare e implementare i piani di programmazione delle nascite e la cura dei neonati. Nel 1992 un programma per la prevenzione e il controllo dell'HIV/AIDS è stato aggiunto alle attività già in essere. USAID ha impegnato 135 milioni di dollari in programmi di assistenza bilaterali per il periodo 1986/1996 quando la Nigeria si sottopose ad un inizialmente riuscito Programma di Aggiustamento Strutturale, ma che successivamente ha abbandonato. Piani per impegnare 150 milioni di dollari nell'assistenza tra il 1993 e il 2000 furono interrotti da problemi nelle relazioni tra Nigeria e USA sugli abusi dei diritti umani, la fallita transizione verso la democrazia e una mancanza di cooperazione da parte del governo Nigeriano sul piano della lotta al traffico di sostanze stupefacenti. Alla metà degli anni novanta questi problemi hanno portato al blocco delle attività di USAID che 141 Economia della Nigeria avrebbero portato benefici al governo militare. I piani sanitari esistenti vennero ridisegnati per essere attuati tramite le associazioni non-governative e i gruppi comunitari. Come risposta al piano del governo militare per posticipare la transizione verso un governo civile, il Peace Corps ha sospeso i propri programmi in Nigeria nel 1994. In risposta alla situazione politica sempre più repressiva, USAID ha stabilito un programma per la democrazia e il buon governo nel 1996. Questo programma integrava temi concentrati sulle basi della democrazia partecipativa, dei diritti civili, dell'emancipazione femminile, della trasparenza e di altre attività sanitarie per raggiungere i Nigeriani direttamente in 14 dei 36 stati. L'improvvisa morte del Generale Sani Abacha e l'assunzione del potere da parte del Generale Abdulsalami Abubakar nel giugno 1998, hanno segnato un cambiamento delle relazioni tra USA e Nigeria. USAID ha dato un significativo supporto al processo elettorale dando fondi per avere osservatori internazionali nei seggi, l'addestramento degli osservatori elettorali nigeriani, oltre che attività educative rivolte ai votanti. Nel febbraio 1999, il Presidente Clinton propose al congresso di eliminare le restrizioni e limitazioni ai rapporti tra i due governi. Da quel momento, USAID ha supportato la Nigeria per sostenere la democrazia e migliorare le politiche governative, dando addestramento per coloro che dovevano ricoprire ruoli e responsabilità da eletti in una democrazia rappresentativa a livello federale, statale e localeprima che essi entrassero in carica nel maggio 1999, e dando assistenza alla prevenzione dei conflitti e alla soluzione dei problemi del Delta del Niger. Dal punto di vista economico i programmi di supporto di USAID nel rafforzare la gestione economica e il coordinamento, incoraggiando lo sviluppo del settore privato e le riforme economiche, aiutando la Nigeria a mietere i benefici dell'AGOA, migliorando la tecnologia agricola e lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Inoltre, l'assistenza sanitaria concentrata nella lotta all'HIV/AIDS, nella nutrizione ed immunizzazione, educazione, infrastrutture energetiche e di trasporto sono prioritarie per l'assistenza bilaterale. Statistiche PIL: a parità di potere d'acquisto - $110.5 miliardi (1999 stima) PIL - tasso reale di crescita: 2.7% (1999 stima) Pil - pro capite: a parità di potere d'acquisto - $970 (1999 stima) PIL - composizione per settore: agricoltura: 33% industria: 42% servizi: 25% (1997 stima) Popolazione sotto la soglia di povertà: 34.1% (1992-93 stima) Entrate delle famiglie o consumi in percentuale sul totale: inferiori 10%: 1.3% superiori 10%: 31.4% (1992-93) Tasso d'inflazione (prezzo al consumo): 12.5% (1999 stima) Forza lavoro: 42.844 million Forza lavoro - per occupazione: agricoltura 54%, industria 6%, servizi 40% (1999 stima) Tasso di disoccupazione: 28% (1992 stima) Budget: Entrate: $NA Spese: $NA Industrie: petrolio greggio, carbone, stagno, columbite, olio di palma, arachidi, cotone, gomma, legname, pellami, tessile, cemento e altri materiali edili, industria alimentare, calzature, chimica, fertilizzanti, ceramiche, acciaio Tasso di crescita della produzione industriale: NA% Elettricità - produzione: 14.75 miliardi di kWh (1998) Elettricità - produzione per sorgente: combustiblili fossili: 61.69% idroelettrica: 38.31% nucleare: 0% altri: 0% (1998) Elettricità - consumo: 13.717 miliardi kWh (1998) Elettricità - esportazioni: 0 kWh (1998) Elettricità - importazioni: 0 kWh (1998) Agricoltura - prodotti: cocco, arachidi, olio di palma, mais, riso, sorgo, miglio, cassava (tapioca), yam, gomma; bovini, ovini, caprini, suini; legname; pesce Esportazioni: $13.1 miliardi (1999) Esportazioni - beni: petrolio prodotti petroliferi 95%, cocco, gomma Esportazioni - partners: Stati Uniti 35%, Spagna 11%, India 9%, Francia 6%, Italia (1998 stima) Importazioni: 142 Economia della Nigeria $10 miliardi (1999) Importaioni - beni: macchinari, prodotti chimici, mezzi di trasporto, prodotti finiti, alimentarie animali vivi Importazioni - partners: Regno Unito 13%, Stati Uniti 12%, Germania 10%, Francia 9%, Paesi Bassi (1998 stima) Debito - estero: $29 miliardi (1999 stima) Aiuti economici - ricevuti: $39.2 milioni (1995) Valuta: 1 naira (N) = 100 kobo Tasso di cambio: naira (N) per US$1 – 96.261 (October 1999), 99 (1999), 21.886 (1998), 21.886 (1997), 21.895 (1995) Bibliografia • Agata Gugliotta, Nigeria, risorse di chi? Petrolio e gas nel Delta del Niger, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-6288-001-5. Altri progetti • Wikimedia Commons contiene file multimediali: http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Economy of Nigeria Musica della Nigeria La musica nigeriana comprende diversi generi di musica folk e popolare, appartenenti alle tradizioni delle diverse etnie del paese. La Nigeria è stata definita "il cuore della musica africana": oltre a vantare un vasto patrimonio di musica etnica tradizionale (parte della quale ha influenzato, in seguito alla tratta degli schiavi, la musica americana), la Nigeria è stata la culla, o il luogo di massimo sviluppo, di moltissimi generi di musica pop africana di grande importanza, come la palm wine music, la highlife, il jùjú, l'afrobeat e le varianti nigeriane dell'hip hop e del reggae. Alla musica leggera si affianca anche una produzione non trascurabile di musica operistica e classica. Musica tradizionale Poco si conosce della storia della musica nigeriana prima dell'arrivo dei coloni europei. Dipinti rupestri risalenti al XVI e XVII secolo a.C., raffiguranti strumenti musicali e musicisti, provano che la musica aveva un ruolo rilevante nelle culture nigeriane già dell'età del bronzo. Oggi in Nigeria convivono oltre 400 gruppi etnici, ognuno dei quali ha una propria tradizione musicale. Nonostante questa notevole diversificazione, si possono individuare alcuni elementi ricorrenti, che accomunano le diverse culture. Uno dei più evidenti è, nel contesto della musica corale e cantata, l'uso dello schema Un Obu suona un arco musicale call-and-response, in cui un solista e il coro dialogano con frasi musicali che si alternano, appunto, come "botta e risposta". Come in gran parte della musica africana, la ritmica svolge un ruolo chiave, e anzi predominano le soluzioni poliritmiche, nel quale due o più battute separate vengono suonate simultaneamente.[1] Molto comune è l'uso dell'ostinato, sia melodico che ritmico, che spesso fa da accompagnamento al call-and-response delle voci. 143 Musica della Nigeria Ruolo culturale La musica tradizionale dei popoli nigeriani (come gran parte della musica tradizionale africana) è in genere intesa non tanto come intrattenimento o espressione artistica pura, quanto come funzionale; può essere parte integrante dell'espletamento di riti sociali e religiosi (matrimoni, funerali, riti di circoncisione), del lavoro (la cosiddetta work song, che serve allo scopo di dettare il ritmo nella raccolta nei campi o nel pagaiare con una canoa), o essere associata alla trasmissione delle conoscenze della tradizione orale (per esempio racconti epici). Soprattutto rispetto a quest'ultima funzione, il patrimonio musicale dei popoli è spesso conservato da famiglie di cantori, come i griot. Sono inoltre spesso associate alla musica, come sua parte integrante, danze e rappresentazioni rituali codificate anche molto complesse. Nonostante la rapida evoluzione della musica nigeriana nel XX secolo, e la nascita di innumerevoli generi di musica pop nigeriana, la musica tradizionale in Nigeria ha anche un peso significativo nell'industria discografica moderna, e alcuni musicisti folk sono stati storicamente altrettanto popolari degli interpreti delle musiche moderne più alla moda. Dan Maraya, per esempio, raggiunse una popolarità tale da essere portato sui campi di battaglia durante la guerra civile nigeriana per sollevare il morale delle truppe federali. Strumenti tradizionali Gli strumenti usati nella musica tradizionale nigeriana includono strumenti tipici dell'Africa Occidentale (come lo xilofono) e strumenti derivati dalla tradizione islamica del Maghreb o di altre regioni dell'Africa meridionale e orientale. I musicisti folk nigeriani moderni fanno anche uso di strumentazione proveniente dalle Americhe e dall'Europa, dagli ottoni fino alle chitarre elettriche. Percussioni I tamburi sono la categoria di percussioni più diffusa. Ne esistono di innumerevoli tipi; quelli tradizionali sono in genere costituiti da un unico blocco di legno o da una zucca vuota, ma recentemente si sono diffusi nella musica folk nigeriana anche tamburi realizzati a partire da barili metallici. Molto diffusa è la forma a clessidra (come quella dello djembe), ma esistono anche tamburi a doppia testa, conici, e a forma di vaso (l'udu). Il tamburo a cornice, molto usato nella Nigeria moderna, è probabilmente un'acquisizione recente, di origine brasiliana. Oltre ai tamburi, il tipo di percussione più diffuso è lo xilofono, un idiofono accordato presente in tutta l'Africa occidentale e centrale. Lo stesso strumento viene talvolta suonato contemporaneamente da due o più percussionisti che realizzano soluzioni poliritmiche. Lo xilofono nigeriano tipico è di legno leggero, con impalcatura in banano. Sono diffusi anche xilofoni a cavità o a scatola risonante. Una lunga tradizione storica è associata alle diverse tipologie di campane usate nella musica nigeriana; sono in genere in ferro o in bronzo (soprattutto nelle orchestre islamiche del nord). Data l'importanza notevole della ritmica nella musica folk e spontanea nigeriana, non sorprende che siano diffuse anche una miriade di percussioni informali. Pentole d'argilla riempite con diversi livelli d'acqua per ottenere particolari accordature vengono colpite con bacchette munite di cuscinetti soffici. Le donne spesso usano bastoncini per colpire zucche vuote, talvolta poste a galleggiare sull'acqua, e accordate in funzione dell'aria contenuta all'interno. Nel sud sono comuni i "raschietti", bastoncini dentellati che vengono suonati strofinandovi sopra una conchiglia, e sonagli fatti con zucche vuote riempite di perline e conchiglie. Strumenti a corde La musica nigeriana tradizionale impiega anche numerosi cordofoni, alcuni dei quali con una singola corda. Nel centro del paese è particolarmente diffuso l'arco musicale, costituito da una singola corda tesa fra le estremità di un legno curvo, che si può colpire e pizzicare; il suo uso è associato soprattutto ai riti agricoli. Molto importante per la tradizione musicale nigeriana è anche il goje, una sorta di fiddle a una corda, originario della cultura hausa. Si trovano anche diverse forme di arpa, come quella a cinque o sei corde usate dal popolo Tarok della Nigeria orientale; 144 Musica della Nigeria 145 violini (come quello a una corda tipico del nord e di origine nordafricana); e liuti (per esempio presso gli Hausa e i Kanuri). Strumenti a fiato La vasta gamma di strumenti a fiato usati in Nigeria include numerosi tipi di tromba (come la lunghissima kakaki, fino a due metri di lunghezza), corni, chiarine, flauti e fischietti. Musica delle principali etnie Fra le numerose etnie presenti oggi in Nigeria, alcune hanno tradizioni musicali più ricche e hanno influenzato in modo più significativo l'evoluzione della musica nigeriana. Fra queste si devono citare gli Hausa, gli Igbo e gli Yoruba. Musica hausa Gli Hausa sono un popolo della Nigeria settentrionale, la cui cultura è stata fortemente influenzata da quella islamica del Maghreb e del Nordafrica. Hanno un'importante tradizione musicale, in gran parte legata alla musica cerimoniale e di celebrazione, detta rokon fada. Fra gli strumenti tipici utilizzati nella rokon fada c'è il kakakai, una tromba lunga fino a 2 metri, la cui tradizione risale alla cavalleria dell'Impero Songhai. Alla musica cerimoniale si affianca la musica folk delle zone rurali, legata a danze tradizionali come la asauwara e il bòòríí. Musica igbo Gli Igbo (o Ibo) sono l'etnia principale del sud-est della Nigeria. La tradizione igbo ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo della musica moderna nigeriana (in particolare della cosiddetta highlife), soprattutto a causa della notevole capacità della musica igbo di assimilare e adattare elementi di altre tradizioni.[2] Come per gli Hausa, una parte rilevante della tradizione musicale igbo è costituita dalla musica cerimoniale e di accompagnamento ai canti epici. Un'arpa a due corde hausa Fra gli strumenti principali usati dagli Igbo c'è l'obo, una sorta di cetra a 13 corde. Altri cordofoni igbo appartengono alla famiglia delle lire e dei liuti; fra le numerose percussioni predominano lo slit drum, lo xilofono, lo ufie e diversi tipi di campana. Gli ottoni, introdotti in tempi coloniali dall'Europa, hanno assunto un ruolo importante anche nella musica folk. Musica yoruba Gli Yoruba sono detentori di una grande tradizione musicale, legata in particolare alla sfera spirituale e alla celebrazione della loro ricca mitologia. La musica yoruba, contaminata con elementi di origine europea, islamica e brasiliana, costituisce la base della musica moderna nigeriana, sviluppatasi principalmente nell'area di Lagos. Fra gli stili moderni di evidente eredità yoruba si possono citare il waka di Salawa Abeni e il sakara di Yusuf Olatunji. Lo strumento più tipico della musica yoruba è un tamburo parlante (a clessidra) detto dundun, dal quale prende il nome anche il sottogenere principale della musica yoruba. Ai dundun si accompagnano un tipo di timpani detti gudugudu. Tipiche della musica yoruba sono formazioni orchestrali composte di un insieme di percussioni, e guidate da un percussionista solista, detto iyalu, che usa il tamburo parlante simulando la cadenza della lingua yoruba. Musica della Nigeria Musica infantile Una tradizione a sé stante è rappresentata dalla musica tradizionale infantile, che di solito si esprime attraverso giochi cantati. Anche in questo contesto si ritrova lo schema del call-and-response; il linguaggio utilizzato è spesso arcaico, come avviene per le filastrocche ripetute immutate di generazione in generazione. Gli strumenti di accompagnamento includono una rudimentale cetra a una corda fatta con i gambi del granturco, lattine usate come tamburi, pifferi fatti con gambo di papaia e un'arpa realizzata con i gambi della pianta del sorgo. Musica popolare L'industria musicale nigeriana moderna è una delle più ricche e tecnologicamente avanzate dell'Africa, nonostante gli ostacoli posti dalla corruzione politica e dalla diffusione della pirateria musicale[3]. Culla della musica pop e leggera nigeriana è l'area di Lagos, la capitale del paese, in cui predomina l'etnia Yoruba. A partire dall'inizio del XX secolo, la Nigeria ha conosciuto l'avvicendarsi di numerosi generi di musica leggera, molti dei quali si sono diffusi anche in altre parti dell'Africa o addirittura nel mondo. Palm wine music (anni '20) La prime forme di musica pop nate dalla tradizione nigeriana emersero negli anni venti del XX secolo, in seguito alla diffusione di nuovi strumenti (in particolare ottoni, percussioni islamiche), tecniche (l'uso di spartiti) e modelli stilistici (in particolare provenienti dal Brasile). Nella zona di Lagos si sviluppò in questo periodo la cosiddetta palm-wine music, così chiamata perché era suonata nei piano bar per accompagnare la consumazione del vino di palma (palm wine). Dalla Nigeria, la palm wine si diffuse anche in Sierra Leone, Liberia, Ghana e altre nazioni dell'Africa occidentale. La palm wine guadagnò una certa visibilità negli anni trenta, grazie alla pubblicazione, da parte dell'etichetta britannica His Master's Voice, di artisti come Ojoge Daniel, Tunde Nightingale e Speedy Araba. Nella sua fase più matura, il genere divenne noto con il nome di jùjú, introdotto da Baba Tunde King e in seguito mantenuto per identificare un filone di musica popolare nigeriana destinato a raggiungere il suo apice negli anni sessanta e settanta.[4] Il significato del termine "jùjú" non è certo; se da una parte potrebbe ricordare il suono di un tamburello brasiliano, dall'altra il termine viene talvolta interpretato come vagamente sprezzante nei confronti dei governi coloniali, in particolare come deformazione di joujou, parola francese per "nonsenso".[5] Apala (anni '30) L'apala è un genere di musica canora che emerse negli anni trenta del XX secolo. Deriva dalla tradizione della musica yoruba islamica e fu inizialmente concepito come espressione del risveglio dei fedeli dopo il periodo del Ramadan. Si basa principalmente su percussioni di ispirazione cubana; gli strumenti usati erano due o tre tamburi a clessidra detti omele, sonagli, campanelle dette agogo, e un particolare pianoforte detto agidigbo. Questo genere ebbe una evoluzione costante nei decenni successivi, raggiungendo il culmine della sua popolarità negli anni sessanta, grazie a musicisti come Haruna Ishola e Ayinla Omowora. Alcuni elementi della musica apala influenzarono movimenti musicali successivi, come la musica fuji. Highlife (anni '50) Negli anni cinquanta iniziò a diffondersi in Nigeria, e in particolare presso il popolo Igbo, un genere musicale di origine ghanese chiamato highlife (o west african highlife), rappresentato da artisti come il ghanese E. T. Mensah. Fra i primi musicisti ad abbracciare questo stile vi fu il complesso di grande successo Bobby Benson & His Combo. Nei decenni successivi, lo highlife conobbe il suo massimo sviluppo proprio in Nigeria. Fra i numerosi artisti di successo nella scena dello highlife nigeriano si possono citare Jim Lawson & the Mayor's Dance Band (metà degli anni '70), Rocafil Jazz e Prince Nico Mbarga. Sweet Mother di Mbarga, con oltre 13 milioni di copie vendute, fu un grande successo panafricano, più di qualsiasi altro brano musicale precedente.[6] 146 Musica della Nigeria 147 L'evoluzione dello highlife fu fortemente influenzata dalla guerra civile. I musicisti igbo, che erano i principali rappresentanti del genere, furono costretti all'esilio; la musica highlife fu confinata alla Nigeria orientale, e anche qui iniziò a perdere rilievo a favore dello jùjú e della nuova musica fuji. Fra i musicisti che più a lungo tennere in vita questo genere si possono citare il cantante e trombettista yoruba Victor Olaiya, (l'unico nigeriano ad aver vinto un disco di platino), Sonny Okosun, Victor Uwaifo e Orlando Owoh. Owoh, in particolare, viene considerato fondatore di un genere indipendente, fusione di jùjú e highlife, noto come toye. Jùjú (anni '60-'80) Se l'origine del termine "jùjú" si può ricondurre alle ultime evoluzioni della palm wine music, esso acquisì nuove connotazioni dopo la seconda guerra mondiale, periodo in cui nuovi strumenti, tecniche e stili di origine europea e statunitense approdarono in modo massiccio in Nigeria. Si diffusero in particolare gli strumenti elettrici e nuovi generi come il rock'n'roll e il soul, che vennero però rielaborati e assorbiti nel filone pop predominante della scena nigeriana, lo jùjú. Fra i primi risultati di questa contaminazione si può citare l'opera di Tunde Nightingale. Alla fine degli anni cinquanta, IK Dairo contribuì a una ulteriore evoluzione del genere con il suo celebre gruppo IK Dairo & the Morning Star Orchestra, fondato nel 1957 (e in seguito ribattezzato IK Dairo & the Blue Spots). Nei lavori di IK Dairo, realizzati con una tecnologia di registrazione innovativa, furono introdotti strumenti come il gangan (un tamburo nigeriano), la chitarra elettrica e la fisarmonica.[7] IK Dairo fu uno dei più famosi musicisti africani della sua epoca; la sua fama giunse fino in Giappone, e nel 1963, in segno di riconoscimento per la sua opera, fu insignito dell'Order of the British Empire. IK Dairo Fondamentali per lo sviluppo dello jùjú furono Ebenezer Obey e King Sunny Ade, emersi alla metà degli anni sessanta. Obey fu fondatore nel 1964 degli King Sunny Ade International Brother, uno dei più grandi gruppi musicali della storia della musica pop nigeriana; suonavano una musica che univa elementi blues, highlife e jùjú, e la strumentazione includeva un'importante sezione di talking drum. Ade divenne celebre con i gruppi Green Spot (fondato nel 1966) e African Beats (1974). La rivalità fra Obey e Ade valse alla musica jùjú numerose innovazioni fondamentali. Ade, per esempio, introdusse in Nigeria elementi della dub music giamaicana, tra cui uno scambio di ruoli fra chitarra (utilizzata principalmente in senso ritmico) e tamburi (dedicati alle linee melodiche). Sia Obey che Ade, inoltre, rivoluzionarono il formato dei brani musicali, passando dalla canzone di 3-4 minuti (tipica per esempio della produzione di Dairo) a vere e proprie suite di oltre 20 minuti.[8] Obey e Ade continuarono ad avere successo anche negli anni ottanta. Ade, in particolare, raggiunse una grande visibilità internazionale con l'album Juju Music, e incise un album con Stevie Wonder, Aura. Il maggior successo di Obey fu invece, probabilmente, Current Affairs, pubblicato da una major come la Virgin Records e molto venduto anche nel Regno Unito. Alla fine degli anni 80, la musica juju venne soppiantata da altri stili musicali, come la yo-pop, il gospel nigeriano e il reggae nigeriano. Musica della Nigeria Fuji (anni '60-'70) La fine degli anni '60 vide anche l'apparizione dei primi complessi fuji. Il termine "fuji", coniato da Sikiru Barrister[9], nasce da una contrazione di termini col significato di "canto devozionale". Il genere rappresenta un'evoluzione dell'apala, di ispirazione islamica; la strumentazione includeva un tamburello chiamato sakara e la chitarra hawaiana. Il fuji viene talvolta descritto come una variante dello jùjú privo di chitarra; questa definizione però è incoerente con una celebre definizione dello jùjú data da Obey: "un mambo con la chitarra".[10]. Più tecnicamente, si possono identificare nel fuji elementi della tradizione were musulmana, dell'apala e di un genere chiamato sakara. Il già citato Barrister fu uno dei principali interpreti di questo genere; suo rivale fu Ayinla Kollington [11]. Waka (anni '70) La cantante Salawa Abeni raggiunse la celebrità dopo l'uscita nel 1976 dell'album Late General Murtala Ramat Mohammed; fu la prima incisione di una cantante nigeriana a vendere più di un milione di copie. Abeni viene considerata la fondatrice di un nuovo genere musicale chiamato waka, una fusione tra jùjú, fuji e musica tradizionare yoruba. Yo-pop e afro-jùjú (anni '80-'90) Negli anni ottanta, il panorama della musica jùjú fu arricchito dall'emergere di due nuova stelle, Segun Adewale e Shina Peters. Adewale fu il primo a ottenere successo, e fondò un sottogenere dello jùjú chiamato yo-pop. In seguito, la fama di Adewale fu oscurata da Peters, che ebbe un tale successo da far coniare il termine "shinamania" (sulla falsariga di beatlemania). La musica di Peters, che combinava elementi afrobeat e jùjú, fu battezzato afro-jùjú. Annche se fu premiata, nel 1990, come musicista dell'anno per la musica Juju, Shina fu stroncata dalla critica. nbsp;[12]. Il suo successo aprì le porte a nuovi talenti, tra cui Fabulous Olu Fajemirokun e Adewale Ayuba. Lo stesso periodo vide la nascita di un nuovo stile, il Funky juju di Dele Taiwo [13]. Afrobeat (anni '80-'90) L'afrobeat è un genere musicale che si diffuse negli anni '80 in tutti i paesi dell'Africa occidentale, ma che ebbe in Nigeria i suoi esponenti principali. Viene in genere catalogato nella world music, e che nasce dall'unione di elementi funk e del jazz americani e della highlife nigeriana. Il più celebre musicista di questo genere è Fela Kuti, che è probabilmente il più famoso musicista Nigeriano della storia.[14] Fela Kuti iniziò la propria carriera negli anni '60; nel 1963 collaborò con il musicista della Sierra Leone Geraldo Pino, il cui stile viene generalmente chiamato afro-soul. In seguito, negli Stati Uniti, Kuti giunse a contatto con i movimenti politici Black Power e Black Panthers, che condizionarono la sua opera in modo significativo. Tornato a Lagos dopo una breve parentesi a Londra, Kuti aprì un celebre locale chiamato Shrine (il "santuario"), che divenne uno dei club più importanti della scena musicale nigeriana, e fondò la grande band Africa 70, sotto l'egida di Tony Allen. La musica di Kuti è intrinsecamente legata all'impegno politico, che gli valse l'ostilità del governo nigeriano. Fu arrestato nel 1985 e condannato a cinque anni di prigione, in seguito ridotti a due a causa della pressione internazionale. Scarcerato, Kuti riprese la propria militanza musicale e politica, e si fece conoscere anche per un comportamento eccentrico; tra l'altro, divorziò contemporaneamente da tutte e 28 le proprie mogli, dichiarando che "nessun uomo può vantare dei diritti sulla vagina delle proprie donne". La sua morte per AIDS, nel 1997, fu uno dei lutti più sentiti della storia della musica nigeriana. L'afrobeat, che fin dall'inizio fu coltivato da altri artisti oltre a Kuti (un importante esponente del genere fu per esempio Orlando Julius Ekemode)[15] divenne in seguito una delle correnti dominanti della musica nigeriana, iniziando anche a diversificarsi assorbendo influenze dal rock and roll. L'enigmatico e misterioso Lágbájá divenne il leader di questo nuovo genere afrobeat, soprattutto con l'album del 1996 C'est une african thing. 148 Musica della Nigeria Reggae nigeriano (anni '80-'90) Il reggae nigeriano venne conosciuto grazie a star del calibro di Majek Fashek, che nel 1988 ebbe un enorme successo con una cover di un celebre brano di Bob Marley, Redemption Song. Come molti altri importanti esponenti del reggae nigeriano, Fashek fece parte, tra la metà degli anni '80 e l'inizio degli anni novanta, di un supergruppo chiamato The Matadors. Tra i musicisti reggae nigeriani di maggior successo si possono citare anche Jerri Jheto, Daddy Showkey, Ras Kimono e MC Afrikan Simba. Hip hop nigeriano (anni '80-'90) La musica hip hop fu introdotta in Nigeria verso la fine degli anni '80 e divenne popolarissima già all'inizio degli anni 90. I primi musicisti a esprimere questo stile furono Osha, De Weez e Black Masquradaz; in seguito emersero altre star come The Trybesmen (resi celebri dal brano Trybal Marks del 1999) e il trio The Remedies. Uno dei Remedies, Tony Tetuila, entrò successivamente a far parte di un altro gruppo di successo, i Plantashun Boiz. Grande importanza per l'hip hop nigeriano ebbe la fondazione dell'etichetta discografica Paybacktyme Records. Gospel nigeriano (anni 2000) La musica gospel nigeriana, fondata sul modello della musica afroamericana, nacque dall'attività di diversi gruppi legati alla chiesa. Il gospel divenne molto popolare in Nigeria verso la fine del secolo, grazie soprattutto a cantanti come Sammie Okposo (il cui successo Welu Welu fu uno dei brani più popolari della storia della musica leggera nigeriana[16]) e Onyeka Onwenu. Musica classica e operistica Nella cultura nigeriana svolgono un ruolo importante le rappresentazioni teatrali, spesso accompagnate da musica tradizionale. Oltre a forme artistiche come il teatro dei burattini (diffuso presso gli Ogoni, i Tiv e altri popoli, e probabilmente derivato da antiche forme di teatro mascherato) e lo spettacolo teatrale vero e proprio, la cultura nigeriana presenta anche esempi di opera musicale. Sebbene le opere in senso stretto siano moderne (molto nota è La saga di Ozidi di John Pepper Clark), sia l'opera che il teatro nigeriano moderno sono in gran parte rielaborazioni di forme espressive tradizionali contaminate con la tradizione europea. La Nigeria ha prodotto nel XX secolo anche un discreto numero di compositori classici, tra cui spiccano i nomi di Fela Sowande, Joshua Uzoigwe, Akin Euba e Godwin Sadoh. Sowande fu uno dei primi e più famosi compositori africani della tradizione classica occidentale, e fondatore della tradizionale Nigerian art music. Era inoltre un abile organista e musicista jazz, e in alcuni dei suoi ultimi lavori incluse elementi di questi generi e della musica folk nigeriana.[17] Note [1] The Orchestra in the African Context (http:/ / www. africanchorus. org/ Voam/ Voam624. htm) [2] Graham, pg. 589 [3] Graham, pg. 588 [4] Afropop Juju (http:/ / www. afropop. org/ explore/ style_info/ ID/ 18/ Juju/ ) [5] Graham, pg. 590 [6] Graham, pgs. 596 - 597 [7] Afropop Juju (http:/ / www. afropop. org/ explore/ style_info/ ID/ 18/ Juju/ ) [8] Graham, pp. 591 - 592; vedi anche Scaruffi (http:/ / www. scaruffi. com/ history/ african. html) [9] Graham, pg. 593 [10] Graham, pg. 593 [11] Afropop Fuji (http:/ / www. afropop. org/ explore/ style_info/ ID/ 8/ Fuji/ ) [12] Graham, pgs. 592-593 Il Graham descrive le origini della Afro-juju nell'ambito della Afro-juju serie 1, il termine Shinamania, le critiche e le performance commerciali della Shinamania [13] Afropop: Juju Afropop riferisce che questo stile venne alla luce tra il 1989 e il 1990 149 Musica della Nigeria [14] Graham [15] Scaruffi (http:/ / www. scaruffi. com/ history/ african. html) [16] The Sun News Online (http:/ / www. sunnewsonline. com/ webpages/ features/ celebrityfashion/ 2005/ may/ 21/ celebrityfashion-21-05-2005-001. htm) [17] Africlassical.com (http:/ / chevalierdesaintgeorges. homestead. com/ Sowande. html) Bibliografia • Akpabot, Samuel Ekpe. Ibibio Music in Nigerian Culture, Michigan State University Press 1975 • Arom, Simka. African Polyphony and Polyrhythm: Musical Structure and Methodology, Cambridge University Press 1991, ISBN 0-521-61601-8 • Graham, Ronnie. Stern's Guide to Contemporary African Music, Pluto Press 1989, ISBN 1-85305-000-8 • Veal, Michael E. Fela: The Life of an African Musical Icon, Temple University Press 1997 • Waterman, Christopher Alan. Juju: A Social History and Ethnography of an African Popular Music, University of Chicago Press 1990, ISBN 0-226-87465-6 Collegamenti esterni • Indice di musicisti nigeriani (http://www.nigeria-arts.net/Music/) • • • • • • • Estratti musicali (http://www.motherlandnigeria.com/music.html) Nigerian Entertainment, rivista di musica nigeriana (http://www.nigerianentertainment.com/) Forum sulla musica nigeriana (http://www.nairaland.com/nigeria/board-3.0.html) (EN) Scheda sullo jùjú presso Afropop.org (http://www.afropop.org/explore/style_info/ID/18/Juju/) (EN) Recensioni di album di musica nigeriana e africana (http://www.muzikifan.com/africaframe.html) (EN) Rassegna di musica pop africana (http://www.scaruffi.com/history/african.html) (EN) Musica orchestrale africana (http://www.africanchorus.org/Voam/Voam624.htm) 150 Fonti e autori delle voci Fonti e autori delle voci Guinea Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46421139 Autori:: Ac\fslongo, Actarux, Andrea Cioffi, Aordictator, Ary29, AttoRenato, Bathor, Brownout, Carlomorino, Catand, CecilK, Civvì, Croberto68, Doctor Dodge, Dr Zimbu, Edoardo Cavaleri, Elwood, Eumolpo, Ft1, Gac, Gianluca91, Giorgian, Giovannigobbin, Goemon, Gspinoza, Haiku81, Jalo, Kanchelskis, Kaus, Kolghie, Lodewijk Vadacchino, Lord Hidelan, Losògià, Luckyz, Luisa, Mac9, Martin H., Marzedu, Moongateclimber, Mr buick, Numbo3, Osk, Ottaviano II, Remulazz, Retaggio, Rutja76, Schopy1988, Scruch, Sesquipedale, Silvio.dellacqua, Sir marek, Snowdog, The Black Prince, Thorin III, Tib67, Valerio79, Viscontino, Xiglofre, Zavijavah, 59 Modifiche anonime Conakry Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46482164 Autori:: Croberto68, Cruccone, Erinaceus, Franco56, Freddyballo, Gian-, Giovannigobbin, Maximus III, Moongateclimber, Mr Accountable, Mr buick, Snowdog, 18 Modifiche anonime Storia della Guinea Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=41830397 Autori:: Civvì, Moongateclimber, Tenebroso, 2 Modifiche anonime Mali 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buick, Numbo3, Orcovolante, P tasso, Pracchia-78, Quindicidodici, Snowdog, Vichingo93, Zavijavah, 9 Modifiche anonime Burkina Faso Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46648175 Autori:: Actarux, Agostino64, Alfio, Ary29, AttoRenato, Austro, AzzurroCelentano, Barbaking, Bella Situazione, Bonaff, Bryan Perfetto, Bucaramango, Burkina, Burkinafaso76, Chiappinik, Civvì, Conocybe, Dany80it, Diego04, Dikson, Dr Zimbu, Elcaracol, Enrico fioravante fontana, Eumolpo, F l a n k e r, Formica rufa, Franz Liszt, Frazzone, Freddyballo, Furyo Mori, Gac, Gian-, Giovannigobbin, Hashar, Ignlig, Ilario, Jacopo.luppino, Jollyroger, Kanchelskis, Klaudio, Koudougou, Losògià, Luccaro, Luckyz, Lulo, Mac9, Mauro742, Miciosoft, Momyn86, Moongateclimber, MrNorrell, Nuceria5, Numbo3, Ottaviano II, Panther, Paolo*torino, Phantomas, Pippu d'Angelo, Pracchia-78, Qbert88, Remulazz, Rikimaru, Ripepette, Sandr0, Sarcelles, Sega, Sesquipedale, Simo82, Sir marek, Sirabder87, Skawise, Snark, Snowdog, Tenebroso, Tener, The Polish, Thorin III, Ticket 2010081310004741, Turgon, Utente 7, Valerio79, Vermondo, Zavijavah, Ziggolo, 101 Modifiche anonime Ouagadougou Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46166204 Autori:: Agostino64, Andre86, Buggia, Cesare87, Civvì, D.sagri, Dikson, Francescost, Frazzone, Gian-, Ilainwonderland, Ilario, Loryball, Mac9, Maximus III, Moongateclimber, Mr Accountable, Quatar, Richzena, Save, Sir marek, Snowdog, Steed, Zavijavah, 20 Modifiche anonime Storia del Burkina Faso Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=42769263 Autori:: Alexander VIII, Ary29, Civvì, Didimo69, Eumolpa, Frazzone, Hellis, Moongateclimber, Sesquipedale, Tenebroso, Veneziano, 7 Modifiche anonime Costa d'Avorio Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46769929 Autori:: .anaconda, .snoopy., Ab1, Actarux, Agostino64, Alexander VIII, Antenor81, Aordictator, Aymeric780, Azrael555, Brownout, Buggia, Ciaurlec, Civvì, CodaDiLupo, Darth Kule, Dcosta, Delfo, DoppioM, Dr Zimbu, Elcaracol, Enaud, Enzino, Ermanon, Fiaschi, Francesca Ca', Franco3450, Franz Liszt, Frazzone, Gac, Gian-, Gianluca91, Giovannigobbin, Goemon, Guidomac, Hellis, Henrykus, Hercule, Hill, Iskander, Joe123, Johnlong, Kal-El, Kanchelskis, Kill off, Lanerossi, Larry Scott, Larry.europe, Leoman3000, Loryball, Losògià, Lukius, Mac9, Manusha, MapiVanPelt, Marcok, Melos, Mircko, Mizardellorsa, Moongateclimber, Nickel Chromo, Numbo3, Ottaviano II, Paolo Di Febbo, Phantomas, Purcinella, R.a.o.u.l.d.a.l., Rael, Rdelre, Ripepette, Safran, Sarcelles, Sardur, Schopy1988, Seics, Shivanarayana, Signora con l'ombrello, Silvio.dellacqua, Simo82, Sintierra, Snowdog, Thorin III, Threecharlie, Ticket 2010081310004741, Tirinto, Torsolo, Valerio79, Vipera, Viscontino, Zavijavah, Zenman, 214 Modifiche anonime Yamoussoukro Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46626751 Autori:: Ermanon, Frazzone, Gian-, Giovannigobbin, Joana, Mac9, Snowdog, Steed, Viscontino, Wolf, Zuzu macumba, 5 Modifiche 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Ingala, Sandcreek, Sarcelles, Segugio79, Sergiodf, Simo82, Sir marek, Smg, Snowdog, Squattaturi, Stefanomolino, Suhardian, Supernino, Swert, Tenebroso, Thorin III, Valerio79, Vituzzu, WinstonSmith, Xander89, Yana, Zamor, 89 Modifiche anonime Lomé Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46654723 Autori:: Actarux, Allein, Bucaramango, Christihan, Civvì, Duroy, Ermanon, Freddyballo, Ft1, Gian-, Janus, Moongateclimber, Mr Accountable, Mr buick, Save, Threecharlie, 2 Modifiche anonime Storia del Togo Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=44128862 Autori:: Ary29, Civvì, Moongateclimber, Tenebroso, Thorin III Benin Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46647847 Autori:: Actarux, Alfio, Ares, Ary29, Ask21, Atti, AttoRenato, Boboseiptu, Carlo58s, Chiappinik, Chio76, Civvì, Dany80it, Dome, Eddie619, Elcaracol, Erinaceus, Frazzone, Frigotoni, Gac, Gian-, Giannib, Giorgiomonteforti, Giovannigobbin, Gmm, Gspinoza, Haiku81, Hashar, Hellis, Iskander, Joe123, Kanchelskis, Kossino, Mac9, Marcok, Mickey83, Moongateclimber, Moroboshi, Numbo3, Phantomas, Ptah, Qbert88, Razzabarese, Red Power, Red devil 666, Romero, Sarcelles, Save, Schopy1988, Shivanarayana, Silvio.dellacqua, Simo82, Snowdog, Thorin III, TierrayLibertad, Tommaso Ferrara, Valerio79, Vipera, Zavijavah, 63 Modifiche anonime Porto-Novo Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=46709234 Autori:: AttoRenato, Civvì, Ft1, Gian-, Mac9, Moongateclimber, Save, Snowdog, Steed, 3 Modifiche anonime Storia del Benin Fonte:: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=43462197 Autori:: Civvì, Didimo69, Hrundi V. 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